Torna a Firenze, dopo circa dieci anni, l’Ensemble di Micha van Hoecke

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
24 novembre 2005 23:34
Torna a Firenze, dopo circa dieci anni, l’Ensemble di Micha van Hoecke

La storica compagnia creata con i migliori allievi di Bruxelles, la scuola per danzatori e attori ideata da Maurice Bejart e diretta dallo stesso Micha van Hoecke è al Teatro Puccini di Firenze, venerdì 25 e sabato 26 novembre alle ore 21. Micha van Hoecke presenterà la sua ultima creazione: Au cafè, ideato per il suo Ensemble, una compagnia internazionale, composta da 14 danzatori provenienti da tutto il mondo, e cooprodotto con Armunia Festival. “Un profumo può evocare una persona, - racconta van Hoecke- così la musica agisce su di me facendo riaffiorare alla mia mente immagini, ricordi, situazioni.

Da sempre, nei miei spettacoli sento l’esigenza di comunicare il mio mondo interiore, ricordando chi c’è e chi se n’è andato, ma che comunque è sempre presente nei miei pensieri. Ricordi, immagini e eventi della mia storia, piccoli pezzi di vita vissuta, accompagnati dalle musiche che ancora fanno vibrare una parte di me, prendono vita. Il mio cafè, è un luogo dove accadono cose e i ricordi si materializzano attraverso i miei interpreti.” L’atmosfera unica, calda e fumosa dei cafè belga, luoghi di incontro per eccellenza, dove il tempo si annulla tra idee, parole, e musica, è la cornice di questo spettacolo che è in realtà un’allegoria della vita stessa.

Si ascolta musica nei cafè, Adamo, Jacques Brel, Leo Ferrè, Johnny Halliday, Le Gran JoJo, i Beatles, ma anche le divertenti versioni in musica dei Quatre Barbus che giocano sulla Quinta di Beethoven, parodiando la famosa aria classica, per raccontare l’invenzione della molletta per panni (la pince à linge).
I cafè sono luoghi popolari dove la gente balla, dove arrivavano i barboni, gli artisti e la gente comune. Dove passa la vita, dove la gente si ferma guardando verso il destino che può anche essere il nulla.

Frammenti di vita vissuta e di vita sognata. Come un quadro da interpretare.
“La messa in scena di questo spettacolo- racconta ancora Micha- ha suscitato in me una riflessione su che cos’è il teatro, che per me è l’energia, il ritmo e l’imprevisto. Il teatro è comunicazione totale, non credo in un teatro che viaggia su binari diversi, da un lato la musica, su un altro la prosa e su un altro ancora la danza. Il mio teatro è tutto e io sono interprete anche dei miei interpreti. Non amo essere catalogato, il mio teatro è commistione di arti e di pensieri.

In questo contesto della mia ricerca, cerco di esprimere una danza che dia vita a un racconto, che parla della vita e la vita è piena di imprevisti.” Protagonisti i danzatori dell’Ensemble di Micha van Hoecke e i geniali Stefano Agostini (flautista) e Francesco Giomi (compositore). Costumi di Massimo Poli, regia del suono di Tempo Reale Firenze.

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