Assestamento di Bilancio: la Corte dei Conti lo boccia, Palazzo Vecchio lo vota

Sforamento del Patto di stabilità e costo del personale: i punti ''irregolari'' secondo la Corte dei Conti. Petretto replica: "I conti sono in equilibrio". La delibera passa con 5 consiglieri Pd che si astengono


COMUNE DI FIRENZE — Ieri la Corte dei Conti ha bocciato l'assestamento di bilancio 2012 del Comune di Firenze definendolo "contrario ai principi di sana gestione e denota il permanere di una situazione di precarietà finanziaria, sottolineando una reiterata irregolarità contabile". Oggi il Consiglio Comunale ha dato il via libera alla delibera.

Tre le motivazioni principali: sforamento del patto di stabilità, sforamento nella spesa per il personale aggravato dalle previsioni per il 2012 di nuove assunzioni, non rispetto del vincolo di destinazione dei proventi dalle multe. Per quanto riguarda il personale sarebbero i costi per gli assunti 'a termine' a essere troppo elevati (nel 2009 superiori del 50% della spesa sostenuta); si riaccende così la polemica sul personale assunto ad interim dallo stesso sindaco; sulle multe invece sembra che il Comune abbia utilizzato i denari ricavati dalle infrazioni anche per il trasporto pubblico e nons solo, come stabilisce la legge, per la sicurezza delle strade.

L'Assessore al bilancio Alessandro Petretto ha risposto che "il bilancio del Comune di Firenze è in equilibrio e sono garantiti il pareggio finanziario nonché il rispetto degli obiettivi del Patto di stabilità interno". Ha inoltre aggiunto che le verifiche compiute dalla Corte dei Conti rientrano nella "abituale attività di monitoraggio".

Così la delibera sull’assestamento di bilancio ha avuto oggi il via libera in Consiglio comunale con una maggioranza di 16 voti favorevoli, 10 contrari, 6 astenuti (32 consiglieri presenti in aula). Nel dettaglio si sono astenuti i consiglieri del Pd Agostini, Collesei, Pugliese, Chiavacci, Pezza e Valdo Spini. Hanno votato contro gli esponenti del PdL Stella, Alessandri, Cellai, Roselli, Torselli, il consigliere di Fli Bertini, Semplici e Sabatini della Lista Galli, la consigliera De Zordo e il consigliere Grassi.

L'assessore Petretto durante la sua relazione ha dichiarato: "Il Comune di Firenze si avvia a chiudere, con l’assestamento del bilancio 2012 e del bilancio pluriennale 2012-2014 un anno fiscale tremendo, costellato da insidie di ogni tipo e veri e propri “attentati” governativi alla finanza comunale, quindi con molte difficoltà, ma possiamo dire, in un quadro di coerenza finanziaria e di tenuta sui principali fronti del welfare comunale e di sviluppo della città". Oltre ai tgli gvernativi effetto della spending review Petretto cita le mancate entrate dalle alienazioni non andate a buon fine: "le entrate patrimoniali del Titolo IV, (alienazioni, contributi da ente pubblici, oneri di urbanizzazione) hanno sofferto della situazione contingente del mercato immobiliare e dell’edilizia, nonché delle difficoltà di Patto di enti che ci devono contributi. Per cui le mancate entrate sono risultate consistenti. In particolare: le mancate alienazioni ammontano a circa 31 milioni e il rinvio al 2013 dei contributi da altri enti pubblici e privati a circa 16 milioni". Sulla polemica di questi giorni, complice il maltempo, sui tagli previsti in bilancio per la messa in sicurezza del territorio l'assessore ha precisato: "La lista degli interventi da realizzare nel 2012, dopo l’assestamento, sono tutti interventi urgenti rivolti per lo più a opere indispensabili, a manutenzione straordinarie della città e sicurezza. E’ ovvio che se,dal 2013, gli obblighi di Patto si allenteranno (ma non pare plausibile al momento) la lista degli investimenti cancellati potrà essere riconsiderata e reinserita nel Programma. Sul versante del Patto di stabilità, il Comune rispetterà i relativi onerosi obblighi, grazie alla Spending review comunale operata a luglio, il cui ricavato è stato tenuto a disposizione, alcuni bonus ricevuti dalla regione Toscana e dallo Stato nonché grazie all’aumento delle entrate disposte con il riequilibrio di settembre. Certo rimane la criticità per quanto attiene i pagamenti residui ancora pendenti sulla parte investimenti e i relativi tempi di “smaltimento”. Alla data attuale, ci sono ancora da pagare lavori ed opere per circa 80 milioni che, stante una ragionevole capacità annuale di pagamento potranno essere definitivamente smaltiti solo nel corso dei prossimi tre anni".

La delibera è passata ma con 5 esponenti del Pd che si sono astenuti "Non è pensabile eliminare dal piano degli investimenti le cifre per la manutenzione dei corsi d'acqua: del Macinante, del Terzolle, della Goricina, del Mugnone" -spiegano Pezza, Chiavacci, Pugliese, Agostini, Collesei e Albini che propongono di eliminare l'acquisto di un terreno agricolo del valore di 2.900.000 euro "a vantaggio di opere ben più urgenti e indispensabili dello stesso valore economico. Con questa cifra si recuperano le risorse per finanziare opere di messa in sicurezza delle scuole , la bonifica dall'amianto, l'acquisizione del certificato prevenzione incendi, oppure pr opere di difesa del territorio".

Critica l'opposizione anche sull'esito della votazione: "mentre il Sindaco Renzi continua a presentarsi agli elettori del centrosinistra come persona affidabile che mantiene gli impegni presi - dice Emanule Roselli del Pdl - ecco che con questo bilancio si certifica invece il fallimento di una amministrazione incapace di programmare un percorso per la città". "Ci troviamo a votare un assestamento di bilancio in cui mancano più di 73 mln sul piano degli investimenti- prosegue Roselli- E non è certo colpa del Patto di Stabilità, che è diventato il capro espiatorio di ogni cosa:il Patto di Stabilità incide su questo ammanco per 27 mln di mutui e prestiti che non possiamo prendere per il vincolo delle norme nazionali. E gli altri 45 mln? Di cosa stiamo parlando allora?! Non prendeteci in giro!".

"16 voti. A questo si è ridotta la ormai ex maggioranza di centrosinistra di Palazzo Vecchio. 16 voti per varare non una delibera qualunque, ma quella che dovrebbe tenere in piedi il bilancio del Comune di Firenze -insiste il gruppo del Pdl - Lo diciamo da tempo, e oggi ne abbiamo avuto l’ennesima conferma: da tempo questa città non ha più un sindaco né una maggioranza”. Il consigliere Jacopo Cellai ha aggiunto: “I cinque consiglieri del PD Agostini, Chiavacci, Collesei, Pezza e Pugliese che hanno scelto di astenersi sul voto sono il segno inequivocabile che la maggioranza del centrosinistra è non solo spaccata, ma ormai dissolta”.

"Ormai è palese che la maggioranza con cui l’Amministrazione Renzi intende governare questa Città si basa sul voto blindato di 16 Consiglieri, di cui 14 del PD e due Consiglieri che più che i loro gruppi rappresentano ormai quasi solo loro stessi.” – afferma il Consigliere comunale Tommaso Grassi. “Anche oggi il bilancio è stato approvato con 16 voti favorevoli, 10 contrari, 6 astenuti e molti emendamenti sono stati bocciati con la complicità di forze politiche che non sono al governo di questa Città. Si è ripetuto il copione che abbiamo già visto varie volte in aula: alla risicata maggioranza si aggiunge il sostegno per ottenere il numero legale o comunque il voto sempre non contrario della gran parte degli esponenti di Futuro e Libertà, e dei Consiglieri dell’UDC e della Lega che, contrariamente a quanto sostiene Renzi a livello nazionale e sui mass media, a Firenze sono una vera e propria stampella su cui appoggiarsi nei momenti di difficoltà.”

Gli esponenti della Lista Galli Marco Semplici e Massimo Sabatini sottolineano la trascuratezza di quelli che dovrebbe essere "priorità della città. Si tolgono anche voci che nella recente attualità sono tornate all’attenzione di tutti: manutenzione dei corsi d’acqua, la messa in sicurezza delle scuole, ivi inclusi gli interventi urgenti per l’amianto, nonché il completamento dei tanti cantieri aperti. Chi tra i consiglieri è ancora a contatto col territorio ha provato a proporre emendamenti motivati per reinserire quel minimo senso di pianificazione che un bilancio amministrativo deve avere. Tutto bocciato. La linea della giunta è stata rigida: quel che è fatto è fatto, per recuperare cose universalmente riconosciute come urgenti e necessarie, soldi non ce ne sono più. Abbiamo anche provato a far rinunciare i gruppi consiliari alle loro già ridotte risorse economiche, ma nell’epoca dell’anti-casta è stato risposto no anche a questo".

Redazione Nove da Firenze