Arezzo resta Provincia grazie agli immigrati, un residente su dieci è straniero

A rivelarlo è il "Quarto rapporto sull'immigrazione e processi di inclusione: Vivere insieme", realizzato da Oxfam Italia e Provincia di Arezzo e presentato oggi alla presenza dell’assessore della Regione Toscana al welfare, Salvatore Allocca


POPOLAZIONE TOSCANA — Arezzo rimane Provincia autonoma grazie alla presenza di cittadini stranieri residenti. Caso quasi unico a livello nazionale e toscano. Questo è il dato sostanziale evidenziato dal "Quarto rapporto sull'immigrazione e processi di inclusione: Vivere insieme", realizzato grazie alla collaborazione tra Oxfam Italia e l’Osservatorio delle Politiche sociali della Provincia di Arezzo.
Il rapporto curato da Marco La Mastra della Provincia di Arezzo, Lorenzo Luatti e Giovanna Tizzi di Oxfam Italia, è stato presentato oggi nella Sala dei Grandi della Provincia di Arezzo, in occasione del Convegno “CAMMINI DI INTEGRAZIONE: dieci anni di studi e ricerche sull’immigrazione”, alla presenza dell’ Assessore al welfare della Regione Toscana, Salvatore Allocca, del Presidente della Provincia di Arezzo, Roberto Vasai, della vice Presidente della Provincia, Mirella Ricci e del Responsabile Relazioni Istituzionali Oxfam Italia, Francesco Petrelli.

Una questione di numeri. E’ infatti solo grazie alla presenza di immigrati che il territorio aretino ha raggiunto i 350mila residenti utili per mantenere l’autonomia come Provincia.
Come? Di fronte alla mancata crescita della popolazione italiana dal 2001 al 2011, al contrario gli stranieri nelle provincia toscana sono oggi l’11,3 per cento del totale, con un crescita che va dagli 11.462 stranieri del 2001 ai 39.480 di fine 2011, con un incremento in un anno, di oltre 1.770 presenze (+4,7%). Insomma, l’incremento della popolazione residente ad Arezzo, sia italiana che straniera, che da 349.651 al 1° gennaio 2011 passa a 350.552 al 1° gennaio 2012, è dovuto interamente alla dinamica naturale e migratoria dei residenti stranieri.

Un “caso”, quello aretino, che quindi diviene paradigmatico per intravedere gli sviluppi futuri nella composizione della popolazione nel nostro Paese, con alcuni dati, che divengono utili a descrivere il fenomeno migratorio a livello nazionale. Nel contesto di un territorio estremamente multietnico, come evidenziato dal rapporto, dove sono rappresentate ben 128 nazionalità, di cui la più presente resta quella rumena, con oltre 14 mila residenti, mentre continua a crescere la presenza della popolazione cinese, con un incremento del 16 per cento negli ultimi anni. Significativa inoltre, la crescente femminilizzazione della popolazione migrante: in un decennio (2001-2011) le cittadine straniere sono più che triplicate, con un ritmo di crescita significativamente superiore rispetto a quello dei cittadini stranieri. Così come sono in netta crescita, le seconde generazioni di migranti, in un momento in cui è all’ordine del giorno del dibattito politico, l’attribuzione loro del diritto di cittadinanza: in provincia di Arezzo sono 5.243 ovvero il 13,5% del totale degli stranieri presenti.
Insomma un Rapporto che affronta in modo scientifico, tematiche diverse, il mondo della scuola, del lavoro, del volontariato, divenendo al contempo uno strumento assai utile a determinare bisogni e risorse del territorio per poter meglio orientare le politiche pubbliche nel prossimo futuro. Ed è proprio nel mondo del volontariato che vediamo emergere nuove forme di solidarietà : in provincia di Arezzo su oltre 13mila volontari nel 2010 il 2,5% sono cittadini stranieri e nel 2011 tale percentuale sale al 4,4% (in termini assoluti 605). Esaminando nel dettaglio i settori con le percentuali più alte di migranti rileviamo che sono concentrati soprattutto in ambito sanitario settore delle associazioni di donatori di sangue.

Redazione Nove da Firenze