Prato: dimezzata in tre anni la spesa per incarichi esterni

Il costo sceso da quasi 2 milioni sotto 1 milione e 200mila euro. ll sindaco Roberto Cenni: «Più spese legali che il Comune ha dovuto sostenere per l'affidamento della gara del gas e per la vicenda swap»


TOSCANA — E' quasi dimezzata in tre anni la spesa per incarichi esterni e collaborazioni sostenuta dal Comune di Prato: dal 2009 il costo si è ridotto da 1.967.747 euro a 1.593.316 del 2010 e a 1.174.833 del 2011. E questo nonostante il peso dei titoli swap che il bilancio si trascina - con 5 milioni di euro di costi impliciti ed accantonamenti per 1,8 milioni all'anno - e gli oneri che la gara per l'affidamento della distribuzione del gas ha comportato. Il riepilogo della spesa per incarichi e collaborazioni esterne è stato presentato stamani dal sindaco Roberto Cenni, affiancato dall'assessore al Bilancio Adriano Ballerini, dal ragioniere capo Davide Zenti e dal capo Gabinetto Donatella Palmieri.

Si tratta di cifre al netto degli storni dei finanziamenti ottenuti per i progetti europei promossi dal Comune, che coprono infatti anche i costi delle consulenze. Nella spesa per incarichi rientrano anche quelli necessari per erogare i servizi, dai docenti della scuola di musica agli incarichi per progettazione, collaudi ecc. Le spese finanziate con contributi di altri enti a specifica destinazione sono, ad esempio, i costi per il censimento, che hanno inciso molto nel 2011 (in tutto 773.027 euro), nonché appunto le spese sostenute nell’ambito di progetti finanziati con fondi europei.

La diminuzione della spesa, come ha evidenziato il sindaco, è frutto di un'attenta politica di bilancio improntata più che mai al risparmio in un momento in cui il Paese è in crisi e le risorse degli enti locali sono scarse. Questo ha comportato anche una riorganizzazione della macchina comunale, secondo i criteri del risparmio e dell'efficienza: i dipendenti comunali sono così passati da 1.090 del 2008 a 1.004 e i dirigenti da 24 a 20, confermando Prato tra le prime posizioni in Italia per il rapporto tra numero di abitanti e numero dei dipendenti: «E' doveroso per chi riveste il ruolo di Amministratore pubblico applicare una linea di rigore ed attenzione ad ogni euro che esce dalle casse comunali - ha detto Roberto Cenni - soprattutto in un momento come questo. E per questo non abbiamo frugato nelle tasche dei cittadini e abbiamo scelto di mantenere ferma la tassazione».

Se i costi per gli incarichi esterni scendono, salgono quelli per le spese legali, lievitate da 76.845 euro nel 2009 a 133.658 del 2010 e 479.327 euro nel 2011: un altro frutto avvelenato del rompicapo dei titoli swap di Dexia Crediop, come ha spiegato il sindaco, e l'effetto della battaglia combattuta in Tribunale per l'affidamento a gara dei servizi, primo fra tutti quello di distribuzione del gas: «Fa davvero specie che dal rapporto tra le Partecipate del Comune e l'Amministrazione comunale stessa questa riceva un danno perchè con ricorsi e controricorsi si continuano a rivendicare dei diritti sui servizi - afferma Cenni - Un danno di milioni che si riverbera sulle risorse pubbliche. Questi enti dovrebbero parlare il linguaggio dell'interesse dei cittadini, in accordo con noi, e invece fanno tutt'altro, con ricorsi al Tar più strumentali che sostanziali».

Per trovare il bandolo della matassa della questione derivati gli Uffici amministrativi e legali del Comune hanno compiuto un lavoro certosino, che ha incluso l'analisi di centinaia di documenti finanziari e di mail: «Una materia complicata e difficile, per cui ai nostri Uffici abbiamo dovuto affiancare degli esperti per disinnescare "una bomba" ad orologeria che gravava nel nostro bilancio - spiega il sindaco - In molte mail della Dexia l'Amministrazione veniva addirittura dileggiata e derisa. Quale interesse pubblico può essere stato perseguito in una simile operazione?»

cb

Redazione Nove da Firenze