Il medico che estrasse la pallottola dal piede dell’Eroe dei due mondi

Un’esposizione a Palazzo Medici racconta la vita di Ferdinando Zannetti

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
09 novembre 2011 22:14
Il medico che estrasse la pallottola dal piede dell’Eroe dei due mondi

Per aver estratto una pallottola dalla gamba di Garibaldi ferito in Aspromonte nel 1862 fu definito da un gesuita “farabutto” e anche “impostore”. Ma per lo stesso intervento eseguito sull’arto dell’Eroe dei due mondi, si meritò decine di sonetti di elogio e quasi la venerazione di tanti. Ora le gesta risorgimentali del medico Ferdinando Zannetti sono ricordate nella mostra “Garibaldi fu ferito… Il medico Ferdinando Zannetti (1801-1881): patria, civiltà, scienza” allestita a Palazzo Medici Riccardi, dal 10 novembre 2011 fino al 31 gennaio 2012. Nella mostra si riuniscono, per la prima volta, documenti e cimeli che provengono dal fondo Rubieri-Zannetti della Biblioteca Moreniana di Palazzo Medici Riccardi, acquistato dalla Provincia di Firenze nel 1961 per le celebrazioni del centenario dell’Unità italiana, dalla Biblioteca Biomedica di Careggi, dalla Fondazione Spadolini Nuova Antologia e da collezioni e raccolte pubbliche e private. “Una mostra che per la Provincia, in particolare, assume un significato importantissimo per due motivi: da un lato è l’occasione per celebrare i 150 anni dell’Unità d’italia con una iniziativa fondata sul proprio patrimonio documentario, insieme a quello di altre istituzioni eccellenti della città e non solo, dall’altro è un momento privilegiato per proporre ad un vasto pubblico la ricchezza di un patrimonio librario e documentario che ancora non è adeguatamente conosciuto nella sua peculiarità: quello della Biblioteca Moreniana di Palazzo Medici Riccardi” ha detto il Presidente della Provincia Andrea Barducci nel presentare l’esposizione. Nato a Monte San Savino in provincia di Arezzo il 31 marzo 1801, medico e patriota, Zannetti è conosciuto per l’estrazione della pallottola dal piede di Garibaldi, ferito in Aspromonte nel 1862, ma nel panorama delle figure del Risorgimento italiano Ferdinando fu una personalità di rilievo per il suo valore umano, civile e professionale.

Doti che emergono in modo lampante dalle carte della Biblioteca Moreniana e degli altri fondi: cimeli che offrono al visitatore la possibilità di indagare la vita del medico del Risorgimento dal periodo che va dalla guerra di Lombardia e dalla sua partecipazione all’Armata Toscana, fino alla Seconda guerra di Indipendenza dove fu chirurgo capo del Servizio Sanitario Toscano e alla sua nomina a Senatore del Regno. La mostra si snoda in due sale del percorso del museo di Palazzo Medici Riccardi, ben segnate da un allestimento che ricorda il colore delle famose Camicie garibaldine.

Nella prima sala, documenti e oggetti narrano la vicenda umana e patriottica di Ferdinando Zannetti. Nella seconda si entra nel merito dell’intervento medico sul paziente Garibaldi. Tra le opere e gli oggetti in mostra troviamo la pistola di Garibaldi, strumenti chirurgici e attrezzatura da campo, l’olio su tela di Moricci “Il medico Zannetti cura un ferito”, l’opera di Giovanni Fattori “Garibaldi ad Aspromonte 1862”. Tra i testi, un biglietto di Garibaldi da Caprera del 22 giugno 1863 in cui si legge “La mia guarigione procede a gonfie vele […] Non ho indizio di dolori artritici […] Vogliatemi bene, ch’io ve ne voglio tanto davvero e sono per la vita vostro di cuore”. Interessante anche una lettera di un Gesuita che accusa Zannetti di aver curato un impostore e un assassino, ossia Garibaldi: “Che tu sia stato sempre un impostore e un rosso lo mostrasti nel ’48 facendo di tutto per far salire al potere quei due iniqui di Guerrazzi e Montanelli.

Ti sei palesato il medesimo farabutto facendo tanto [… illeggibile] a quell’assassino di Garibaldi. E dico assassino perché un uomo che tradisce il suo re non merita altro che il titolo di assassino. Ma la tua testa di rapa con quella di Garibaldi stanno bene insieme perché siete due che fate a chi capisce meno. […] Smetti di fare il buffone, perché fuori della medicina non capisci nulla”. In mostra anche i testi di due sonetti di elogio per l’intervento di estrazione della pallottola e il calco stesso del colpo che colpì Garibaldi. Per l’importanza storica e simbolica del percorso espositivo, la mostra rientra nelle celebrazioni ufficiali per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. La vita Ferdinando Zannetti: Monte San Savino 1801- Firenze 1881.

Gli estremi della vita di Zannetti coprono tutto l’arco del Risorgimento. Abilitato alla professione di chirurgo a Firenze nel 1826 e laureato in Medicina a Pisa nel 1828, dal 1830 Professore di Anatomia umana e Chirurgo fiscale. Nel 1835 fu insignito dal Granduca della medaglia d’oro di prima classe per i servizi resi durante l’epidemia di colera che colpì Firenze. Negli anni Quaranta fu professore di Antomia Sublime e delle Regioni, di Anatomia patologica e pittorica, incarichi che lo porteranno a contatto con numerosi artisti e pittori, tra i quali Giuseppe Moricci, che gli ha dedicato diversi ritratti.

Nel 1848 in seguito allo scoppio della Prima Guerra d’Indipendenza fu nominato chirurgo in capo dell’Armata Toscana in Lombardia. A questa esperienza Zannetti dedicò un “Rendiconto generale” scritto nel 1850, dove analizza la statistica delle patologie più diffuse nei campi di battaglia e dal quale emerge il desiderio di dar vita ad un sistema sanitario efficiente seppure all’interno di un contesto d’emergenza e l’attenzione nei confronti del soldato ospedalizzato. Tra le note più curiose, anche un prospetto per migliorare la dieta dei soldati e le prescrizioni igieniche minime per evitare malattie o contagi.

Convinto sostenitore della causa unitaria, appoggio apertamente la Repubblica Toscana. La fede patriottica e negli ideali democratici lo portarono nel 1859 a partecipare alla Seconda Guerra d’Indipendenza come Chirurgo Capo dell’Armata Toscana. Fu Direttore del Servizio Sanitario delle truppe di Garibaldi e uno dei consulenti di fama internazionale che vennero chiamati a consulto per l’estrazione della pallottola dal piede del Generale. Tra gli aspetti forse meno noti della vita di Zannetti c’è anche l’iscrizione e la partecipazione alla massoneria, testimoniata dal libro degli iscritti alla loggia della Concordia, di cui fu nominato Gran Maestro nel febbraio 1870 e della quale conservò con cura la tessera d’affiliato, oggi fra le carte della Biblioteca Moreniana.

Gli eredi di Ferdinando Zannett­i donarono la parte scientifica della sua biblioteca privata alla Biblioteca dell'Ospedale di Santa Maria Nuova, in cui fu esposto accanto ai libri il ritratt­o del benefattore. La "libreria Zanne­tti", att­ualmente conservata nella Biblioteca Biomedica dell'Università di Firenze, annovera al suo interno esemplari del Cinquecento, del Seicento, del Se­ttecento e preziosi atlanti anatomici di grande formato, ma si cara­tterizza sopratt­utt­o come ragguardevole raccolta di opere del secolo XIX di anatomia, chirurgia, fisiologia, medicina legale, ostetricia, sanità militare e chirurgia di guerra, sanità pubblica, venereologia. La pallottola di Garibaldi: la vicenda Giuseppe Garibaldi fu ferito il 29 agosto 1862 sull’Aspromonte da una proiettile vagante che lo colpì al malleolo del piede destro.

Dopo i primi immediati soccorsi, prestati dai medici Enrico Albanese, Giuseppe Basile e Pietro Ripari, che non riuscirono a estrarre la pallottola, il Generale fu trasferito a Pisa via mare, dove venne visitato dai maggiori chirurghi dell’epoca. Grazie allo strumento messo a punto dal medico francese Auguste Nélaton, e cioè una “asta metallica a manico rotondo, che termina in un piccolo globetto di porcellana”, i chirurghi riuscirono a individuare la pallottola, che fu estratta da Ferdinando Zannetti il 23 novembre.

Egli stesso fece poi un dettagliato resoconto dell’intervento, esposto nella seconda adunanza della Società Medico Fisica Fiorentina del 22 febbraio 1863. La giornata di studio Collegata alla mostra è anche una giornata di studi in calendario per il 24 novembre al Museo di Casa Martelli, che ha sede proprio in via Ferdinando Zannetti 8. Titolo del convegno è “Il medico Ferdinando Zannetti (1801-1881): patria, civiltà, scienza”

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