Libia: in Toscana 3500 profughi per 6 mesi

La Regione Toscana è pronta a partecipare al piano di emergenza umanitaria e ad accogliere i profughi provenienti dalla Libia. Ma a Prato non sono d'accordo


CRISI LIBICA — Firenze- "Potrebbero essere 3.500-4.000 i profughi destinati alla Toscana per un periodo massimo di 6 mesi". Questo è quello che ha detto il governatore Enrico Rossi ribadendo la disponibilità all'ospitalità in caso di esodo dalla Libia. "Il ministero - ha detto - valuta entro giugno l'arrivo di circa 50 mila persone. E' stato chiesto alle Regioni di ospitare un numero di immigrati in base alla popolazione, 1000 profughi per milione di abitanti". I prefetti hanno i siti per l'accoglienza che saranno allestiti entro 2 mesi, in tutte le province. Il governo finazierà costi. La Regione Toscana è pronta a partecipare al piano di emergenza umanitaria e ad accogliere i profughi provenienti dalla Libia, nell’eventualità di un loro massiccio arrivo in Italia. Lo ha affermato il presidente Enrico Rossi, che oggi è stato tenuto costantemente informato dall’assessore alle politiche sociali Salvatore Allocca e dal consulente per la cooperazione internazionale Massimo Toschi sulle decisioni assunte nell’ambito di una riunione che si è svolta a Roma nella sede del Ministero dell’interno. “Il piano di emergenza umanitaria – ha detto il presidente Rossi – ipotizza l’arrivo in Italia di 50.000 profughi al massimo, che potrebbero essere distribuiti tra le Regioni in un rapporto di 1000 per milione di abitanti. Quindi qui in Toscana si tratterebbe di 3000-3500 persone, da ospitare per un tempo massimo di 6 mesi”. “E’ importante – ha aggiunto il presidente – che il governo si sia impegnato a stanziare 500 milioni dal fondo della Protezione Civile, per coprire le spese di vitto, alloggio e di ristrutturazione degli edifici destinati all’ospitalità. Saranno i Prefetti a fornire il quadro logistico. Siamo ancora in una fase preliminare ma dobbiamo prepararci e farci trovare pronti al bisogno” Il presidente Rossi ha concluso annuciando che verrà costituita una cabina di regia, in accordo con Prefetti, comuni, province, mondo del volontariato per la gestione delle attività di assistenza.

A seguito degli effetti della crisi libica e circa i fenomeni migratori in corso, l'assessore all'Immigrazione di Prato, Giorgio Silli, e l'on. Riccardo Mazzoni, Deputato alla Camera (Pdl), annunciano una lettera al Ministero dell’Interno. "Sulla base di quanto apparso nelle agenzie – affermano – riguardo ad un ipotetico ma realistico bisogno di distribuire un numero importante, stimato intorno alle 50mila unità di nuovi immigrati e di profughi, sul territorio nazionale in seguito alla crisi libica, non possiamo non dirci preoccupati per le sorti della nostra città. Prato è già la Lampedusa della terra ferma e per quanto già membri del progetto SPRAR di accoglienza per i rifugiati ed i richiedenti asilo politico non possiamo accogliere altri profughi sul nostro territorio. In maniera responsabile stiamo gestendo il fenomeno migratorio e gli asilanti già soggiornanti in città, ma i numeri e le stime di stranieri presenti palesano una assoluta saturazione del nostro tessuto sociale ed urbano. Seguiremo certamente le disposizioni del Governo ma non permetteremo alla Regione Toscana, che nella persone del presidente Rossi si è già detta disponibile ad ospitare 3.500 profughi, di decidere per noi. La Regione non ha che una marginale competenza in materia. Scriveremo ad ANCI e al Ministero dell’Interno, oltre che per conoscenza anche a Regione e Provincia per sensibilizzare chi di dovere riguardo al caso Prato. Una ulteriore presenza di migranti sul nostro territorio – concludono Silli e Mazzoni – non farebbe altro che accrescere la tensione che già è alta fra stranieri e italiani, rischiando così di rovinare mesi di impegno e di duro lavoro nei percorsi di integrazione,mettendo a serio rischio la coesione sociale".

Redazione Nove da Firenze