Murate da smurare

Strano destino, quello delle Murate. Il suo complicato collage, fatica a prendere forma. A partire dalle botteghe creative. Ad oggi, alle Murate, si procede, con spruzzate occasionali di eventi culturali.


FIRENZE — Strano destino, quello delle Murate. Il suo complicato collage di edilizia residenziale pubblica, “botteghe creative”, “Spazi Urbani Contemporanei”, “Smart dissidents” e “Caffè letterario” fatica a prendere forma. A partire dalle botteghe creative: dei nove spazi destinati ad attivita' inerenti l'arte e la cultura, due sono sempre vuote. Di sette, tre sono andati al Nuovo Box Office, che si e' aggiudicato questi spazi ad affitto agevolato, superando varie associazioni impegnate nella creazione e nella promozione di eventi culturali: "mission", lo si dovra' riconoscere, lontane dalle finalita' solamente commerciali del Nuovo Box Office, che non presenta nulla di diverso dal "vecchio" Box Office un tempo in via Alamanni.

Ad oggi, alle Murate, si procede, con spruzzate occasionali di eventi culturali, che non riescono ad acquistare un sufficiente carattere di continuita'. “Stiamo aspettando la bella stagione e l'assegnazione del Caffè letterario”, mormora Rubina, dal bancone della Firenze dei Teatri, mentre contempla il deserto del proprio locale e di una delle due piazze abbracciate dall'ex carcere. “C'è più movimento il sabato mattina, con la grande affluenza al mercato di Sant'Ambrogio” dicono a Firenze dei Teatri, “puntiamo sugli studenti della Facoltà di architettura, abbiamo dei progetti con loro”, fa eco la libreria Nardini. Ma la maggior parte delle ore della giornata durante la settimana trascorre senza quel fenomenale movimento di letterati, artisti e teatranti immaginato a riconversione delle Murate. Se infatti dall'interno risulta un complesso che si può ritenere affascinante ed elegante, dall'esterno risulta sempre un blocco troppo massiccio e, alla fine, respingente per i fiorentini. Le sue grandi mura e il colonnato troppo tozzo e squadrato per poter essere considerato un portico risultano anonimi quanto la lunga parete esterna del bunker di Santa Verdiana, che sta di fronte alle ex carceri. Eh sì, perché si tratta sempre della struttura originariamente concepita come carcere e trasformarla nel suo rovescio, cioè in luogo di attrazione da luogo di reclusione, non è un'impresa facile. E la totale mancanza di cartelli o manifesti che invitino ad entrarvi, nonché la mancata promozione delle nuove Murate lungo le strade di Firenze, non aiuta. A questo, si aggiunge l'annosa questione del Caffè Letterario: il bando fu annullato dal Tar, la scorsa estate, a seguito di un ricorso vinto dall'associazione Teatro Puccini. Secondo le previsioni più ottimistiche, il Caffè vedra' la luce finalmente questa estate. Attende anche di decollare il progetto degli “smart dissidents”, il rifugio cioè per i perseguitati politici, soprattutto blogger, provenienti da tutto il mondo.

Ma a deludere, per ora, sono soprattutto le "botteghe creative". Va anche detto che, proprio all'interno della realtà Box Office, si segnala il tentativo di promozione, oltre il semplice smercio di posti, portato avanti da Firenze dei Teatri. Il contrasto tra i servizi offerti da questa associazione e dal suo padrone di casa è evidente: anche se la rete elettronica dei biglietti disponibili è la stessa, di fronte ad uno stesso spettacolo, per esempio, al teatro Studio di Scandicci, lo stesso cliente riceve un aiuto in più da Firenze Teatri, che si occupa di contattare direttamente il teatro per almeno ottenere una prenotazione telefonica. Al di là di questo, l'associazione mostra l'evidente sforzo di creare una rete promozionale tra i teatri fiorentini, con il 'Pass Teatri' e, come spiega Rubina, “siamo nati non per la semplice rivendita di biglietti, ma come punto informativo per tutto ciò che riguarda gli spettacoli teatrali, laboratori compresi”. Il Box Office invece si presenta sempre tale e quale a quand'era in via Alamanni e, considerando che, con i suoi uffici, occupa in tutto 200 metri quadro, viene da domandarsi quanto la sua semplice funzione “commerciale” si sposi “con la mission delle Murate”. Secondo l'assessore alla Cultura, Giuliano da Empoli, non ci sono dubbi a riguardo. Il Box Office ha preso una votazione alta, nel bando di gara, in quanto “rispondente alla mission delle Murate”. E che sia un'attività “commerciale” (come indica la presa in carico degli spazi) , non c'era niente nel bando che lo vietasse: “non vi era espresso divieto -ha risposto Da Empoli a un'interrogazione presentata dal consigliere Tommaso Grassi- di adibire i moduli ad attività commerciali”. Quanto alla “creatività” richiesta alle “botteghe”, quelle esistenti continuano ad aspettare il Caffè Letterario e la bella stagione che ripopolino, con continuità le due piazze delle Murate.

di Marco Bazzichi

Redazione Nove da Firenze