Medio Oriente: dal 17 al 26 settembre, danza, mostre e dibattiti

Spettacoli, incontri, video, installazioni: la censura nei media vista attraverso l’arte dei performers Deborah Lary e Omar Rajeh, il forum internazionale “Libertà mediate” con il direttore della Fondazione Samir Kassir e i bloggers libanesi

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
14 settembre 2010 13:39
Medio Oriente: dal 17 al 26 settembre, danza, mostre e dibattiti

Informazione, censura, libertà: la 14a edizione di Costante Cambiamento fa tappa in Medio Oriente. Il festival internazionale di danza e cultura contemporanea – sottotitolo di quest’anno, Libertà Mediate – dal 17 al 26 settembre indaga tra le maglie dell’informazione ai tempi del web, per ragionare sullo stato attuale dei meccanismi di comunicazione di massa in zone del mondo mostrate di rado dai media, e grazie alle quali si potranno sviluppare nuovi interrogativi anche sugli scenari dell’informazione in Occidente.

Costante Cambiamento lo farà come sempre attraverso stimoli d’arte, incontri, testimonianze, performance e video, per aprire finestre dalle quali saranno le persone a potersi affacciare per scoprire con i propri occhi altre realtà. Due, in particolare, i focus di quest’anno, su zone del mondo particolarmente complesse come il Libano e la Siria, all’interno di un programma in cui sono presenti anche risonanze dalla a creare un filo rosso con le precedenti edizioni. Organizzato dall’associazione Omfrhida e diretto da Teresa Zurzolo nel luogo della libertà ritrovata - l’ex carcere delle Murate a Firenze - il festival aprirà il 17 settembre con Trace, performance della danzatrice Deborah Lary in cui l’artista farà emergere attraverso l’arte del gesto contemporaneo alcune suggestioni sul rapporto tra il corpo e la tecnologia che lo circonda (repliche il 18).

Si proseguirà il 19 e il 20 con la video installazione Behind Words - All Art Now, progetto elaborato da dieci artisti siriani, mentre il 23 alle 17.30 si svolgerà presso lo spazio SUC (Piazza delle Murate, Sala Vetri) l’atteso Forum internazionale sulla libertà di stampa Libertà mediate, con il giornalista libanese Saad Kiwan (direttore della Fondazione Samir Kassir), Stefano Marcelli (giornalista Rai e presidente di ISF - Information Safety and Freedom) e, in collegamento web, tre fra i più importanti bloggers libanesi: Hani Naim, Salim Al-lawzi, Assaad Thebian.

Sempre il 23, dalle 21, lo spazio sarà tutto dedicato ad alcuni interessanti video reportages della trasmissione Mediterraneo ( RAI - France3 - ENTV Algeria), La stampa nel mirino e Primavera appassita di Stefano Marcelli, e Faces applaudine alone, viaggio inedito di Ahmad Ghossein nella Beirut ridotta in macerie dall’invasione israeliana del 1982. Omar Rajeh, il 25 e il 26 chiuderà il festival con una performance intitolata Can you hear me?, in cui l’artista libanese aprirà nuovi interrogativi sul rapporto tra il corpo, la censura, l’identità, la cultura e la politica. «È un’edizione incentrata sull’idea di “rifiuto” e di “eliminazione” - afferma Teresa Zurzolo, direttrice artistica di Costante Cambiamento - sviluppata a partire dall’“assassinio” dell’informazione in alcune zone geografiche da sempre in penombra.

Con incontri, e soprattutto attraverso i linguaggi artistici, il programma di quest’anno ruota intorno all’importanza della parola scritta e ai pericoli che si presentano per coloro che scelgono di non allinearsi, anche a costo della propria vita».

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