Dopo cani e gatti, ecco l'abbandono delle tartarughe

E' ormai un dato di fatto che sempre più fiumi, stagni, laghetti e molto spesso le fontane delle città, si siano ritrovati nel giro di poco tempo invasi da queste creaturine, gettate dai "padroni" stanchi di loro o in partenza per le ferie.


Il fenomeno dell'abbandono degli animali è diventato col tempo un tema di discussione sempre più sentito.
E quando si parla di abbandono degli animali il pensiero corre immediatamente ai cani ed ai gatti, animali domestici per eccellenza, i più diffusi, che dopo un inverno di coccole e premure, spesso finiscono per ritrovarsi sul ciglio di una strada, destinati a morire per il caldo, di stenti o investiti dalle auto.

Negli anni sono cambiati usi e costumi anche in questo ambito e oggi il fenomeno riguarda moltissime altre specie. Tra queste spicca senza dubbio la tartaruga d'acqua, simpatico animaletto esotico che si acquista a modiche cifre e che non dà particolari preoccupazioni. E' ormai un dato di fatto che sempre più fiumi, stagni, laghetti e molto spesso le fontane delle città, si siano ritrovati nel giro di poco tempo invasi da queste creaturine, gettate dai "padroni" stanchi della loro discreta presenza o, come troppo frequentemente succede, perché in partenza per le vacanze e quindi desiderosi di togliersi in fretta quella "piccola preoccupazione".

Le stime degli esperti parlano di 35.000 esemplari abbandonati ogni estate, fenomeno sicuramente da non sottovalutare sia per il numero (si parla di 160.000 tartarughe abbandonate negli ultimi quattro anni) sia per il fatto che queste testuggini risultano essere piuttosto aggressive.

“Se da una parte possiamo dirci moderatamente soddisfatti per la diminuzione degli abbandoni di cani e gatti, non possiamo non sottolineare come molto spesso ad essere vittime di questa crudeltà sono gli altri animali – dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA (Associazione Italiana per la Difesa di Animali e Ambiente) – in particolare quest’anno registriamo un forte incremento di abbandoni di tartarughe d’acqua e di animali esotici, mentre cresce in maniera preoccupante la presenza di specie alloctone di pesci di origine tropicale e dei sistemi fluviali dell’est Europa all’interno dei nostri fiumi e torrenti”.

“Occorre – conclude Croce – anche in questi casi, così come si è fatto per cani e gatti, avviare una seria campagna di prevenzione anche a tutela degli animali esotici, di pesci, volatili e tartarughe spiegando alla gente che quando un animale entra a far parte della nostra famiglia non puo’ essere abbandonato, si tratti di un cane, di un gatto o più semplicemente del pesce rosso di casa”.

Ricordiamoci sempre che un animale, per quanto piccolo e "poco presente", è pur sempre un essere vivente e quando decidiamo di acquistarne uno prendiamo un impegno serio nei confronti della vita di questa creatura. Se in cuor nostro sappiamo di non essere in grado di poterlo accudire sempre e comunque come è giusto e necessario per il suo benessere, molto meglio lasciarlo dove si trova prima di portarselo a casa, solo per il gusto di togliersi uno sfizio e avere un "balocco" in più da mostrare agli amici o per intrattenere i nostri figli.

di Sergio Lipari

Redazione Nove da Firenze