Indiano: accatastati pannelli in cemento

Torselli (Pdl): "Perché questi pannelli si trovano accatastati sotto il Viadotto in un terreno di pubblica proprietà? E soprattutto, di chi sono? Ed ancora, il Comune di Firenze ha autorizzato un deposito di materiale edile in quella zona?"

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
14 maggio 2010 22:30
Indiano: accatastati pannelli in cemento

“Sotto il Viadotto dell’Indiano, ormai da diverso tempo, si stanno accumulando dei pannelli in cemento che, presumibilmente, sembrano provenire dalla recinzione per i lavori di adeguamento idraulico del torrente Mugnone fatti lungo Viale Redi. Ma perché questi pannelli si trovano accatastati sotto il Viadotto in un terreno di pubblica proprietà? E soprattutto, di chi sono? Ed ancora, il Comune di Firenze ha autorizzato un deposito di materiale edile in quella zona?”. Questo è quanto chiede il consigliere comunale del Pdl Francesco Torselli.

“Osservando la sezione tipologica tratta dal progetto finale della sistemazione di via Piemonte – spiega il consigliere comunale del Pdl – si nota che come separazione tra l’area ferroviaria e l’area destinata a Verde Pubblico, sono previsti una serie di pannelli del tutto simili a quelli che oggi delimitano l’area di intervento di adeguamento idraulico del Mugnone lungo Viale Redi, simili quindi anche a quelli accatastati sotto il Viadotto dell’Indiano. Essendo RFI committente dei lavori, sia per via Piemonte che per l’adeguamento del Mugnone nella zona di Viale Redi – prosegue Torselli – potrebbe essere fondato il dubbio che i pannelli che saranno utilizzati per separare l’area ferroviaria da quella a verde in via Piemonte siano gli stessi utilizzati oggi in viale Redi”.

L'esponente del centrodestra di Palazzo Vecchio precisa poi: “E se fino a qui poco ci potrebbe essere di strano ben più strano sarebbe il fatto che, questi pannelli, in attesa di essere utilizzati in via Piemonte fossero stati scaricati ed abbarcati l’uno sopra l’altro nell’area sottostante il Viadotto dell’Indiano. Ecco perché – chiede ancora Torselli – vogliamo sapere di chi sono quei pannelli e soprattutto chi ha dato il permesso di trasformare l’area dove oggi giacciono questi materiali in una sorta di magazzino a cielo aperto.

Come ho detto, non ci sarebbe niente di male qualora fossero i pannelli di proprietà della ditta che sta eseguendo i lavori in viale Redi su commissione di RFI – spiega ancora il consigliere comunale del PDL – in attesa di essere sistemati in via Piemonte, ma mi verrebbe comunque da chiedermi perché, in questo caso, questi ingombranti pannelli non siano stati sistemati all’interno dell’area di cantiere in Via Piemonte, ma si trovino, fuori dalla recinzione, su terreno pubblico. Mi chiedo, oltre allo scempio di vedere una discarica di materiale edile a cielo aperto – conclude Torselli – se uno di questi pesantissimi pannelli, accatastati l’uno su l’altro senza alcuna misura di sicurezza, cadesse accidentalmente addosso ad uno sventurato passante che, per curiosità, si fosse avvicinato all’esterno del cantiere di via Piemonte.

Chi risponderebbe dei danni?” (lb)

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