Firmato il ''Patto per Prato sicura'' alla presenza del ministro Maroni

La Provincia di Prato con la sottocrizione del patto, ha messo a disposizione 40 mila euro per il rifinanziamento del “fondo speciale” destinato al contrasto dell'illegalità.

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
26 gennaio 2010 18:52
Firmato il ''Patto per Prato sicura'' alla presenza del ministro Maroni

Sono due i punti qualificanti che coinvolgono la Regione nella realizzazione del “Patto per Prato sicura”, siglato stamattina tra Prefettura, Comune e Provincia di Prato e la Regione Toscana. "Il governo regionale ha lavorato affinché fossero integrate nel Patto tutte le analisi e gli sforzi fatti in questi anni sul tema della sicurezza - ha detto intervenendo il vicepresidente regionale, con delega alla sicurezza, Federico Gelli -. Sicurezza è una parola che non può essere connotata solo in termini di repressione ma anche - e forse soprattutto - in termini di prevenzione.

E' da qui che nascono i due punti che la Regione porterà avanti con la necessaria cura anche a Prato: la costituzione di un sistema informativo condiviso tra i vari protagonisti dell'accordo e un adeguata formazione professionale interforze". La firma del Patto è avvenuta alla presenza del ministro dell'interno Roberto Maroni, del sindaco e del presidente della Provincia di Prato. Il vicepresidente ha poi continuato: "La sicurezza è un tema di fondamentale importanza per i cittadini e sono quindi evidenti i suoi riflessi sulla gestione del territorio.

Per questo il ruolo degli Enti Locali è fondamentale per un corretto governo dei fenomeni ad essa legata. Penso ad esempio quanto possa essere importante il coinvolgimento di Regione, Comune e Provincia nella definizione di politiche integrate tra Forze dell'ordine e polizie locali, di prossimità, ma anche nell'individuare per la formazione interforze contenuti rilevanti come l'integrazione tra culture diverse o la varia appartenenza ai credi religiosi". "Ho ringraziato il ministro Maroni per l'attenzione rivolta a Prato e alla sua difficile situazione - ha concluso il vicepresidente regionale Gelli".

Ho anche ricordato come il Patto odierno nasce grazie ad un'intuizione che risale all'epoca in cui Prodi era al governo e Amato guidava il Viminale. Un'intuizione che metteva al centro l'integrazione di tutti i soggetti, gli strumenti e le forze utili per abbattere la criminalità, i fenomeni delittuosi, gli atti di inciviltà e di degrado che coinvolgono il territorio". (Cristiano Lucchi) Il Patto per Prato sicura, firmato stamani in Prefettura, è un passo “decisivo”. “A questo, adesso, devono seguire altri patti ”.

Lo afferma il presidente della Provincia, Lamberto Gestri. “Dobbiamo metterci al lavoro per costruire altri patti che devono vedere tutti protagonisti: Governo, Regione, amministrazioni locali: per la regolazione, attraverso accordi internazionali, dei flussi immigratori; per l'emersione delle imprese cinesi e la collaborazione con le nostre; per la regolarizzazione dei lavoratori – schiavi, per la riqualificazione urbanistica di pezzi di città importanti, come il macrolotto zero, la Chinatown pratese, su cui davvero possiamo sperimentare progettualità mai utilizzate”.

La Provincia di Prato con la sottocrizione del patto, ha messo a disposizione 40 mila euro per il rifinanziamento del “fondo speciale” destinato al contrasto dell'illegalità. “Questo Patto è un modello di collaborazione da allargare”, sostiene Gestri, che all'ultima riunione del “tavolo di distretto”, dove siedono istituzioni e forze economiche ha detto chiaramente che arrivato il momento di aprire il dialogo “con gli imprenditori cinesi più aperti alla collaborazione”. “La questione dell'immigrazione cinese, la presenza del cosidetto distretto parallelo è una vicenda complessa – ha affermato il presidente - che va affrontata con una strategia complessa.

Sono convinto che le semplificazioni e le scorciatoie, tentazioni da fuggire, costituiscono un pericolo vero per la tenuta sociale della nostra comunità”. “Guarda la Prato di oggi, vedrai l'Italia di domani. Si apriva così, ieri mattina, sulla prima pagina del Corriere della sera una inchiesta sul distretto pratese – ha ricordato Gestri davanti al ministro -. E' una frase emblematica che ben rappresenta la particolarità del caso Prato nel contesto italiano ma che, al tempo stesso, ci conferma che siamo - e possiamo diventarlo ancora di più - territorio di sperimentazione di nuove modalità e nuovi progetti per affrontare la grande sfida dell'immigrazione ed i problemi ad essa collegata”.

“Questa frase, guarda la Prato di oggi, vedrai l'Italia di domani, scritta quasi come una provocazione, è una sollecitazione forte per tutti noi – ha affermato il presidente - E' un richiamo ad avere coraggio. Coraggio sì, nel contrastare, con intelligenza, tutte le forme di illegalità colpendo burattinai e sfruttatori. Senza enfasi, con determinazione. E anche coraggio nella sperimentazione di progettualità di integrazione che devono avere un sostegno forte da tutti i livelli dello Stato.

Solo così riusciremo a fare il bene di tutti”. “Ci ritroviamo oggi a firmare tutti insieme l'aggiornamento del Patto per Prato sicura. E' il segno di uno Stato che c'è, di amministrazioni pubbliche che sanno fare la loro parte, in tempi non certo facili – ha sostenuto - E in questi tempi devono rispondere all'esigenza sacrosanta di sicurezza di tutti i cittadini garantendo la presenza in modo equilibrato su tutto il territorio”. “A Prato siamo abituati a rimboccarci le maniche e a fare da soli.

Lo ripeto oggi, altri amministratori l'hanno fatto prima di me in anni passati, stavolta ci vuole l'impegno corale di tutti i livelli dello Stato – ha aggiunto Gestri - Noi siamo pronti a fare ancora la la nostra parte nell'interesse di una comunità che tanto ha dato allo sviluppo di questa nostra Italia e che tanto ancora può dare”. “Sono contentissimo – ammette euforico l’eurodeputato Claudio Morganti – per come il ministro leghista Roberto Maroni abbia preso a cuore la situazione di Prato.

La firma di oggi dimostra che il ministro degli Interni tiene particolarmente a questa città. E sono altresì contentissimo che tornerà entro poche settimane dimostrando un interesse mirato per i problemi particolari che affliggono Prato e provincia. Sono estremamente soddisfatto – prosegue il segretario nazionale toscano del Carroccio – per il patto che è stato firmato e per le nuove risorse che il Ministero degli Interni ci invierà. Inoltre, già il fatto che Maroni abbia promesso dei decreti ad hoc per Prato e la sua provincia a seconda di ciò che verrà fuori dal tavolo per la sicurezza, vuol dire che il ministro ha a cuore le sorti della nostra città.

Dei decreti per colpire nello specifico tutti i problemi particolari di Prato. La Lega Nord – conclude l’onorevole Morganti – si farà garante di tutto questo e presserà l’assessore alla sicurezza per continuare nella strada dei controlli a tappeto per la legalità”.

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