​Autovelox, incertezza a Firenze sui dispositivi: tra multe e ricorsi

Proseguono le multe ed i ricorsi in attesa di una Sentenza che chiarisca la situazione


La Corte di Cassazione avrebbe dato ragione al Comune di Firenze sulla regolarità del dispositivo di viale Lavagnini, ma le associazioni dei consumatori invitano gli automobilisti ad effettuare il ricorso e promettono battaglia. Come mai questa situazione di apparente confusione?
La partita si giocherebbe sulle interpretazioni: da una parte il Comune dichiara di avere ottenuto ragione, dall'altra l'Aduc parla di "fake news" ed invita gli utenti a ricorrere poiché "i giudici di pace accolgono i ricorsi".

Il Comune di Firenze ha recentemente spiegato che "Nel 2016 la Suprema Corte aveva accolto il ricorso dell’Amministrazione annullando, per difetto di istruttoria, la sentenza del Tribunale di Firenze che aveva giudicato illegittimo l'utilizzo dell'autovelox di viale Etruria, rinviando per un nuovo giudizio. Nella sentenza dello scorso febbraio la Cassazione ha respinto perché inammissibile il ricorso promosso contro la sentenza del Tribunale che riteneva legittimo l'utilizzo dell'autovelox di viale Lavagnini, condannando il ricorrente alle spese di lite.  Benché anche in questo caso la Corte non si sia spinta a valutare le caratteristiche della strada (si tratta di accertamento di fatto, rimesso al giudice di merito) la sentenza appare rilevante perché conferma una decisione del Tribunale totalmente favorevole all’Amministrazione comunale. Nello specifico il ricorrente contestava prima di tutto la decisione con cui il giudice di secondo grado aveva stabilito che viale Lavagnini possedesse le caratteristiche di una strada urbana di scorrimento. Un rilievo appunto inammissibile per la Suprema Corte: “non può ricondursi nell’ambito del vizio di violazione o falsa applicazione di norme di diritto quale motivo di ricorso per Cassazione… la deduzione con la quale si contesti al giudice di merito non di aver errato nella individuazione della norma regolatrice della controversia bensì di aver erroneamente ravvisato, nella situazione di fatto in concreto accertata, la ricorrenza degli elementi costitutivi d’una determinata fattispecie normativamente regolata, giacché siffatta valutazione comporta un giudizio non già di diritto bensì di fatto eventualmente impugnabile sotto il profilo del vizio di motivazione".

Aduc analizza il comunicato dichiarando che lo stesso "contiene diverse bugie".
Cosa intendono i consumatori? “La Corte di Cassazione dà ragione al Comune di Firenze sulla regolarità del dispositivo di viale Lavagnini non è vero, la Corte ha solo dichiarato inammissibile il ricorso del cittadino non perché (come invece lascia intendere il Comune nel suo comunicato) abbia torto, ma perché non si può chiedere alla Corte di Cassazione una valutazione di merito, appunto inammissibileAncora una volta la Corte di Cassazione dà ragione al Comune sulla regolarità degli autovelox nemmeno questo è vero, la Cassazione non ha mai dato ragione al Comune di Firenze. Al contrario, in quella sentenza la Cassazione ha ancora una volta detto che “occorre valutare le caratteristiche strutturali complessive della strada”, ha escluso che qualsiasi spazio, anche minimo, possa essere considerato “banchina” e ha rimandato al Tribunale di Firenze per misurare questo spazio e verificare se possa essere considerata o meno banchina. Questa misurazione però non è stata fatta perché il Comune di Firenze non è tornato in Tribunale, immaginiamo per il timore che – se portata fino in fondo – la questione volga a totale favore dei cittadini e quindi il Comune debba definitivamente rendere le armi e smantellare gli autovelox cittadini che tanto denaro portano alle casse comunali".

Emmanuela Bertucci, legale, consulente Aduc dichiara "Con questi comunicati "fake", il Comune di Firenze tenta di dissuadere gli automobilisti fiorentini dall'impugnare le multe elevate dagli autovelox illegittimi. E infatti diversi utenti, allarmati per aver letto la notizia sui giornali, hanno iniziato a scriverci chiedendoci se ormai non è più possibile fare ricorso contro gli autovelox. Non è così, ad oggi la maggior parte dei Giudici di pace fiorentini continua a dar ragione agli automobilisti, in Tribunale alcuni giudici danno ragione ai cittadini, altri al Comune e stiamo ancora attendendo una pronuncia della Corte di Cassazione che chiarisca definitivamente la questione. Uno di questi procedimenti in Cassazione, per il quale attendiamo che venga fissata udienza, è stato “sponsorizzato” da Aduc, che si è offerta di sostenere le spese legali del grado di appello e di Cassazione ad un automobilista fiorentino, per esser certi che – questa volta – si arriverà fino in fondo".

Redazione Nove da Firenze