Autodromo Mugello: in arrivo una nuova legge

Eliminati il numero dei giorni di durata massima delle autorizzazioni in deroga e il riferimento alle fasce orarie in cui si può svolgere l'attività. Il monitoraggio acustico sarà assicurato con il coinvolgimento di Arpat


Firenze – Il numero dei giorni di durata massima delle autorizzazioni in deroga, fissati con legge del febbraio scorso in 280, saranno eliminati. Anche il riferimento alla fasce orarie in cui si può svolgere l'attività sarà abrogato mentre il monitoraggio acustico sarà assicurato con il coinvolgimento dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale. Sono i capisaldi attorno ai quali ruota la nuova proposta di legge sull'autodromo del Mugello licenziata a maggioranza dalla commissione Infrastrutture e Ambiente del Consiglio regionale guidata da Stefano Baccelli (Pd). Si sono astenuti Lega, Sì-Toscana a sinistra e Movimento 5 stelle.


Il testo sostituirà la legge approvata dal Consiglio e impugnata dal Governo perché ritenuta in contrasto con alcuni articoli della Costituzione e le prerogative del Governo in materia. Il ricorso, notificato alla Regione il 20 marzo, è ancora pendente e riguarda, nello specifico, articoli delle due leggi che dettano disposizioni sull'autodromo, quella del 1994 e quella del 2020.
Gli articoli impugnati si riferiscono al testo del 1994 (numero 48 Norme in materia di circolazione fuori strada dei veicoli a motore) e inseriti nella legge del 2020. In particolare l'articolo 8 bis ai commi 2, 3 e 4 perché non si prevede il coinvolgimento dei Comuni interessati nel corso del procedimento di autorizzazione delle attività che si svolgono nell’autodromo; perché si fissa una durata delle attività fino a duecentottanta giorni continuativi su base annua; perché le droghe sull'esercizio delle attività si pongono in contrasto con le disposizioni statali.

Soddisfazione è stata espressa da Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra): “Grazie all'aiuto del Governo in questo nuovo testo ritroviamo tutte le proposte emendative che a suo tempo avevamo presentato. Si va verso il miglioramento di una legge che era incostituzionale e profondamente sbagliata”.

Fiammetta Capirossi (Pd) rivendica lo spirito del primo testo di legge: “Non c'è stata la volontà di capire che le eccezioni sollevate sarebbero state affrontate nel regolamento attuativo. Non c'è stata alcuna prevaricazione da parte della Regione”, ha continuato precisando che su giorni e orari “si prevedevano tetti massimi all'interno dei quali veniva fornita l'autorizzazione del Comune”. Anche il contributo di Arpat era già previsto a detta della consigliera che ha avvertito: “Attenzione, è giusto e doveroso tutelare la salute, ma lo stesso impegno deve esserci anche sul fronte economico. L'autodromo genera un indotto di 130milioni”.
Apprezzamento è stato espresso dalla consigliera di Italia Viva Elisabetta Meucci: “La proposta ha il merito di fare chiarezza sui limiti delle varie competenze. Gli obiettivi di fondo, ossia sicurezza, salvaguardia e strategicità del circuito, non sono stati messi in discussione”.

La nuova proposta prevede che nel rispetto della normativa statale e regionale di riferimento, il Comune di Scarperia e San Piero e il soggetto gestore dell’autodromo concordano, mediante apposita convenzione, le misure finalizzate ad implementare la sicurezza degli impianti e a garantire le cautele tecniche necessarie per lo svolgimento delle attività, sentiti i comuni interessati. Si dispone inoltre che il Comune di Scarperia e San Piero è comunque tenuto ad implementare un sistema di monitoraggio acustico, assicurando il coinvolgimento dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat).

Vengono infine eliminati gli articoli sul numero dei giorni di durata massima delle autorizzazioni in deroga e il riferimento alle fasce orarie nell'ambito delle quali può svolgersi l'attività motoristica, rinviando direttamente a quanto disposto dalla normativa statale.

Redazione Nove da Firenze