Ataf, ultimatum alla dirigenza: vecchi problemi e nuova mobilità

Gli autisti dei bus fiorentini tornano a bussare alla porta della proprietà


Qualcuno si era illuso che dopo la raffica di scioperi la situazione fosse tornata sotto controllo, arriva invece una nota infuocata da parte della RSU di Ataf che invita la proprietà dell'ex partecipata al tavolo delle trattative sulle problematiche aziendali. Data ultima il 9 maggio per l'ennesimo incontro.

Se alcune delle questioni all'ordine del giorno sono da addetti ai lavori, quali i premi, gli stipendi i permessi ecc, altre voci di doglianza sono di pubblico interesse: la riorganizzazione del traffico urbano.

Leggere sulla nota "omertà assoluta" preoccupa e non poco in vista della grande rivoluzione che accompagnerà l'entrata in servizio delle nuove linee della Tramvia.

"È trascorso quasi un anno dall'accordo del 20 di luglio 2017 e circa un mese dalla passata convocazione "saltata" in azienda. Siamo alle solite, problemi irrisolti o momentaneamente spostati a data da definire: videosorveglianza, premio di risultato, tempi di percorrenza adeguati, soste garantite, distaccati di BuSITAlia. Non possiamo più sopportare ulteriori proroghe" commenta Massimo Mill, vice segretario provinciale Faisa-Cisal di Firenze.

C'è poi la questione della sicurezza a bordo, come ricorda il delegato Faisa Cisal della RSU che da mesi vede un braccio di ferro tra dipendenti e presidenza e nel quale il Comune di Firenze sembra non essere riuscito ad incidere. 
Per gli autisti la "serenità" della gestione del mezzo rappresenta un punto fondamentale del lavoro giornaliero e se le aggressioni registrate recentemente sono da scongiurare e condannare, ma richiedono grossi interventi strutturali, le numerose proteste a seguito di ritardi e disservizi sono comunque dannose, ma sembrano essere più facili da contenere. 

Redazione Nove da Firenze