Assemblea Lega a Firenze: Ultimatum ad alleati Forza Italia e Fratelli d'Italia

di Marco Bazzichi


C’era molta curiosità intorno all'assemblea della Lega, ieri sera a Firenze, all’Hotel Mediterraneo. Un’assemblea molto partecipata, con almeno 200 persone, ma la sensazione è che ancora manchi un salto in avanti in termini di determinazione e convinzione verso le elezioni amministrative a Firenze. Insomma, mentre il sindaco Dario Nardella è riuscito a far sedere intorno a un tavolo tutte le sigle alla sua sinistra (tranne Potere al Popolo) e alla sua immediata destra, buona parte degli interventi degli esponenti leghisti, in primis della leader in Toscana, Susanna Ceccardi, hanno preso di mira, più o meno direttamente, Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Sarà dunque questo l’ultimo ostacolo da superare per poter puntare con maggior cattiveria su Firenze? o si teme che il Palazzo Vecchio targato Pd sia sotto sotto inespugnabile, come ai tempi di Verdini?
Solo il tempo, questione a questo punto di pochissimi mesi, potrà dirlo. Sul piatto, il consigliere regionale Jacopo Alberti, la stessa Ceccardi, il segretario provinciale Alessandro Scipioni e il commissario fiorentino Federico Bussolin, hanno messo temi ormai assodati in questi anni: dal degrado alla Cascine al No a ulteriori linee della Tramvia, dallo sgombero dei campi rom (“anche le amministrazioni di sinistra hanno colpa nella morte di Duccio Dini”, ha detto Ceccardi), al superamento della moschea di borgo Allegri. Ma, oltre ad un generoso ‘serrate le fila’ rivolto al proprio seguito, a tenere banco sono stati soprattutto i messaggi poco diplomatici nei riguardi degli alleati locali.

“Ci metteremo al tavolo e discuteremo sul programma - ha detto Ceccardi - e sui candidati con i nostri alleati, ma dobbiamo far capire bene anche a loro qual è il volere dei nostri elettori, che si sono espressi non solo il 4 di marzo ma anche alle ultime amministrative”. In effetti, basti pensare a Trento dove la Lega a ottobre ha stravinto, mentre Forza Italia si è fermata al il 3.1% e Fratelli d’Italia all’1,3.
“Ognuno - ha proseguito Ceccardi - deve fare i conti con il consenso elettorale e rispettare il volere dei cittadini. Noi ci risiederemo al tavolo dell’alleanza classica di centrodestra ma non porteremo acqua a nessuno. Noi siamo il primo partito in Italia e in Toscana e rivendichiamo questo ruolo di leadership”.

“Il 26 di maggio - ha poi osservato il sindaco di Cascina - abbiamo la concomitanza con le Europee, un voto politico che sicuramente ci favorirà. A livello locale però dobbiamo fare i conti con un radicamento costruito anche sul clientelismo che in questi anni si è formato nelle varie amministrazioni e che sicuramente li ha favoriti. Chi ha da mantenere delle rendite di posizione e un giro di affari che si stravolgerebbe con un’alternanza di governo, si batterà con le unghie e con i denti per non perdere ciò che ha. Sarà una battaglia durissima”, ha concluso il commissario regionale del Carroccio.
Tutte frasi che suonano come un ultimo avvertimento a Forza Italia e Fratelli d’Italia. 

Redazione Nove da Firenze