Arresto di Cesare Battisti: la reazione della vedova dell'agente Fausto Dionisi

Dionisi è stato ucciso il 20 Gennaio 1978 a Firenze da terroristi di Prima Linea durante un agguato al carcere de Le Murate in pieno centro cittadino


Cesare Battisti dopo 37 anni di latitanza è tornato in Italia per scontare la pena in carcere, previsti per lui sei mesi di isolamento diurno. Il Falcon 900 dell'Aeronautica militare con l'ex terrorista a bordo è decollato da Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia, ed è atterrato all'aeroporto di Ciampino dove ad accoglierlo c'erano il ministro dell'Interno ed il ministro della Giustizia.
 L'arrivo diretto dalla Bolivia consente all'Italia l'applicazione integrale della pena che il patto in essere con il Brasile non avrebbe consentito di applicare; per questo motivo i mancati ringraziamenti al presidente comunista Morales hanno scatenato polemiche davanti ai ringraziamenti diretti invece al presidente brasiliano Bolsonaro

 A seguito dell'arresto l'Associazione Memoria che raccoglie le famiglie vittime delle Forze dell’Ordine e della Magistratura per mano di terroristi, esprime i suoi rallegramenti a tutte le Forze dell’Ordine italiane che "hanno lavorato bene e all’unisono per garantire la cattura del latitante e terrorista italiano".
Ed ancora "Condividiamo appieno il pensiero del Capo dello Stato Sergio Mattarella che ha chiesto che sia garantito che ‘Battisti sconti la pena per i gravi crimini di cui si è macchiato in Italia e che lo stesso avvenga per tutti i latitanti fuggiti all'estero’. Veri e propri latitanti d’oro, che per anni hanno goduto – a differenza delle famiglie delle vittime con mogli rimaste vedove e piccoli figli orfani - di protezioni politiche e omertà da diversi settori della società".

Il caso Battisti è uno, ma "ci sono tanti altri assassini ancora in giro all'estero. L'ingiustizia più grande è che ai terroristi è stata concessa l'occasione di costruirsi una nuova vita, mentre per quanti sono stati uccisi non c'è stata una seconda opportunità. Confidiamo nel fattivo impegno dei Ministri della Giustizia Alfonso Bonafede e dell’Interno Matteo Salvini per arrivare a tale traguardo, ormai atteso da molti da oltre 40 anni, perché in Italia, è bene ricordarlo, la Giustizia non è punitiva ma rieducativa”.

Esattamente 10 anni fa la Presidente Mariella Magi Dionisi aveva scritto all’allora Presidente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva sullo status riconosciuto a Battisti: “Non abbiamo dubbi che lei e il suo Paese sappiano bene che in Italia nessuno è, e mai sarà, desideroso di vendetta o di persecuzione nei confronti dei terroristi che non hanno esitato a uccidere uomini servitori dello Stato italiano. L’Italia non è un paese giustizialista - scriveva Mariella Magi Dionisi -, l’Italia per anni ha riservato anche agli ex terroristi pagine intere sui giornali o trasmissioni televisive. Qui i terroristi hanno sempre una seconda opportunità di vita. Per i nostri morti e per noi familiari non è stato così. Volevo solo farle sapere - conclude - che nessun familiare di vittima del terrorismo penserebbe di perseguitare o di attentare alla vita di un terrorista. Le nostre uniche armi sono la legalità, la democrazia e la nostra Costituzione”.

Gennaro Migliore, deputato del PD, già sottosegretario alla Giustizia, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano “La prima sensazione che ho avuto quando ho appreso la notizia è stata grande soddisfazione, anche perché si andava a coronare una richiesta che l’Italia aveva fatto nel corso degli anni ed era stata impedita da vai blocchi a livello internazionale. La capacità dei nostri investigatori, anche grazie alla collaborazione della Bolivia, ha condotto poi alla cattura di Battisti, con un successo atteso da molti anni. La richiesta di estradizione dal Brasile venne fatta ai tempi di Mastella, nel 2007. Al di là dell’enfasi di Salvini riguardo il rapporto con Bolsonaro, il Brasile si è scusato con l’Italia per averlo fatto scappare. Mi è dispiaciuto che non sia stato ringraziato il presidente boliviano Morales, ma fa parte dello stile e della strumentalizzazione che purtroppo è avvenuta nelle ore successive. L’idea di essere andati ad accoglierlo con una specie di onore, ha reso felice Salvini che poteva fare la sua passerella, ma anche Battisti che essendo, oltre che un assassino, una persona molto narcisista avrà sicuramente avuto piacere di questa cosa. Mi è dispiaciuto che questi ministri non erano presenti ad accogliere la salma del povero Antonio Megalizzi. Il fatto che si accolga un assassino un delinquente con dei ministri mi pare che non sia mai accaduto”.

Sull’epoca del terrorismo e dello stragismo. “I conti con la stagione del terrorismo, dello stragismo, sono stati fatti sconfiggendo questi fenomeni. Penso che si debba andare nella direzione del chiarimento sul versante internazionale, perché è evidente che ci siano state resistenze per quanto riguarda la consegna di alcuni latitanti, e il secondo chiarimento dovrebbe farlo Salvini ricordando che il terrorismo che ha avuto matrice comunista e fascista è stato combattuto, anche con delle vittime, da parte di tutte le forze democratiche di questo Paese, compreso il partito comunista. Per quale motivo non riconoscere oggi questa unità nazionale? Pertini disse che il terrorismo in Italia non era stato sconfitto negli Stati ma nelle aule di giustizia, non snaturando la natura democratica del nostro Paese. Noi non vogliamo una vendetta, vogliamo giustizia e rispondiamo ai valori della Costituzione, su cui ha giurato anche chi oggi fa il ministro”.

Riguardo le polemiche su chi si è espresso a favore di Battisti. “Quando si rispettano le leggi e le sentenze, poi le opinioni in uno Stato democratico possono essere le più varie. Dal mio punto di vista il problema è se queste opinioni vengono utilizzate per fare cose sbagliate, se rimangono sul piano delle opinioni non mi sento di fare come ha fatto Salvini una campagna elettorale su questo. Mi è dispiaciuta l’idea che noi ieri non abbiamo potuto festeggiare tutti insieme, riconoscere il risultato di chi silenziosamente ha ottenuto questo risultato come ha scritto la Polizia di Stato, e in quel ‘silenziosamente’ c’era una lunghissima sequenza di presa di posizione. Non so se fosse un messaggio per Salvini. Noi dobbiamo avere il senso e l’equilibrio della rappresentanza delle istituzioni, le istituzioni rimangano anche se i personaggi che le occupano passano”.

Redazione Nove da Firenze