Area Torregalli: nuove RSA affiancheranno i presidi sanitari

Ok alla modifica delle previsioni 2007 per le parti ancora non attuate e senza aumentare i mq edificabili. Al Comune 180 mila euro di contributo accessorio per finanziare opere pubbliche nella zona. Il capogruppo di Fratelli d'Italia Alessandro Draghi: “Nuovi interventi edilizi in zona? sarebbero meglio dopo la sistemazione della viabilità”. Dmitrij Palagi, Antonella Bundu (SPC in Consiglio comunale) e Filippo Zolesi (SPC al Quartiere 4): “Ci si è già dimenticati della pandemia?”


Accanto ai presidi sanitari ancora da realizzare nell'area di Torregalli sorgeranno nuove strutture residenziali per anziani, senza aumentare i metri quadrati. È quanto prevede la modifica al Progetto unitario del 2007 approvata oggi dal consiglio comunale su proposta dell'assessore all'Urbanistica Cecilia Del Re. La previsione originaria per l'area accanto al polo ospedaliero (area C2) dava spazio a una struttura sanitaria privata per prestazioni di diagnostica e ricovero, alle quali con l'atto di oggi vanno ad affiancarsi le funzioni di Rsa, centro diurno e minialloggi per anziani autosufficienti con fragilità emergenti. Il Consorzio proponente si impegna a mantenere per 20 anni le funzioni previste, a non frazionare i minialloggi per anziani e a versare al Comune un contributo accessorio di circa 180 mila euro da destinare al finanziamento di opere pubbliche per migliorare la zona circostante.

“Con la delibera approvata oggi – ha spiegato l'assessore Del Re - abbiamo variato la funzione presente nell'ultimo complesso che resta da edificare all'interno del piano unitario approvato nel 2007 per l'area Torregalli. Con l’approvazione dell’assessorato alla sanità e della Società della Salute, ad integrazione delle funzioni di diagnostica già previste, saranno realizzati degli alloggi per anziani autosufficienti con una protezione leggera condivisa che sarà seguita da chi gestirà la struttura. Questa nuova funzione risponde ad un bisogno di assistenza sociosanitaria in una modalità che tiene conto dell'emergenza Covid-19”.

“Il Comune di Firenze con quest’intervento conferma la sua attenzione per i cittadini più anziani. - fa presente l’assessore comunale a Welfare e Sanità Andrea Vannucci – L’emergenza sanitaria ci ha insegnato come l’impegno per tutelare le fasce più fragili della nostra popolazione deve essere sempre massimo: ciò vuol dire sicuramente anche aumentare ancora l’offerta di residenze sanitarie. Può essere anche un modo per riavvicinare le famiglie o fare in modo che parenti possano avere strutture più vicine dove poter far visita ai propri cari”.

La richiesta del Consorzio proponente riguarda la possibilità di realizzare nell'area limitrofa al presidio ospedaliero Torregalli, oltre alle strutture sanitarie private, anche strutture residenziali per anziani non autosufficienti (Rsa), un centro diurno e un complesso di minialloggi non frazionabili per anziani autosufficienti ma con fragilità emergenti. Il tutto mantenendo inalterati i parametri dimensionali a suo tempo approvati con delibera. Il Consiglio comunale con delibera del 2007 aveva infatti approvato il Progetto unitario relativo ai progetti presentati da Ospedale San Giovanni di Dio, Fondazione Don Gnocchi e altri soggetti privati per le rispettive aree di proprietà. Il Progetto unitario identifica quattro aree dedicate a diverse funzioni: area A: ampliamento del Nuovo ospedale di San Giovanni di Dio; area B: realizzazione da parte della Fondazione Don Gnocchi di una nuova struttura ospedaliera; area C1: riorganizzazione dell’attività floro-vivaistica presente nell'area e consolidamento delle attività di inserimento socioterapeutico già in essere; area C2: realizzazione di una struttura sanitaria privata che eroghi prestazioni di diagnostica, assistenza specialistica in regime ambulatoriale, prestazioni in regime di ricovero a ciclo continuativo e diurno per acuti e non acuti nonché studi che erogano prestazioni di particolare complessità. La proposta presentata dal consorzio di soggetti proponenti riguarda esclusivamente le funzioni da insediare nell’area C2, ad oggi inedificata, le cui previsioni vigenti non risultano ancora attuate, integrando la funzione originaria (struttura sanitaria di diagnostica strumentale e di presidio di ricovero) con le funzioni di residenze sanitarie assistite, centro diurno e minialloggi per anziani autosufficienti a protezione leggera.

“Era il lontano 2003 quando un'intesa preliminare fra Comune di Scandicci e Comune e Provincia di Firenze (si c'era ancora la Provincia) le amministrazioni Ds e Margherita (era pre Pd) provavano a sistemare la viabilità nell'area di confine fra i due comuni: Bagnese, Torregalli, San Giusto, Ponte a Greve. Cosa è stato fatto da allora? Poco. Ad Aprile 2009 – ricorda il capogruppo di fratelli d'Italia Alessandro Draghi – veniva annunciato in tromba, l'arrivo di una nuova rotatori al posto del semaforo (che causa code immense) fra via delle Bagnese e via di Scandicci; anche in questo caso quando fu realizzata? Mai. Non è pensabile la realizzazione di altre strutture in zona, che siano sanitarie o non. La viabilità è rimasta immutata da sempre, compresa la strettoia di via di Scandicci e lo stradone dell'ospedale che ancora si perde nei campi arati, l'edilizia non si è per niente arrestata negli ultimi due decenni: dando alla luce una nuova struttura privata e un altro padiglione dell'ospedale San Giovanni di Dio. è perciò – dichiara ancora Draghi – impossibile ipotizzare un'ulteriore edificazione dell'area senza terminare la viabilità proposta dallo stesso Nardella nel suo Dup. E, in conclusione, come mai non si tiene mai conto dei pareri dei quartieri? In questo caso il 4 ha espresso numerosi dubbi sia sull'impatto della nuova struttura, “di non indifferente dimensione”, e sulla difficile armonizzazione fra accesso all'area privata con la viabilità ordinaria”.

“Cari concittadine e concittadini, anche oggi un altro pezzetto di territorio è andato via a poco prezzo… Per carità la proprietà è tutelata dalla legge, ma la Costituzione – ricordano i consiglieri comunali di Sinistra Progetto Comune in consiglio comunale Dmitrij Palagi e Antonella Bundu ed il consigliere di Sinistra Progetto Comune al Quartiere 4 Filippo Zolesi – precisa delle finalità sociali dell'impresa. E via così con altri diritti, a cominciare dalla salute per tutti. Sarà forse roba vecchia e superata? Eppure anche Enrico Rossi ha stigmatizzato le responsabilità e le inefficienze delle aziende sociosanitarie private durante il periodo emergenziale della pandemia in Italia. Altro che diritto alla salute, infatti, soprattutto in certe Regioni. Abbiamo sentito dell'auspicio di restituire al controllo pubblico la sanità e l'assistenza, oppure ci siamo sbagliati? Forse, come sostiene la Lega, il nostro approccio al problema è soltanto ideologico? perché privato è necessariamente sempre più efficiente, smart e via così? Eppure eravamo stati molto ragionevoli, concreti e poco o nulla ideologici, molto concreti sui bisogni degli anziani... ispirandoci anche ai rilievi che aveva mosso il Consiglio di Quartiere 4, che pure ha una maggioranza e un presidente del PD! Ebbene sì, proprio del Quartiere 4. Non avevamo chiesto di rendere pubblica quella residenza per anziani che il privato sociale lì andrà a costruire. Avevamo chiesto – concludono i consiglieri di Sinistra Progetto Comune – che spendesse qualche soldo in più per sistemare i dintorni, che mantenesse un po' più di verde del minimo previsto dalle norme, che facesse della bio-edilizia, con pannelli solari e recupero delle acque piovane... Invece no, saremmo soltanto ideologici e un'inedita maggioranza PD-Lega spara-alzo-zero sulle nostre proposte. Si salva soltanto una proposta, che riesce a commuovere i consiglieri della maggioranza: alzare i vincoli (pochi a dire il vero) da venti anni a trenta anni. Questa nostra richiesta è stata accolta”.

Redazione Nove da Firenze