Apuane, le aree estrattive saranno ridotte del 30%

Il presidente Putamorsi lo annuncia in commissione Ambiente regionale. Nel documento “attenzione maniacale alla tutela delle acque” e “mappatura delle zone di escavazione”. Baccelli (Pd): “Strumento strategico. Entreremo nel merito delle analisi fatte”


Firenze – Le aree estrattive delle Apuane saranno “ridotte”, il taglio dovrebbe aggirarsi “attorno al 30 per cento”. Lo dichiara il presidente del Parco regionale, Alberto Putamorsi, illustrando il Piano integrato de Parco regionale in commissione Ambiente del Consiglio regionale, guidata da Stefano Baccelli (Pd).

Il procedimento del nuovo documento segue l’approvazione di due anni fa cui mancava però, come spiegato dallo stesso Putamorsi, la parte delle aree estrattive.

La pianificazione delle aree di cava inserite nel Parco – che rappresentano circa un quarto, per quantità, dell’attività estrattiva per la maggior parte nel Comune di Carrara e in parte a Massa – torna sul tavolo della commissione e secondo quanto dichiarato dal presidente dell’Ente istituito con legge nel 1985, risponderà a indicazioni precise: “riduzione delle aree destinate all’attività, attenzione maniacale alla tutela delle acque, individuazione delle aree di escavazione”. Le “quantità di marmo da escavare nel comprensorio sono state determinate dalla Regione. Al Parco rimane il lavoro di dare una nuova connotazione alle aree su cui, ovviamente, il Consiglio avrà l’ultima parola” dichiara ancora Putamorsi.

Le linee giudicate “di principio” del nuovo Piano prevedono la “diminuzione sostanziale” delle aree estrattive di circa il 30 per cento anche perché l’attuale individuazione “non risponde ad uno studio specifico. A suo tempo non è stata fatta alcuna indagine ambientale o merceologica, si scava perché si è sempre fatto ma ci sono zone che seppur destinate all’attività non sono mai state lavorate” spiega ancora il presidente. Ecco allora l’opportunità di una “indagine seria e di zonizzazione delle aree dedicate”.

Putamorsi annuncia altri contenuti del Piano tra cui quella di “differenziare la quantità che si potrà estrarre zona per zona. Ci sono aree in cui il volume potrà essere ampio e altre, più fragili, in cui il contingentamento sarà ridotto e il materiale selezionato”.

Lo studio del Piano integrato sarà approfondito nelle prossime settimane: “Si tratta di uno strumento strategico per il Parco. Dovremo entrare nel merito delle analisi fatte e approfondire ogni punto” dichiara il presidente della commissione.

Redazione Nove da Firenze