Firenze: approvato il bilancio di previsione 2017

Dal Consiglio comunale con 23 sì ed 8 no. Approvati alcuni emendamenti di Firenze riparte a sinistra. Forza Italia fa approvare la trasmissione radiofonica delle sedute. Bocciati gli altri emendamenti su ERP, bagni pubblici e manutenzione delle aree verdi del Q2. L’assessore Perra: “Noi saremo quelli che hanno abbassato le tasse”


Con 23 voti a favore (PD) ed otto voti contrari (le minoranze) il Consiglio comunale ha approvato la delibera su: “Documenti di programmazione 2017-2019: approvazione note di aggiornamento al Dup - bilancio finanziario - nota integrativa e piano triennale investimenti”.

Nel voto sul bilancio finanziario per il 2017 è stato approvato oggi l’emendamento presentato da Forza Italia per finanziare la trasmissione radiofonica delle sedute del consiglio comunale, com’è noto attiva negli anni passati ma poi cancellata dopo la fine dell’ultimo appalto. 20mila euro il finanziamento individuato all’interno del bilancio. Bocciati invece gli altri emendamenti: un nuovo codice opera per la manutenzione straordinaria del patrimonio di edilizia residenziale pubblica per l’importo di 200.000 euro e l’incremento delle risorse per la manutenzione straordinaria dei bagni pubblici (col raddoppio della cifra prevista, portandola da 50.000 a 100.000 euro). Bocciato invece l’emendamento che prevedeva la riqualificazione delle aree verdi attrezzate nel Quartiere 2, con particolare attenzione alle aree di via d’Ancona e via Novelli. Infine il gruppo azzurro ha fatto inserire nella relazione al bilancio la richiesta, oggetto di emendamenti anche nel bilancio 2016, di destinare una quota del contributo al Maggio Musicale alle associazioni culturali cittadine.

“Da quando esiste questa consiliatura abbiamo fatto un percorso molto importante e complesso. Il bilancio di previsione che veniva approvato a luglio, viene ora approvato a gennaio. Era un bilancio che non prevedeva accantonamenti, quest’anno accantoniamo, sottraendoli dalla disponibilità di spesa, 43milioni di euro, che arriveranno a 60 nel 2019. Stiamo recuperando in 30 anni 165milioni di euro, cioè 5,5milioni di euro all’anno. Ciò significa che abbiamo 50milioni in meno rispetto a quando io ho iniziato a fare il bilancio (50milioni equivale al bilancio del welfare). Il gettito della Tasi era 42milioni, abbiamo avuto i tagli il primo anno, poi la rimodulazione del fondo e alla fine del 2019 avremo 90milioni di euro in meno rispetto a quando siamo partiti. Di fronte a questi numeri cosa abbiamo fatto? Abbiamo aumentato tasse e tariffe ai cittadini? No. Abbiamo tagliato i servizi ai cittadini? No. Abbiamo allargato la base imponibile, facendo pagare le stesse imposte e tasse a più persone. Lo abbiamo fatto per l’imposta di soggiorno, lo stiamo facendo per l’Imu e la Tari. Questo ci consente di non aumentare alcuna imposta: non chiediamo più soldi ai cittadini e alle imprese fiorentine, chiediamo i soldi a chi non pagava. Introduciamo nuove agevolazioni Imu e continueremo a farlo via via che avremo spazi di manovra. Noi saremo quelli che hanno abbassato le imposte, non quelli che le hanno aumentate. Abbiamo finito? No. Siamo a metà strada. Cosa fare? La condizione politica italiana di economia stagnante (o di crescita lenta) e l’alta imposizione fiscale a bassa crescita dei salari ci suggeriscono che non possiamo e non vogliamo aumentare le aliquote o le tariffe. Parlo di aliquote e tariffe non del dato statistico della pressione fiscale. La lotta all’evasione è di sinistra e ci ha sempre distinto da altre forze politiche. Lo continueremo a fare. In secondo luogo, dobbiamo occuparci di più dei penultimi (senza abbandonare gli ultimi): dobbiamo riorganizzare la nostra spesa non solo per questioni di riduzione delle risorse, ma anche perché è mutata la crescita dei bisogni. La generazione dei 40enni fiorentini fra 30 anni, quando andrà in pensione, non avrà lasciato debiti e avrà pagato quelli della generazione precedente. Ma sarà numerosa e relativamente povera dal punto di vista pensionistico. Questo ci dice la dinamica demografica, imponendoci di adeguare la nostra spesa sociale. Infine, noi dobbiamo sostenere gli investimenti pubblici. Abbiamo provveduto a fare un’incredibile previsione di mole di investimenti, 500milioni tutti affidabili, a cui si aggiungeranno altri 200-250milioni che non abbiamo introdotto in questo bilancio (lo faremo alla prima variazione di bilancio per la linea 4 della tramvia e l’estensione della linea 2). Se utilizziamo il moltiplicatore investimenti/occupazione questo significa creare tra i 20 e i 30mila posti di lavoro in più. Questa generazione di amministratori lascerà, finanziandole, tre nuove linee tramviarie, tre nuove scuole e decine restaurate, 150 km di strade. E potrei continuare. Ma si deve fare di più e più velocemente. Non c’è più il patto di stabilità grazie all’intervento del governo, abbiamo compreso e attivato il codice degli appalti, siamo passati da 20milioni in media di investimenti annui con circa 150 gare per appalti, ad aver fatto alla fine di dicembre dello scorso anno 350 gare che ci consentiranno di spendere al di là della tramvia 80milioni di euro. Questo sarà il ritmo che terremo, forse moltiplicato per due, nei prossimi anni. In conclusione: il bilancio è incredibilmente più solido. Il percorso non è concluso. Lo faremo con lo stesso spirito e con lo stesso metodo con cui abbiamo iniziato. Adesso la sfida è rispondere ai bisogni sociali ed economici del domani”. Questo l'intervento dell'assessore al Bilancio Lorenzo Perra.

Queste le dichiarazioni dei consiglieri del gruppo Firenze riparte a sinistra Tommaso Grassi e Giacomo Trombi e della consigliera Donella Verdi: "Il nostro voto contrario al bilancio è anche per quest'anno convinto e pieno: aver dimostrato responsabilità non bloccando i lavori con emendamenti che temiamo sarebbero stati sistematicamente bocciati da una maggioranza che ha già più volte dimostrato di respingere qualsiasi buona proposta, per noi non significa chiudere gli occhi e non affrontare nel merito i nodi del progetto." "Diciamo no a investimenti da libro dei sogni, con alcune opere che seppur riteniamo utili alla Città tra finanziamenti statali ed europei che sono ancora solo sulla carta, talvolta persino solo promessi dall'ex Premier Renzi, e altre che per essere realizzate hanno necessità di alienazioni per quasi 24 milioni. Alienazioni che da Villa di Rusciano, alle Gualchiere delle Remole o agli alloggi non erp del centro storico, da anni chiediamo siano tolte dal piano delle alienazioni e a cui quest'anno si aggiungono i depositi di Ataf, tra cui quello di Viale dei Mille, o la Galleria Carnielo di Piazza Savonarola che avrebbe dovuto ospitare giovani artisti." "Non possiamo poi tacere su tagli ed esternalizzazioni dei servizi comunali dalla prosecuzione della gestione tramite appalti a cooperative di asili nido e dei pomeriggi nelle scuole dell'infanzia, così come nel settore sociale la mortificazione delle professionalità interne a favore di un ricorso sempre più ingente di privatizzazione di interi settori. Più volte anche quando sulla carta non risultavano tagli abbiamo visto nel corso dell'anno nei settori della cultura e dell'ambiente che le risorse venivano spese solo in parte e che alla fine dell'anno sarebbero finite nelle economie di bilancio." "Non possiamo neppure votare a favore del bilancio dopo l'approvazione da parte della maggioranza dei nostri emendamenti per cancellare dal piano delle alienazioni gli immobili delle scuole Calvino e Dino Compagni che non saranno accolte, come già da mesi avevamo preannunciato nonostante le rassicurazioni del Comune, dal bando inail oltre all'alienazione dell'iti Leonardo da Vinci per il quale abbattimento e ricostruzione è finanziata, almeno sulla carta, dal Patto per Firenze. I nostri emendamenti approvati quindi non fanno altro che sottolinere gli errori dell'amministrazione".

Redazione Nove da Firenze