Ambulanze e 118: il servizio con medici o infermieri a bordo

La categoria analizza i soggetti che compongono e caratterizzano il sistema di pronto intervento


 Davanti al dibattito sulla composizione dell'organico dedicato al pronto intervento, gli addetti ai lavori intervengono per salvaguardare l'immagine della professione, ed evitare rischi per la salute dovuti al venire meno di un principio importante come la fiducia reciproca.
Scendono in campo gli Ordini delle Professioni Infermieristiche della Toscana per analizzare assieme agli utenti il sistema e spiegare quali sono le professionalità presenti sul campo.

 La categoria rivolge una domanda all'utenza: Meglio un mezzo di soccorso con medico o con infermiere? La risposta “Dipende”.
Da cosa? "Dalla distribuzione dei mezzi, dalla distribuzione delle professioni, dalla distribuzione dei pronto soccorso e da che tipo di pronto soccorso sono, dalla distribuzione degli ospedali e che tipo di ospedali sono rispetto a una determinata aerea e casistica ad esempio.

 "In sanità non esiste un meglio o peggio, ma esiste un “appropriato”. In certi contesti è più appropriato avere un mezzo con infermiere, in altri con medico, in altri con entrambi, in altri con volontari. Non è quasi mai meglio o peggio in senso assoluto. Quello da sapere è che l’infermiere è un professionista laureato e che per lavorare sui mezzi di soccorso avanzati, ha conseguito master, specializzazioni e si forma costantemente. Tantissimi corsi di emergenza urgenza, ai quali partecipano anche i medici, vedono come formatori proprio gli infermieri e fin dal 1992 un Decreto del Presidente della Repubblica attribuisce responsabilità al personale infermieristico nell’ambito dei protocolli della Centrale 118, della ricezione, registrazione e selezione delle chiamate, nella determinazione dell’apparente criticità dell’evento segnalato, nella codificazione delle chiamate e delle risposte".

"Il DM 17/12/2008 definisce le tipologie di mezzi di soccorso che prevedono, oltre all’autista, nel mezzo di soccorso avanzato o infermiere o medico o entrambi. Decreto avvalorato dal DM 70 /2015 oltre che da interpretazione autentica del 20/05/2017. La Raccomandazione n.15 del ministero della Salute del febbraio 2013 afferma che nei servizi di emergenza/urgenza l’obiettivo è quello di garantire prestazioni immediate agli utenti che presentano alterazioni delle funzioni vitali tali da compromettere potenzialmente e gravemente lo stato di salute e non di una diagnosi medica che è certamente fondamentale e necessaria ma che arriverà subito dopo. Occorre prima di ogni altra cosa una pronta stabilizzazione e supporto vitale. L’infermiere non opererà comunque mai da solo, ma sarà sempre in rete con tanti altri professionisti e non perché ha bisogno di controllo ma perché un sistema che funziona, funziona bene solo in equipe. Esistono protocolli e procedure molto chiari e niente è lasciato al caso e in tutto il mondo il soccorso territoriale prevede quasi solo infermieri se non addirittura personale tecnico specializzato.
Gli infermieri sono dei professionisti validi e competenti e mai vorrebbero farsi coinvolgere in queste bagarre che sembra parlino di 118 ma in realtà parlano di altro e intraprenderanno tutte le azioni del caso per chi si ostinerà a far saltare il rapporto fiduciario".

Redazione Nove da Firenze