Stop alla plastica monouso negli stabilimenti balneari

Ok alla proposta di legge per proteggere le spiagge e i parchi toscani dal Consiglio regionale su proposta dell’assessore Bugli. Stella e Marchetti (FI): "Favorevoli all’economia circolare ma si tutelino aziende"


Stop all’utilizzo di oggetti in plastica monouso nei parchi, nelle aree protette, nei lidi e nelle spiagge di demanio marittimo ma anche nell’ambito delle manifestazioni fieristiche organizzate e finanziate dalla Regione. Lo prevede una proposta di legge approvata oggi in Consiglio regionale su proposta dell’assessore Vittorio Bugli che va a modificare le norme esistenti in materia di economia circolare: i comuni a trenta giorni dall’approvazione della legge in questione adotteranno gli atti di competenza che garantiranno l’operatività del divieto e l’applicazione delle sanzioni.

Il Consiglio regionale approva a larga maggioranza – 30 voti a favore e 3 astenuti (Forza Italia e Fratelli d’Italia) – la nuova legge per la riduzione dell’incidenza della plastica sull’ambiente. La legge introduce specifici divieti e sanzioni per l’utilizzo di prodotti in plastica monouso: nell’ambito di manifestazioni fieristiche – anche sagre e fiere mercato, come specificato da un emendamento M5s approvato dall’Aula – e di comunicazione organizzate o finanziate anche in parte da Regione, enti locali e aziende soggette a vigilanza degli stessi enti, “è fatto divieto di utilizzare contenitori, mescolatori per bevande, aste a sostegno di palloncini, cannucce e stoviglie, quali posate, forchette, coltelli, cucchiai, bacchette e piatti, in plastica monouso”. Nei parchi, nelle aree protette, nei lidi e nelle spiagge del demanio marittimo “è fatto divieto di utilizzo per la somministrazione di cibi e bevande” degli stessi prodotti in plastica monouso. Nei parchi e nelle aree protette, la sanzione prevista per la mancata osservanza dei divieti è una sanzione da cento a mille euro; nei lidi e nelle spiagge la sanzione è quella prevista dall’articolo 1164 comma 1 del codice della navigazione (da mille a 3 mila euro). Ci si riferisce ai locali, bar, ristoranti con accesso sul mare, così come ai bagnanti. I divieti saranno applicati dopo l’esaurimento dei contratti già stipulati e delle scorte di magazzino, ma non oltre il 31 dicembre di quest’anno. Le spiagge libere verranno dotate di contenitori per la differenziata e cartellonistica. A vigilare sul rispetto delle nuove regole saranno gli agenti di polizia municipale dei singoli Comuni.

"Lo avevamo detto e lo abbiamo fatto, in tempi molto rapidi", ha commentato Bugli. "Solo due settimane fa abbiamo sottoscritto il protocollo di intesa con Anci, le maggiori associazioni di categoria e il sindacato di base "Donne di mare", anticipando così la direttiva europea che dal 2021 mette fuorilegge le stoviglie in plastica, un modo per ridurre i rifiuti in generale e in mare in particolare. Grazie alla collaborazione di tutti - ha continuato l'assessore - nei locali con accesso sul mare, nei bar e ristoranti degli stabilimenti, posate, piatti, cannucce, contenitori per alimenti, mescolatori per bevande, tazze e bicchieri dovranno essere di materiale compostabile: quelli ad esempio derivati dal mais, che costano un po' di più ma che si trovano già da tempo in commercio. Mi piace sottolineare come nella costruzione di una Toscana di qualità sempre maggiore - ha concluso l'assessore -, siano state proprio le aziende balneari che ho incontrato in questi mesi ad affermare di non potersi più permettere la vendita di un prodotto scadente come la plastica monouso. Per questo motivo sono convinto che presto arriveranno altri risultati importanti per abbattere l'inquinamento da plastica nei nostri territori".

Soddisfazione da parte di Stefano Baccelli, consigliere regionale Pd e presidente commissione Ambiente e Monia Monni, vicecapogruppo Pd e promotrice del pacchetto economia circolare. “Ci tengo a sottolineare il carattere di indirizzo politico che emerge da queste novità, ovvero la volontà di mettere in legge una buona pratica, quella di evitare di produrre rifiuti in plastica. – ha dichiarato Baccelli - Una circostanza quanto mai necessaria in un contesto dove sempre più chiaramente l’inquinamento da plastica si configura come un’emergenza non solo nazionale ma mondiale. Importante che la legge sia passata in aula oggi, per consentire ai comuni di predisporre gli atti di competenza e alla Regione di avviare un’opportuna campagna comunicativa per sensibilizzare i cittadini. Le nuove disposizioni rappresentano un passaggio cruciale quindi per proseguire il percorso ‘plastic free’ già ben intrapreso dalla Toscana”

“La Toscana sarà la prima regione d’Italia ad anticipare la direttiva europea sulle plastiche monouso, rispondendo con concretezza ad una sensibilità crescente e scegliendo la strada della transizione verde. – ha fatto presente Monni - Questo percorso nasce dalla condivisione di questi propositi con Anci e associazioni di categoria e coinvolgerà circa 900 stabilimenti balneari. Da settembre il divieto coinvolgerà tutti gli edifici regionali, compresi gli ospedali, e tutte quelle iniziative, fiere, sagre e feste, organizzate o finanziate, anche solo in parte, dalla Regione. In questa fase dobbiamo aprire ad una svolta che coinvolgerà il settore della produzione, chiamato ad orientarsi con sempre più velocità verso prodotti biodegradabili. Noi stiamo facendo la nostra parte come Regione Toscana ma lo stesso deve fare il Governo che sul tema dell’economia circolare nicchia, come dimostra l’inciampo sul tema dell’end of waste che rischia di bloccare innovazione e filiere green. Mi piace ricordare il fatto che non siamo davanti ad una possibilità, ma al contrario ad una necessità per consegnare un pianeta diverso alle nostre figlie e ai nostri figli.”

Il consigliere Giacomo Giannarelli, nell’annunciare il voto favorevole del Movimento 5 stelle, ricorda una proposta di legge del proprio gruppo, “presentata un anno fa e bocciata dal Partito democratico” e ha presentato l’emendamento che è stato approvato dall’Aula.

Il consigliere Paolo Marcheschi (Fratelli d’Italia) esprime perplessità, “pur condividendo la finalità del provvedimento: c’è il rischio di creare aspettative che poi non saremo in grado di mantenere”.

"La Regione Toscana mette al bando la plastica 'usa e getta' dal 2020, allineandosi alla direttiva europea che metterà fuori legge dal 2021 le stoviglie in plastica. Noi ci siamo astenuti oggi in aula in quanto riteniamo che la Toscana abbia affrontato la questione in modo frettoloso e superficiale, senza pensare alle ricadute occupazionali e imprenditoriali che la norma ha sulla società toscana. Per questo siamo a chiedere che la Regione stanzi dei fondi per le aziende del distretto toscano che produce plastica 'usa e getta', in modo da favorire la loro riconversione industriale, cambiando macchinari e linee di produzione". Lo dichiarano i consiglieri regionali di Forza Italia, Marco Stella e Maurizio Marchetti. "E' giusto che materiali e contenitori utilizzati per il consumo di generi alimentari dovranno essere in materiale biodegradabile o compostabile, o che per ridurre l'uso di bottiglie, sarà promossa l'installazione di distributori d'acqua - osservano Stella e Marchetti -. Però una legge deve affrontare il problema a 360 gradi, tenendo conto di tutti i fattori; non può dimenticare che dietro alla produzione di stoviglie, bicchieri, posate e cannucce in plastica ‘usa e getta’ ci sono aziende con centinaia di addetti, e intere famiglie che ne dipendono. A questo punto occorre fare una correzione a quanto votato dal centrosinistra e la Giunta Rossi ha il dovere di stanziare degli incentivi economici per le aziende del distretto che vogliono riconvertirsi a produzioni biodegradabili ed eco-sostenibili".

La capogruppo della Lega, Elisa Montemagni, presenta la richiesta di rinviare a domani il voto sulla legge “per consentire questa discussione interessante, che sarebbe stato bene affrontare in commissione, di produrre emendamenti”.

A favore anche Tommaso Fattori, capogruppo di Sì-Toscana a sinistra: “Qui si parla di prevenzione, più che di economia circolare, ed è un dato positivo”.

Si stima che ogni anno vengono prodotte 280 milioni di tonnellate di plastiche e che da qui al 2050 la cifra, se non cambierà qualcosa, rischia di raddoppiare. Almeno 8 milioni finiscono nei mari di tutto il mondo, compreso il Tirreno, portati dai fiumi o trascinati alla largo dalla risacca sulla spiaggia; ad almeno 250 miliardi ammonterebbero nel solo Mediterraneo i microframmenti, quelli più pericolosi perché finiscono nella catena alimentare. La Regione Toscana aveva già fatto da apripista sulla raccolta dei rifiuti in mare con il progetto "Arcipelago Pulito" tenuto a battesimo l'anno scorso, consentendo ai pescatori di portare a riva (senza esserne più responsabili) i rifiuti tirati su con le reti. Una buona pratica presa a modello dal Parlamento europeo e poi dal governo con il ddl "Salva mare".

Redazione Nove da Firenze