Amato (Pap) e Verdi (Frs):"Scarcerazione di Abdullah Ocalan, in prigione in Turchia"

Giovedì 2 agosto al CPA Firenze sud in ricordo di Bese


Approvata in Consiglio comunale la risoluzione per il riconoscimento del suo personale impegno per la ricerca di una soluzione pacifica al conflitto curdo-turco di Abdullah Òcalan, leader del Partito Curdo dei Lavoratori (PKK) e un'attestazione di solidarietà verso tutto il popolo curdo.

"Con la risoluzione approvata dal Consiglio Comunale si chiede al Governo e al Ministero degli Esteri di fare formale richiesta alle autorità turche per la scarcerazione e liberazione -questa la dichiarazione delle consigliere Miriam Amato, aderente a Potere al Popolo, e Donella Verdi, di Firenze riparte a sinistra- Il Consiglio comunale conferma così la propria vicinanza al popolo Curdo, per le continue aggressioni che da decenni subisce, attraverso ogni forma possibile di violenza e repressione da parte del governo Turco. La risoluzione originaria dell'atto consiliare mirava a concedere la cittadinanza onoraria ad Abdullah Ocalan, già concessa da numerosi comuni italiani, come Palermo, Napoli e Reggio Emilia, e per questo motivo avevamo presentato un ordine del giorno collegato alla Risoluzione (purtroppo respinto) per chiedere direttamente al Consiglio comunale di pronunciarsi in favore della cittadinanza onoraria come atto altamente simbolico e di sostegno alla lotta del popolo curdo. La richiesta di scarcerazione ad Abdullah Öcalan è quindi un riconoscimento del suo personale impegno per la ricerca di una soluzione pacifica al conflitto curdo-turco e un'attestazione di solidarietà verso tutto il popolo curdo, che in questi anni, oltre alla repressione in Turchia, è stato pesantemente coinvolto nella guerra con l'Isis. E' al tempo stesso un invito al governo turco perchè venga riaperto il dialogo con i rappresentanti del popolo curdo e perchè vengano tutelati i diritti delle minoranze. Riguardo alla vicenda processuale di Ocalan si ricorda come già la Corte europea dei diritti dell'uomo nel 2003 aveva stabilito che il processo al leader curdo era stato ingiusto, che era stato limitato il suo diritto ad una rappresentanza legale e che aveva dovuto affrontare condizioni disumane durante la sua carcerazione. Negli ultimi due anni i diritti di Ócalan sono stati ulteriormente limitati e non ha più potuto ricevere visite né da parte dei familiari né da parte dei suoi legali Il nostro atto vuole perciò risollevare la questione Curda, portarla a conoscenza e ottenere solidarietà e azioni concrete per il riconoscimento dei popolo Curdo e della propria autonomia".

Giovedì 2 agosto al CPA Firenze sud, serata di ricordo di Bese insieme alla Comunità Kurda della Toscana. Il 2 agosto del 2016 è morta in combattimento a Mus, nel Kurdistan del nord, la partigiana curda Bese Tolhildan. Dieci anni fa era partita da Firenze per unirsi alle HPG, le milizie del partito PKK, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, che da oltre 30 anni conduce la resistenza armata contro l'occupazione dello stato turco e per la liberazione di tutto il Kurdistan, convinta che solo ribellandosi in prima persona ad una società gerarchica, patriarcale e capitalista come la nostra, fosse possibile dare senso compiuto alla propria lotta, e dunque alla propria vita. Dalle 20.30 cena di finanziamento per la Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia Onlus, a seguire interventi della Comunità Kurda in ricordo di Bese e sulla storia dell’emigrazione kurda in Toscana. Dalle 21.30 Interventi della Comunità Kurda in ricordo di Bese e sulla storia dell’emigrazione kurda in Toscana; contributo dal Fronte del combattente Orso, fiorentino inquadrato nelle Brigate internazionali/ YPG International Tabur in Rojava, intervento di una compagna inglese della Campagna di Solidarietà con il Kurdistan/

Kurdistan Solidarity Campaign.

Redazione Nove da Firenze