Alvaro Andreucci è stato trovato morto a Rovezzano

Il corpo senza vita dell'anziano malato di Alzheimer scomparso da giorni era in un pozzetto di scolo delle acque piovane. Il figlio: "Persona unica, irripetibile. Ti accoglieva sempre con un sorriso, ti aiutava se avevi bisogno, non voleva niente in cambio" . Giuliani: "Vicenda molto triste che ci deve interrogare una volta di più sulla realtà di famiglie lasciate sole ad affrontare una malattia terribile"


Dopo 13 lunghi giorni di ricerche e di angoscia, il fiorentino scomparso, Alvaro Andreucci, anziano, malato di Alzheimer, è stato trovato senza vita vicino alla stazione di Rovezzano, dove una telecamera lo aveva ripreso per l'ultima volta, qualche giorno fa, mentre si allontanava, con qualche vestito in mano. Aveva 83 anni ed era scomparso il 31 luglio.

Come evidenzia la Prefettura di Firenze, "a seguito delle intense operazioni di ricerca coordinate dalla Prefettura di Firenze, alle ore 2,00 della giornata odierna, in un pozzetto di scolo delle acque piovane sulla sede ferroviaria, a circa 1300 metri dalla stazione di Rovezzano, è stato trovato senza vita il corpo del Sig. Andreucci Alvaro, di 83 anni, scomparso dal 31 luglio scorso".

Gianni Andreucci, figlio di Alvaro, saluta così il babbo: "Alvaro, mio babbo, è stato una persona unica, irripetibile. Chi lo ha conosciuto anche solo per 10 minuti lo sa bene. Ti accoglieva sempre con un sorriso, ti aiutava se avevi bisogno, non voleva niente in cambio. Amava la natura, la montagna, le cose semplici , la musica la storia. E amava alla follia il suo paese natale: Stia. Un uomo di altri tempi, con dei principi sani e saldi, con radici piantate in quella cultura contadina che lo ha visto nascere e crescere e di cui io stesso mi sento parte. Un esempio virtuoso di vita che io ho sempre cercato umilmente di seguire rendendomi conto fin da piccolo della fortuna che avevo ad averlo come padre. Lui Merita certamente tutto questo vostro affetto. non dimenticatelo come io non dimenticherò tutto l’amore e la vicinanza che tutti voi mi avete saputo far sentire in questi giorni strazianti!. Nel fagotto che si era portato per l’ultimo viaggio, divorato dalla malattia che si era manifestata in tutta la sua violenza negli ultimi 30 giorni, aveva messo anche l’amato clarinetto. Voglio provare a pensare che avesse deciso di partire per il suo ultimo viaggio e di portare con sé anche il compagno inseparabile di una vita. Se potete dite una preghiera per lui e per me. Grazie dal profondo del mio cuore a tutti. Siete stati un esempio incredibile di umanità e di generosità. VI voglio bene". 

"Una vicenda molto triste che ci addolora - commenta la vice presidente del Consiglio comunale Maria Federica Giuliani - e che ci deve interrogare una volta di più sulla realtà di famiglie lasciate sole ad affrontare una malattia terribile e insidiosa che colpisce nonne e nonni. Mi stringo alla famiglia Andreucci in questo momento di dolore, a loro giunga l'affetto e il cordoglio di tutto il consiglio comunale di Firenze".

Redazione Nove da Firenze