Rossi a Carrara: "Accertare responsabilità e ricostruire subito l'argine"

Disastrosa alluvione a Carrara crollati gli argini di due torrenti

Anche questa volta danni gravissimi per il maltempo. Si sono allagate zone giù allagate. Sel: “Subito fondi da Regione e Governo per le vittime”. Alluvione del 2012: tutti gli interventi avviati


VIDEO — CARRARA- Marina di Carrara e le industrie per la trasformazione del marmo stanno subendo ingenti danni riconfermando la gravità della situazione idrogeologica di questa zona della Toscana. Dal magazzino della protezione civile delle Pubbliche Assistenze, sono partite 180 brande per campi base ed eventuale ricovero degli sfollati. Saranno stoccate nel centro di ammassamento di Carrara Fiere, dove si trova il campo della regione Toscana. I volontari di Anpas sono già al lavoro dalle prime ore di questa mattina.In tutto 40 'tute arancio' con mezzi fuoristrada, che si sono messi sono a disposizione della protezione civile toscana per fronteggiare l'emergenza dopo la nuova ondata di maltempo di queste ore. I volontari di Anpas Toscana, hanno tende pneumatiche per allestire la segreteria del campo, ma anche attrezzature specifiche come torri faro per illuminazione, 4 idrovore da seimila litri/min per lo svuotamento dei locali allagati e gommoni per intervenire nelle aree allagate. Nelle prossime ore, seguendo le esigenze della Regione Toscana, la sala operativa regionale, aperta a Firenze da stanotte, potrebbe inviare nuove forze.



"Questo disastro poteva essere evitato". Sono le parole del presidente Enrico Rossi, che oggi ha raggiunto Carrara per rendersi conto personalmente della situazione dopo la rottura dell'argine del Carrione. E questa espressione si riferisce proprio alla questione dell'argine: "Gli argini sul Carrione che hanno ceduto provocando l'inondazione di Marina di Carrara – ha infatti proseguito - erano stati ricostruiti nel 2007 con un finanziamento della Regione di 4 milioni. Si tratta di un muro, realizzato dalla Provincia, che doveva tenere e che invece è crollato sotto la spinta della piena. Noi lo ricostruiremo subito. Poi faremo gli accertamenti sulle responsabilità per capire chi e dove si è sbagliato." ."In questi ultimi anni più volte sono stato chiamato a fare i conti con allagamenti, frane e alluvioni – dice il presidente Rossi - Esperienze che oltre a provocare notevoli danni producono anche disagi e sofferenze nelle popolazioni colpite. Da tutto questo ho imparato che i presidenti di Regione, che vengono nominato commissari, hanno bisogno di qualche potere in più, come quelli affidati ai commissari di governo, per la realizzazione di opere idrauliche e idrogeologiche. Ciò ci trasferirebbe il potere di riunire intorno ad un tavolo tutti gli enti e soggetti interessati, in modo da sollecitare la produzione degli atti necessari nel rispetto dei tempi, degli impegni, evitando slittamenti, blocchi e ritardi nella realizzazione delle opere per la messa in sicurezza dei territori. E nel caso di inadempienze intervenire con poteri sostitutivi e commissariare, in modo da superare resistenze, contenziosi, sbloccando le procedure". "Mi auguro che questa richiesta che ho rivolto al governo – conclude Rossi - possa trovare una risposta all'interno della prossima legge finanziaria o di stabilità. Tutto questo è più importante dei finanziamenti, che pure servono. La Regione continuerà con il suo programma di investire per la sicurezza idrogeologica 50 milioni all'anno".



E’ ripresa alle 17.30 la circolazione ferroviaria tra Piazza al Serchio ed Aulla, sulla linea Lucca - Aulla, interrotta dalle 5.30 di questa mattina a causa di alcuni movimenti franosi provocati dal maltempo tra Minucciano e Gragnola. I tecnici di RFI sono intervenuti sul posto per riparare i danni e ripristinare la piena funzionalità degli impianti. Per garantire la mobilità durante lo stop dei treni, dopo la riapertura della viabilità stradale - avvenuta in tarda mattinata - Trenitalia ha attivato un servizio di bus sostitutivi tra Piazza al Serchio ed Aulla.


Piove sul bagnato. O per meglio dire allaga dove aveva già allagato. «I problemi si sono evidenziati dove erano evidenti già in precedenza. È davvero triste osservare che si sono verificate le solite esondazioni e sulle solite aste idriche che conosciamo e che hanno evidenti problemi». A commentare il nuovo disastro idrogeologico della zona di Carrara è Francesco Ceccarelli, vice presidente dell'Ordine dei Geologi della Toscana (OGT) e coordinatore della commissione Protezione Civile dello stesso OGT. Cambiare mentalità, non basta la manutenzione. E il fatto che allaghi in zone già colpite e dove sono stati fatti interventi la dice lunga sul fatto che occorra un cambiamento di mentalità. «Dobbiamo mettere in piedi un vero sistema di prevenzione e mitigazione delle pericolosità. Abbiamo la dimostrazione che per le criticità parlare di tempi di ritorno di 200 anni è anacronistico. Oggi occorrono tempi che diano un rischio accettabile, visto che gli eventi sono ricorrenti con sempre maggiore frequenza. Allora è necessario dare una sicurezza accettabile al territorio. Mettiamo in piedi un sistema virtuoso, che andrà a regime tra qualche anno, ma dobbiamo iniziare subito. Non si può parlare di messa in sicurezza ma di rischio accettabile». Conoscere il territorio per valutare il rischio. Per la presidente Maria Teresa Fagioli, «Il problema vero, riguarda la cultura del territorio. Non è infatti adeguatamente percepita la dimensione del problema del rischio idrogeologico a tutti i livelli dai privati cittadini alle amministrazioni locali. Le risorse che vengono impegnate per la sicurezza del territorio sono di conseguenza esigue, sporadiche e drammaticamente insufficienti». La soluzione passa per scelte drastiche, delocalizzare. Ecco quindi che non si possono non prendere in considerazioni soluzioni drastiche. Una scelta che è un a risposta anche al perché lavori e milioni di euro spesi in manutenzione possono essere soldi buttati via. «La politica deve fare scelte forti, delocalizzare se serve. Dove il rischio non è accettabile, dove nonostante tutto va sempre sott'acqua, allora serve una decisione forte, spostare altrove case, fabbriche, scuole. Pensare di controllare la natura è un errore di superbia che non possiamo più commettere». Informare per evitare danni maggiori. Da non sottovalutare, inoltre, l'importanza della comunicazione. «I cittadini devono essere informati dei rischi e delle operazioni da fare in caso di calamità naturale. Il cittadino deve sapere come comportarsi quando c'è un alluvione, bisogna andare nelle scuole, nei condomini e informare».



“L’allerta meteorologica c’era da giorni ed anche questa volta ci troviamo a una triste conta dei gravissimi danni nella nostra Regione: in questo momento registriamo il crollo di 200 metri dell'argine del fiume Carrione, nella zona di Avenza a Carrara, con strade invase dall’acqua e tantissimi sfollati. Così come ci sono gravi problemi anche a Marina di Carrara e l’interruzione della linea ferroviaria Aulla - Lucca. Ci troviamo di nuovo a non poter fare altro che esprimere solidarietà e vicinanza alle popolazioni colpite e ai loro amministratori” - dichiara il Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia e Libertà Mauro Romanelli. “I cambiamenti climatici stanno generando ormai da anni eventi meteorologici sempre più frequenti e intensi e territori come il nord della Toscana o la Maremma sono colpiti da alluvioni e allagamenti che non possono essere più considerati come eventi imprevedibili e straordinari. Ecco perché, come il mondo ambientalista dice da più di vent’anni, la prima e irrimandabile opera pubblica per l’Italia è mettere in sicurezza il territorio stanziando fondi imponenti per prevenire catastrofi, morti e danni economici sempre più rilevanti. Si spendono, infatti, circa 800 mila euro al giorno in Italia per riparare i danni e meno di un terzo di questa cifra per prevenirli. Bisogna quindi avviarci verso una gestione più ampia dei bacini idrografici con manutenzioni costanti e delocalizzazioni degli insediamenti abitativi nelle zone ad alto rischio, così come bisogna incrementare i sistemi di allerta e di prevenzione, coinvolgendo attivamente i cittadini”. “In Toscana stiamo facendo abbastanza, ma si potrebbe e si deve fare ancora di più: certamente sono buoni segnali l'aver confermato i 50 milioni di euro per la prevenzione dal dissesto e l'aver approvato una Legge Urbanistica che finalmente blocca l'espansione incontrollata di cemento. Ma di sicuro è a livello governativo che si deve cambiare rotta. Innanzitutto ritirare immediatamente il decreto “Sblocca Italia” del Governo Renzi, un inno alla cementificazione, al consumo di suolo, alla deregolamentazione urbanistica e alle trivellazioni selvagge, in terraferma e in mare, che vanno proprio nella direzione opposta rispetto a quanto indicato dall'Onu per combattere i cambiamenti climatici” - conclude Romanelli.


“I lavori non sono stati eseguiti in maniera corretta, era necessario dragare il fondo del fiume oltre a provvedere agli argini”. E’ quanto commenta il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Marina Staccioli dopo l’ennesimo allagamento avvenuto a Carrara. “Ancora una volta contiamo i danni subiti – spiega, insieme al capogruppo Giovanni Donzelli e al consigliere Paolo Marcheschi – ma finora nella zona non si è mai fatta prevenzione in maniera seria. Almeno il governatore Enrico Rossi risparmi agli abitanti della zona una passerella elettorale”. “Su quell’argine, in particolare – aggiunge Marco Guidi, portavoce provinciale del partito – credo sia stato costruito appena l’anno scorso: c’è un chiaro problema di gestione del territorio”.



“Chiediamo alla Regione Toscana e al Governo un impegno finanziario concreto e urgente a sostegno di tutti i soggetti colpiti dall’alluvione”. E’ la richiesta avanzata da Sel, per voce del segretario provinciale di Carrara Renato Ferri, a poche ore di distanza dall’alluvione che ha colpito la città. “Dovranno essere accertate le vere responsabilità – ha aggiunto Ferri – perché i cittadini non possono continuare a subire passivamente l’ennesima calamità che ha colpito il nostro territorio”. Sulla questione interviene anche la deputata di Sel Marisa Nicchi: “Ogni volta che piove, la Toscana affonda. Non ci sono più scuse. L’eccezionalità di ogni evento meteorologico non può essere più un alibi, perché di eccezionalità ormai non possiamo più parlare”. “Le vere responsabilità per questi ripetuti disastri – continua l’Onorevole Nicchi - è di chi ha governato in questi anni e di chi governa adesso, affrontando le situazioni di emergenza e facendo troppo poco per la prevenzione e la manutenzione. La Toscana è una regione fragile, l’Italia è una nazione fragile e la messa in sicurezza del territorio deve avere la priorità. Non si salva la vita delle persone costruendo autostrade o sottoattraversamenti. L’assesto idrogeologico deve venire al primo posto per evitare il costante ripetersi di queste tragedie”.



Consolidamento di argini, ripristini di reticoli idraulici, attraversamenti e opere di viabilità, sono in tutto 42 per un totale di 31 milioni e 200mila euro gli interventi attivati nella provincia di Massa Carrara dopo l'evento alluvionale che ha colpito quel territorio nel novembre 2012. La Regione Toscana tiene sotto controllo costante l'andamento dei lavori con un monitoraggio rigoroso in continuo aggiornamento. In particolare, 36 sono le opere avviate, di cui 15 già concluse e 21 quelle in corso. Restano ancora da essere avviati 6 interventi a causa di difficoltà di natura tecnica e burocratica. Oltre a queste 42, ci sono due opere che la Regione ha commissariato un mese fa: risalgono al dopo alluvuione del 2003 e devono ancora essere avviate: sono il consolidamnto degli argini sul torrente Carrione a monte dell'abitato di Carrara per un ammontare di circa1 milione e mezzo di euro. Riguardo le opere post evento 2012, tra i lavori conclusi, c'è il ripristino del reticolo idrografico dei corsi d'acqua a monte degli affluenti del Ricortola collassato a seguito dell'alluvione del 2012 (700mila euro) che ha visto come ente attuatore l'Unione dei Comuni della Lunigiana, lo stesso che ha ultimato gli interventi di regimazione idraulica e di consolidamento delle arginature del torrente Lucido e del torrente Aulella per gli abitati di Gragnola e Casetta (800mila euro), il consolidamento dell'argine del Carrione in località Pontecimato (250mila euro) che ha realizzato la Provincia di Massa. Tra i lavori in corso, il ripristino e il consolidamento dell'argine in sinistra idraulica del torrente Parmignola (3 milioni e 270mila euro) che sta realizzando il Comune di Carrara e il ripristino e la messa in sicurezza della viabilità in località Candia, distrutta dopo l'alluvione del 2012, mediante opere strutturali e di regimazione idraulica (4 milioni e 750mila euro) che sta realizzando il Comune di Massa; ancora, il Comune di Carrara sta portando avanti l'adeguamento del restringimento idraulico causato dal ponte della via litoranea (1 milione di euro), il ripristino del reticolo idrografico collassato con la realizzazione di opere di trattenuta sui fossi Botria, Spondarella, Acqua Fiora e Montelivero con il ripristino della sede stradale (1 milione e 500mila euro), il ripristino del reticolo idrografico collassato con la realizzazione di opere di trattenuta sui fossi Fossatella, Combratta, Montecchia e sul carrione ramo di Colonnata in località Mortarola (1 milionee 100mila euro). C'è la progettazione in corso per gli interventi di messa in sicurezza delel aree a elevato rischio idraulico lungo il torrente Aulella , i quartieri Gobetti di Aulla e Pallerone) a cui sta lavorando il Comune di Aulla (1 milione e 200mila euro); la Provincia di Massa sta progettando i due lotti dei lavori di ripristino delle arginature del Canal Magra con l'adeguamento delle casse di espansione (4 milioni di euro).

Redazione Nove da Firenze