Agenzia delle Entrate, dipendenti in sciopero

I dipendenti vogliono che i compensi legati agli obiettivi del 2016 e 2017 siano erogati senza tagli e senza ulteriori ritardi


I dipendenti dell’Agenzia delle Entrate della Toscana nel corso della giornata di sciopero di domani 2 aprile 2019, dalle 11.00 alle 13.00, hanno programmato un presidio davanti alla sede della Prefettura di Firenze per sensibilizzare la cittadinanza sui motivi dello sciopero. Durante il presidio chiederanno di essere ricevuti dal Prefetto per esporre i termini della vertenza.

 Perché il 2 aprile i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate scioperano? I dipendenti dell’Agenzia delle Entrate hanno parte del loro salario legato al raggiungimento di obiettivi fissati per legge e dalle convenzioni annuali Ministero dell’Economia e delle Finanze/Agenzia delle Entrate. Quindi hanno diritto, per effetto di norme e di accordi sindacali, a compensi collegati al livello di raggiungimento di obiettivi, individuati prima e riscontrati dopo.

FP CGIL CISL FP UIL PA CONFSAL/UNSA FLP con Bartuccio Martini Giogli Peragine e Donnarumma spiegano "L’Agenzia delle Entrate ha come obiettivo principale quello di far sì che le leggi fiscali nel nostro paese siano rispettate. Per fare questo persegue gli evasori fiscali e li obbliga a pagare le tasse al pari di chi rispetta la legge e le paga regolarmente. Per questo lavoro pubblico svolto, non come nel privato per il (legittimo) profitto del datore di lavoro, bensì per l’interesse della intera collettività nazionale, i lavoratori dell’Agenzia delle Entrate sono remunerati.

Le tasse, pagate spontaneamente o per effetto del lavoro dei dipendenti dell’Agenzia, servono affinché tutta la comunità nazionale ne possa trarre beneficio attraverso i servizi pubblici erogati: scuole, sanità, assistenza, previdenza, strade, ferrovie e molto altro ancora. Tutti servizi migliorabili, certo, ma senza le tasse pagate dai cittadini onesti non ci sarebbero servizi pubblici nel nostro paese. Se tutti pagassero le tasse i servizi sarebbero migliori e ciascuno cittadino del nostro paese pagherebbe meno tasse".

I dipendenti dell’Agenzia delle Entrate
per gli anni 2016 e 2017 "hanno raggiunto gli obiettivi assegnati loro per quegli anni e ancora oggi non sono stati remunerati per quel traguardo raggiunto (salario di produttività) anzi, al contrario, l’Agenzia vuole ridurre di 30 milioni di € i fondi utilizzati per quei pagamenti. Li vuole ridurre senza alcuna spiegazione convincente.
Se leghiamo questa situazione al fatto che nel corso del tempo la missione dell’Agenzia sembra mutare, da amministrazione strettamente legata alla lotta all’evasione fiscale a amministrazione erogatrice di servizi, il futuro di questi poco più di 34.000 dipendenti dello Stato, altamente professionalizzati, in perenne sotto organico, con carichi di lavoro sempre più pesanti, è a rischio.
I dipendenti dell’Agenzia delle Entrate vogliono continuare a lavorare per la collettività e vogliono che i compensi legati agli obiettivi del 2016 e 2017 siano erogati senza tagli e senza ulteriori ritardi".

Per questo il 2 aprile 2019 scioperano, "nella consapevolezza che se potranno continuare a fare “bene” il loro lavoro ci sarà un ritorno positivo per tutto il paese, mentre se cambierà la natura dell’Agenzia tutto il paese ci perderà e le disuguaglianze non si ridurranno, diventeranno sempre più marcate in dispregio delle regole e del dettato costituzionale (Art 53) dove “tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.

In preparazione dello sciopero si stanno svolgendo assemblee presso tutti gli uffici dell’Agenzia delle Entrate della Toscana.

Redazione Nove da Firenze