Aeroporto: project review del master plan? Marco Carrai la ignora

E il presidente della commissione regionale, Stefano Baccelli: "È legittima una scelta diversa dal governo nazionale, ma non la auspico"


(DIRE) Firenze, 20 lug. - Il presidente di Toscana Aeroporti, Marco Carrai, si chiama fuori dalle polemiche sull'annunciata project review del master plan dello scalo di Firenze, che prevede la realizzazione di una pista da 2.400 metri. "Noi siamo regolati dall'Ente nazionale aviazione civile. Gestiamo un aeroporto in concessione. L'aeroporto e' dello Stato, l'ente e' il nostro regolatore e ci ha dato le linee tecniche" per lo sviluppo, ricorda in una conferenza stampa a seguito di un sopralluogo della commissione Ambiente del Consiglio regionale. E proseguendo il ragionamento aggiunge: "L'ente opera sotto la direzione del ministero delle Infrastrutture. Siccome non vogliamo mai commentare, perche' non sarebbe giusto, le dichiarazioni del nostro regolatore, non commentiamo neppure, per proprieta' transitiva, le dichiarazioni del ministero".

Un confronto "franco e aperto" lo definisce il presidente di Toscana Aeroporti, Marco Carrai. È quello appena terminato all'aeroporto di Peretola fra i rappresentanti della societa' e la commissione Ambiente del Consiglio regionale, che ha condotto un sopralluogo. Un appuntamento, alle porte della conferenza dei servizi che dovrebbe decidere cosa fare del progetto della nuova pista parallela, che al termine e' stato apprezzato su entrambi i versanti. In effetti, anche la societa' che gestisce lo scalo fiorentino puo' rivendicare di aver centrato un obiettivo: "Abbiamo fatto capire qual e' stato il livello di approfondimento degli studi dietro ai master plan dei due scali, Firenze e Pisa- specifica Carrai-. Mai nessun aeroporto ha fatto gli studi e gli approfondimenti che abbiamo condotto noi in particolare su Firenze, perche' il caso e' piu' complesso. Sono state coinvolte alcune delle principali universita' italiane e straniere". Carrai, nel corso di una conferenza stampa, ribadisce di aver "svolto un lavoro puntuale, rispettando nel solco le leggi nazionali e sovranazionali. Non si tratta di realizzare un'opera normale, ma che sottosta' a obblighi, che derivano da leggi nazionali e sovranazionali". Al presidente di Toscana Aeroporti preme distinguere i piani: da una parte c'e' la politica che deve decidere, dall'altro la tecnica che deve conformarsi a regole e leggi. Proprio per questo, rimarca, "alcune delle polemiche sull'opera sono pretestuose e nascono dall'ignoranza, alla mancata conoscenza di leggi e tecnicalita' alle quali un aeroporto deve sottostare- afferma senza mezzi termini-. Anche se non mi sto riferendo ai componenti della commissione regionale". Il messaggio che viene veicolato e' che, poi, spetta alla politica prendere delle decisioni: "Non decide il gestore aeroportuale pro-tempore, che e' tale finche' dura la concessione, ma e' lo Stato a prescrivere il percorso tecnico per realizzare alcune opere". Carrai chiarisce ancora: "Non stiamo parlando, dopo tutto, dell'aeroporto di Firenze o di Pisa, ma di un sistema integrato che un decreto del presidente della Repubblica ha individuato come sistema strategico nazionale e col quale ha fissato la sua crescita". Uno sviluppo realizzato "grazie all'azionista straniero", Corporacion America socio di riferimento.

Il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, ha annunciato nelle scorse settimane di voler procedere a una project review sul progetto di realizzazione della nuova pista parallela dell'aeroporto di Peretola. Nel frattempo, incombe la riunione della conferenza dei servizi sul master plan fissata proprio dal ministero per il 7 settembre. La commissione Ambiente del Consiglio regionale, che oggi ha svolto un sopralluogo proprio nello scalo fiorentino, ritiene plausibile questo percorso? A rispondere e' il presidente della commissione, Stefano Baccelli: "È legittima una scelta diversa dal governo nazionale, ma non la auspico- afferma, rispondendo a una domanda nel corso di una conferenza stampa-. Ma altro e' il lavoro della conferenza dei servizi e del procedimento tecnico. Ricordo che lo sviluppo del polo aeroportuale della Toscana e' previsto non da una mozione approvata in commissione Ambiente in Regione, ma da una legge dello Stato". Pertanto, "se la politica decide di cambiare, cambiera' quella norma e verra' bloccato tutto- rileva-. Mi aspetto, pero', che dalla tecnica ci sia un approccio laico e serio. La politica regionale, d'altra parte voleva la pista da 2 mila metri, come era scritto nel Pit". L'Enac, pero', ricorda il consigliere regionale, "ha spiegato che dobbiamo farla di 2.400 metri, altrimenti non e' sicura. Quindi, mi aspetto che ci sia una valutazione tecnica rispetto a questa fantomatica project review, ma che non sia ideologica". E sottolinea: "Se ci sono dei miglioramenti da fare rispetto al progetto presentato, ben vengano. Altra e' la decisione della politica, ma in quel caso il governo si assuma la responsabilita'". Dopotutto, l'iter che ha visto l'approvazione del progetto di sviluppo dello scalo con la realizzazione della nuova pista parallela da parte della Regione Toscana e' avvenuto seguendo questo registro, e' il concetto di Baccelli: "Non ci siamo espressi in modo acritico, proprio perche' la tecnica ha comportato tante e tali di quelle prescrizioni che ha reso non semplice il lavoro di Toscana Aeroporti". Al consigliere dem viene domandato anche un commento alle parole del governatore Enrico Rossi, secondo il quale per Firenze la Regione chiede solo uno "sviluppo modesto". Un'espressione che e' stata interpretata da alcuni come una marcia indietro rispetto all'impegno sulla nuova pista: "Credo che volesse intendere che serve la messa in sicurezza, e questo e' vero- ribatte Baccelli-. Quando sara' realizzata la pista da 2.400 metri lo scalo sara' piu' sicuro, o meglio con meno dirottamenti. Al Vespucci non faremo un aeroporto nuovo, miglioriamo solo l'esistente. Il resto e' una lettura equivoca". (Cap/ Dire)

Redazione Nove da Firenze