Aeroporto di Firenze, Centinaio chiude la pratica e Nardella: "Sto vedendo giochetti squallidi"

Il primo cittadino del capoluogo interviene dopo i veti incrociati delle ultime ore


 Da Roma arriva vento contrario, è il Ministro Gian Marco Centinaio ad annullare qualsiasi proposito sulla nuova riorganizzazione dello scalo.
  L'ampliamento dell'Amerigo Vespucci di Firenze era entrato ufficialmente in Agenda dopo anni di discussione tra voli cancellati e richieste di intervento da parte dell'imprenditoria locale. I recenti interventi da parte della Camera di Commercio di Firenze che si è aggiudicata l'onore e soprattutto l'onere di dare vita al grande Polo Congressuale della Toscana avevano messo un punto fermo allo sviluppo: "Se non c'è l'Aeroporto è difficile partire con la riqualificazione della Fortezza" aveva infatti tuonato Leonardo Bassilichi, presidente camerale ma anche responsabile di Firenze Fiera.
La nuova pista di Peretola sembrava un'opera pronta a partire, quando sono iniziati i veti incrociati supportati ancora una volta dalle amministrazioni locali, ma rimbalzate successivamente sui tavoli di organizzazioni di categoria, sindacati e politici.

Adesso in pista ci va il sindaco di Firenze che esclama "Sulla nuova pista dell’Aeroporto di Firenze sto vedendo giochetti squallidi che avrei preferito non vedere. Mentre il Movimento 5 Stelle è contrario da sempre, la Lega va a targhe alterne: un giorno dice sì, come ieri Picchi, quello dopo dice no. Oggi Centinaio, leghista di ferro, ci fa sapere dal suo ufficio di Roma che per lui la nuova pista non si fa”. 

Prosegue Nardella: "Voglio fare chiarezza, una volta per tutte: Firenze aspetta questa pista da 50 anni. Firenze è l’unica città metropolitana d’Italia senza uno scalo adeguato. Firenze ha bisogno di un aeroporto degno di questo nome. I cittadini di Brozzi, Quaracchi e le Piagge non sono cittadini di serie B e non possono più vivere con gli aerei sopra le loro case. Non si tratta di costruire un nuovo aeroporto ma di ruotare l’attuale pista in modo da risolvere il problema dell’inquinamento acustico diventato insopportabile. I fiorentini non possono ogni volta sperare di atterrare e pregare che non ci sia vento, solo lo scorso anno sono stati cancellati 1000 voli e lasciati a terra 90.000 passeggeri. Serve più sicurezza e affidabilità. I fiorentini non possono ogni volta arrivare fino a Pisa o a Bologna per prendere un aereo, con la Tramvia si potrà arrivare dalla Stazione a Peretola in 20 minuti. Lo stesso vale per le oltre 400mila aziende toscane, per i lavoratori e per il loro sviluppo. Ora basta. Non accetto che venga fatta una speculazione politica su un’infrastruttura utile e necessaria a tutta la città. Su queste cose non si scherza. Mi batterò con tutta la mia forza, con tutto il cuore. Giù le mani dall’aeroporto. Giù le mani da Firenze!" conclude il sindaco.

Arriva intanto l'approvazione del progetto di Master Plan dell'aeroporto di Firenze, con la previsione di nuova pista. Lo ha deliberato oggi la giunta regionale, convocata in via straordinaria già nei giorni scorsi in vista della conferenza dei servizi che doveva tenersi domani a Roma, poi rinviata a novembre.
    Solo ieri la Regione ha ricevuto dall'Enac le carte relative alle questioni che erano state oggetto di richiesta di chiarimento, in relazione ad aspetti di difesa del suolo, ambiente, paesaggio, tutela delle aree protette. E su questa base oggi si è tenuta anche la conferenza tecnica interna con gli uffici regionali interessati, al termine della quale è stato espresso un parere positivo.

"Con questo atto la giunta si esprime in via definitiva sul futuro dell'aeroporto convinta della necessità di conciliare sviluppo, ambiente e salute – sottolinea il presidente della Regione Enrico Rossi – Tre obiettivi che il Master Plan, approvato grazie soprattutto al nostro intenso lavoro, raggiunge pienamente. E' un investimento che riguarda il futuro di tutta la regione, da cui non dipende solo l'occupazione legata all'aeroporto e alle opere che saranno realizzate. Sono in gioco infatti investimenti ben più ampi, capitali che possono decidere di venire in Toscana o di andarsene perché messi in fuga da un inadeguato scalo aeroportuale. Noi abbiamo la coscienza a posto e siamo inorriditi dal gioco politico che si sta scatenando su questo tema a spese dei lavoratori, dei cittadini e del futuro dell'intera regione. Faccio appello – conclude - a tutte le forze politiche e al loro senso di responsabilità e confido di essere ascoltato".

Da Palazzo Vecchio parla il consigliere Mrio Razzanelli, imprenditore locale e sostenitore della prima ora dell'ampliamento di Peretola: "«Per mettere in sicurezza la pista non serve il progetto faraonico di Toscana Aeroporti. E' Pisa che deve crescere». Il progetto di Peretola sarebbe «uno spreco di soldi grosso con Bologna e Pisa vicino», e Firenze «ha una enorme massa di turisti che andrebbe decongestionata», per cui riguardo all'aeroporto «se devo togliere pressione sulla città non posso pensare di raddoppiarlo». Mi auguro che questa non sia l'idea di sviluppo di Firenze da parte della Lega, ma solo un pensiero di un ministro senza cervello Cinque Stelle non avallato dal Governo. Altrimenti possiamo solo sperare che se ne vadano a casa il prima possibile" afferma il consigliere di Forza Italia Mario Razzanelli.
"C'è molta ignoranza nelle affermazioni del ministro, a partire dal supposto sviluppo dell'aeroporto di Pisa, com'è noto a tutti (tranne al ministro, evidentemente) impossibile per i vincoli cui è sottoposto perchè è un'aerobase militare 'prestata' al traffico civile – aggiunge Razzanelli – e si dimentica che Venezia e Bergamo fanno 6 milioni di passeggeri e Bologna punta a 8 milioni. Non accetteremo che si condanni Firenze a restare l'unica città metropolitana priva di uno scalo aeroportuale adeguato: ne va dell'economia della città, sono in ballo migliaia di posti di lavoro, svariati miliardi di euro e il futuro di una comunità".

"La nuova pista di Peretola è un'opera che i fiorentini vogliono e che serve all'economia della Toscana: solo chi non ha a cuore lo sviluppo del nostro territorio può pensare di bloccarla" afferma Rosa Maria Di Giorgi, parlamentare PD. "Siamo di fronte ad un governo che boicotta l'economia di un territorio per meri calcoli elettorali, sacrificando gli interessi dei cittadini sull'altare dell'opportunismo politico di bassa lega" dice Di Giorgi. "Chiediamo rispetto per Firenze e per la Toscana che non meritano di essere trattati in questo modo" sottolinea Di Giorgi. Conclude "tutte le istituzioni locali devono far sentire forte la propria voce: non possiamo accettare che il futuro di Firenze e della Toscana sia deciso a tavolino da persone interessate solo alla conquista ed all'occupazione del potere, in ogni modo possibile".

Redazione Nove da Firenze