Il Consorzio Chianti Classico ridurrà l’immissione di vino sfuso

Il Chianti Classico – primo in Italia – ha optato per il “blocco delle vendite” al fine di stabilizzare il prezzo del vino sfuso.

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
23 luglio 2009 12:12
Il Consorzio Chianti Classico ridurrà l’immissione di vino sfuso

Ormai da mesi si parla di crisi e dei suoi risvolti sull’economia mondiale tanto che potremmo dire che nessun settore merceologico si è dimostrato invulnerabile in un panorama di sfiducia internazionale che ha portato ad una riduzione generale dei consumi e di conseguenza degli scambi. Per il Chianti Classico, come per altre denominazioni, il calo della domanda si è riflesso anche sui prezzi delle contrattazioni del vino sfuso. Per fronteggiare questa situazione e limitare l’abbassamento delle quotazioni di mercato del Chianti Classico sfuso, salvaguardando la redditività del prodotto, il Consorzio di tutela ha optato per una misura innovativa per il comparto vinicolo italiano. In attesa di una ripresa globale dell’economia e, di conseguenza, di prezzi di mercato più remunerativi, il Consiglio di Amministrazione del Consorzio ha infatti deciso di ridurre l’immissione di Chianti Classico sfuso sul mercato già a partire dalla prossima campagna vendemmiale, avvalendosi di una misura di stabilizzazione prevista dall’articolo 67 del regolamento Ce n.

479/2008 della nuova OCM vino, il cosiddetto “blocage”. La misura, già adottata in passato da altre zone vitivinicole e in particolare dallo Champagne, prevede la regolazione dell’offerta attraverso una riduzione temporanea del prodotto di annata da immettere sul mercato, in modo da non comprometterne le quotazioni. Il confronto fra Consorzio e organi istituzionali, su questo particolare aspetto, è stato molto positivo tanto che la Regione Toscana si è dichiarata disponibile a mettere a punto in tempi rapidissimi uno strumento legislativo per l’applicazione del provvedimento. “La crisi finanziaria, unitamente al cambio euro/dollaro per noi particolarmente svantaggioso, ci ha imposto una riflessione su quali strumenti adottare per stabilizzare il mercato; – commenta il Presidente del Consorzio, Marco Pallanti – a nostro vantaggio abbiamo le ultime cinque annate, dal 2004 al 2008, che hanno regalato al Chianti Classico delle vendemmie di ottima qualità e l’andamento climatico di quest’anno ci fa prevedere anche un 2009 in linea con le annate precedenti.

Proprio per questo motivo il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Vino Chianti Classico ha deciso di non optare per una riduzione delle rese, che prevede una perdita tout court di prodotto, ma ha voluto comunque intervenire in difesa del proprio mercato.” Lo strumento del blocco delle vendite riguarderà il 20% della produzione di Chianti Classico 2009 che non potrà essere commercializzata, e quindi dovrà rimanere presso il produttore per un periodo di 24 mesi a partire dalla data della delibera regionale.

Il blocage sarà tuttavia uno strumento flessibile poiché il Consorzio, in quanto soggetto proponente, potrà in qualsiasi momento, anche prima della scadenza dei due anni, chiederne la cessazione totale e parziale. “Questa misura comporta naturalmente uno sforzo economico da parte di tutti i produttori – conclude Pallanti - sforzo che potrebbe in alcuni casi risultare particolarmente oneroso se non venisse sostenuto dall’intervento del sistema bancario a copertura della mancata liquidità derivante dall’immobilizzazione del prodotto.

Per questo motivo il Consorzio si è attivato per trovare presso i migliori istituti di credito operanti sul territorio vantaggiose forme di finanziamento al fine di sostenere i costi di stoccaggio di ciascuna azienda. A mio avviso questo rappresenta un buon esempio di come un positivo rapporto tra banche e imprese possa contribuire allo sviluppo della nostra economia, specialmente nei momenti più difficili.” Ne' piu' ne' meno di quanto avviene coi barili del petrolio: l'Opec blocca la produzione e immissione sul mercato per impedire che ci sia piu' concorrenza e il prezzo del barile scenda e, di conseguenza, scenda anche il prezzo al dettaglio dei carburanti.

In questo modo l'Opec, in stretto accordo con le multinazionali del petrolio, controlla il mercato e, vista l'importanza del petrolio, l'economia del mondo. "Il caratello del Chianti classico e' come il barile del petrolio? -commentano dall'Associazione per i diritti degli utenti e consumatori- La sottrazione di un quantitativo di Chianti classico dal mercato finale del prodotto, infatti, produrrebbe un effetto distorsivo delle dinamiche concorrenziali, consistente nell'offerta complessiva, con ovvie conseguenze sul prezzo di vendita e, pertanto, sul benessere dei consumatori.

Quindi si tratta di capire: l'art.67 del regolamento Ce 479/2008 stabilisce (punto 1) che provvedimenti del genere possono essere presi per migliorare e stabilizzare il funzionamento del mercato comune e che (punto 1/c) questi provvedimenti non devono rendere indisponibile una percentuale eccessiva del raccolto di un’annata che sarebbe altrimenti disponibile. Il 20% di blocco e' un quantitativo che viola queste norme? Il blocco e il provvedimento in se' sono comunque una turbativa di mercato? Se il Consorzio del Chianti classico agira' come annunciato, ci vedremo costretti a chiedere il conforto dell'Autorita' Antitrust".

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