Aeroporti: per lo scalo di Firenze cinque ipotesi di pista


Firenze- Sono cinque le ipotesi per la nuova pista dell'aeroporto di Firenze Peretola. Cinque soluzioni individuate da Adf.
«Nella discussione sulla nuova pista per l'aeroporto di Firenze deve esser chiara la scelta fatta a suo tempo da Giunta e Consiglio regionale: quella del Parco della Piana». Così l'assessore regionale all'urbanistica, Riccardo Conti, ieri mattina si è espresso in VI commissione del Consiglio regionale in occasione della presentazione dei progetti per la nuova pista dell'aeroporto di Peretola a cura di Adf. In attuazione del percorso approvato dal Consiglio regionale in settembre (mozione n.665) la Giunta è impegnata a promuovere, sugli studi di fattibilità che Adf sottopone alle istituzioni, un processo di governance tra gestore, sindaci interessati e categorie economiche e sociali ricorrendo alla valutazione integrata per gli aspetti urbanistici ed ambientali, ed adeguando la progettazione strategica in modo che l'area di Castello divenga la cerniera intermodale dello sviluppo infrastrutturale della Toscana centrale. «La Regione Toscana ha dato suggerimenti sullo sviluppo dei lavori, evidenziando la necessità di un city airport, nell'ambito dei 2.000 metri, proponendo soluzioni che mirano all'abbattimento del rumore, alla funzionalità e sicurezza dello scalo. Oggi la Regione - prosegue Conti - propone di iniziare un percorso di valutazione ambientale strategica sulle soluzioni presentate questa mattina. È necessario sottrarre queste decisioni al confuso conflitto politico attuale; tutte le ipotesi presentate sono da valutare dal punto di vista ambientale e territoriale, dello sviluppo economico, dell'efficacia aeronautica. Non ci sono divieti né assensi a prescindere da parte di nessuno, tanto meno della Regione che ha come priorità lo sviluppo unitario e integrato dell'area del parco della Piana: cioè la scelta di governo del territorio cruciale per il futuro dell&rsq uo;area metropolitana fiorentina, pratese e pistoiese. Il parco è il “centro” e, ad un tempo, il tessuto connettivo della metropoli, mediante una “infrastruttura verde” che ne distingue e lega le componenti urbane. E’ un’opzione che il governo regionale ha rimarcato lo scorso 29 dicembre avviando un processo di creazione sociale, cioè partecipata, del Parco, che porterà, come tappa iniziale, alla formulazione dell’accordo di pianificazione nel prossimo autunno, e che proseguirà in un processo di progettazione partecipata nel periodo successivo. E’ in tale contesto che ogni intervento infrastrutturale del parco va valutato nelle sue possibili alternative tecniche e progettuali e mediante modalità di informazione e coinvolgimento sociale analoghe a quelle che caratterizzeranno (anzi, che già stanno qualificando) la creazione del Parco». L'obiettivo è la creazione di un'area che ricorda parchi a funzionalità molteplice, in cui infrastrutture come l'aeroporto o lo stadio, possono convivere con spazi verdi, aree di pregio archeologico, servizi. Per creare il primo parco metropolitano toscano è però necessaria la massima condivisione, ha ribadito l'assessore Conti, e il massimo coinvolgimento degli enti locali insieme alle cittadinanze che essi rappresentano. L'assessore regionale all'urbanistica ha concluso il suo intervento ricordando che le cinque idee progettuali presentate oggi dovranno essere valutate nell'ambito del processo di valutazione integrata, comprendente anche la valutazione ambientale strategica, che deve accompagnare la definizione dell'accordo di pianificazione per il Parco della Piana.
“Siamo ad un giro di boa importante. Per la prima volta abbiamo sul tavolo ipotesi concrete dalle quali partire per il rilancio di Peretola e per un sistema toscano votato alla cura dell’ambiente, al rispetto delle norme di sicurezza e di salvaguardia della salute dei cittadini”. Così il presidente della commissione D’Angelis che si è detto “molto soddisfatto delle analisi illustrate da Legnaioli”.
Analisi sulle quali sia il presidente di Adf che Conti e i consiglieri regionali hanno espresso una sorta di “preferenza” per una pista allungata fino a 2mila metri, parallela al polo scientifico. “Una soluzione – ha detto – che non presenta criticità in termini di impatto ambientale e acustico (non si sorvolano aree urbane), è migliorativa rispetto all’attuale anche per voli a medio raggio”.
Soddisfatta del documento di Legnaioli, anche il capogruppo del Prc Monica Sgherri che ha riservato uno speciale plauso all’intenzione, annunciata dall’assessore Conti, di procedere alla valutazione ambientale strategica “come da noi da mesi richiesto”. “Apprezzo la sensibilità manifestata oggi” ha detto, “Magari supportiamo la Vas con uno studio urbanistico sulle barriere architettoniche e coni rumore”. Sgherri si è detta inoltre soddisfatta del fatto, così come illustrato dal presidente di Adf e presente nel suo documento, “dell’installazione delle centraline di monitoraggio del rumore”, chiedendo nel contempo di “chiarire al meglio le procedure”.
“Attualmente – ha spiegato Legnaioli – a ciascuna traccia radar di aereo in fase di decollo è collegata una centralina che ne rivela l’intensità. Siamo in grado di leggere e comunicare all’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) tutti quei tracciati che non rispettano la rotta antirumore”.
“Siamo in una fase successiva alla politica. Ora la parola sui progetti presentati deve andare agli esperti”. Così il capogruppo Udc Marco Carraresi che ha espresso soddisfazione e ha parlato di un “nuovo modo di rapportarsi con le istituzioni. Oggi assistiamo ad un diverso approccio su questioni strategiche e di rilevanza sociale enorme. Sono d’accordo per non cadere in una deriva di confusione politica. I tre assi sui quali avviare ogni ragionamento sono miglioramento delle potenzialità di Peretola, innalzamento dei livelli di sicurezza, contenimento dell’impatto ambientale”.
“Stiamo viaggiando nella giusta direzione: un aeroporto più sicuro e meno impattante”. Così Eduardo Bruno (vicepresidente Pdci) che all’ipotesi lanciata da Conti di affidare la valutazione ambientale strategica all’Università ha puntualizzato che esistono “strumenti nazionali, quale il codice dell’ambiente, che ben indicano i soggetti competenti su questa procedura”.
Di uno studio “calibrato non solo sullo scalo ma anche sull’ambiente” ha parlato il consigliere azzurro Paolo Marcheschi: “Sono soddisfatto del documento presentato, ma continuo a vedere tanta confusione e poca strategia politica”. Per Marcheschi, se è “necessario andare avanti con l’analisi delle proposte”, occorre tenere bene a mente che “in un periodo di crisi economica forte, il tempo è nemico dello sviluppo”. “Non vorrei - ha concluso - che dietro agli infiniti studi e valutazioni che si sa già diranno che la pista va orientata in modo differente, si nasconda chi ha già deciso per il no. Sarebbe utile chiarire, una volta per tutte e prima di spendere soldi pubblici in costose e lunghissime valutazioni, se per queste numerose sinistre la priorità è lo sviluppo o il parco e se basta il niet di un sindaco per bloccare una Regione intera”.
Soddisfazione è stata espressa anche dal consigliere Rosanna Pugnalini (Pd) che ha evidenziato l’importanza della “sinergia tra Firenze e Pisa, non dimenticando di fare sistema con gli altri scali toscani”.
“Ancora una volta la politica del centro sinistra fiorentino e toscano si dimostra ambigua e purtroppo sterile di risultati concreti per Firenze” è quanto dichiara il Deputato e Coordinatore fiorentino di Forza Italia – PDL Alessio Bonciani. “Oggi – prosegue Bonciani - il dibattito in Consiglio Regionale, e soprattutto le dichiarazioni dell'assessore Conti hanno dimostrato tutte le contraddizioni di chi per anni ha reso impossibile lo sviluppo infrastrutturale di Firenze e della Toscana e che oggi non ha più neanche il coraggio di affermare con chiarezza i propri NO.” “La Regione continua a barcamenarsi tra ipotetiche quanto improbabili sinergie tra Firenze e Pisa, tra definizioni di City Airport che non si capisce cosa vogliano dire ed intanto Firenze perde mercato e i voli attuali continuano ad atterrare e decollare sulla testa dei cittadini.” “Matteo Renzi, al punto 44 dei “suoi” 100 punti parla chiaramente di pista parallela, viene da chiedersi se sia davvero il candidato sindaco della coalizione di centro sinistra, soprattutto del PD, e si siano mai visti o parlati con Conti (e perché no, con Chini e Gianassi) per mettersi almeno d'accordo su cosa dire sull'aeroporto. A me pare di no!” “Siamo di fronte a cinque ipotesi di revisione del tracciato della pista e Conti non trova di meglio di fare che avviare un lungo, complesso e costoso iter di valutazioni ambientali per poi dichiarare che tra parco della piana ed aeroporto comunque la priorità resta il parco. Continuiamo pure così, almeno tra qualche anno invece che per i turisti la nostra città sarà attrattiva per rospi e ranocchi!” “Ai tecnici le valutazioni – conclude il Coordinatore – ma ai politici spettano le decisioni. Siamo in campagna elettorale, ci dicano una volta per tutte se Peretola sarà potenziato o no. E per favore, cerchino di dire tutti la stessa cosa, perché di cinque posizioni diverse – che poi si traducono in un nulla di fatto - in un raggio di alcuni chilometri in linea d'aria proprio non ne possiamo più!”
“Sulla questione aeroporto sarà opportuno fare chiarezza il prima possibile anche alla luce di quanto emerso oggi dalla Commissione Ambiente e Territorio della Regione Toscana”. Così il Consigliere Provinciale di An verso il Pdl Piergiuseppe Massai. “Bisogna riconoscere che comunque nell’occasione di oggi per la prima volta si è ragionato su ipotesi concrete, e cioè quelle cinque presentate da AdF. Rimane però il dato incontrovertibile che circa queste ipotesi c’è già stato il duro e deciso “niet” dei sindaci di Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Calenzano e Signa. Ed alle pregiudiziali ideologiche dei Sindaci della Piana si aggiungono le contraddizioni del candidato sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che dopo aver inserito tra i suoi cento punti l’ampliamento e lo sviluppo dell’aeroporto, fa approvare dalla Giunta Provinciale, di cui è Presidente, la perimetrazione dei “Boschi della Piana”, i “30 ettari di alberi che sono esattamente lì dove dovrebbe andare la pista. Non vorremmo che, ancora una volta, in questa totale confusione ed in assenza di un minimo di onestà intellettuale e politica, si stesse facendo il gioco delle tre carte sull’Amerigo Vespucci e questo a discapito soprattutto della città e della Provincia”.
Turismo e ticket per i pullman: “serve un tavolo di concertazione tra Comuni e Regione per rendere più equi gli oneri legati alla fruizione delle nostre città”. Lo ha sostenuto Enzo Brogi, consigliere regionale del Pd, che oggi ha portato sul tavolo della commissione cultura e turismo di Palazzo Panciatichi la situazione di grave difficoltà che lamentano le imprese di noleggio autobus turistici nelle principali città della nostra regione, alla presenza dell’assessore regionale Paolo Cocchi. «La grave crisi economica che sta coinvolgendo pesantemente anche il settore turistico, fonte indiscussa di reddito e leva fondamentale dell’economia toscana – ha spiegato Brogi in commissione – deve trovarci attenti verso il problema posto dagli autonoleggiatori. Per motivi economici e per motivi di equità sociale. Nonostante la crisi, molti dei Comuni e delle città italiane e toscane, dove già si provvedeva a pagare un elevato ticket di ingresso per gli autobus turistici, hanno apportato nel 2009, degli incrementi pesantissimi che sfiorano in qualche caso il 400%. Molti dei nostri siti sono patrimonio mondiale dell'Unesco e vanno ancor più preservati – ha aggiunto Brogi – ma nel contempo devono essere usufruibili e godibili da tutti ed alle stesse condizioni. Perché chi arriva in bus, e spesso sono giovani o turisti con medio basso reddito – ha chiesto il consigliere – deve pagare una gabella e chi arriva in jet privato, in limousine o in Suv non paga niente? C’è il rischio di estromettere dal mercato un’intera categoria di imprese – ha proseguito Brogi – perché l’aumento dei ticket a molte città d’arte finiscono per diventare non più sostenibili, con la conseguenza che i Tours Operators potrebbero ridurre l’offerta “Toscana” in favore di altre località meno care. La progressiva diminuzione dei turisti in città, inoltre, sembra assestare un colpo duro anche alla categoria delle guide turistiche che nei giorni scorsi ha affiancato a Firenze la manifestazione di “Noleggiatoritaliani”. Quindi – ha concluso Brogi - auspico che la Regione, fortemente impegnata in azioni di sostegno al turismo, promuova urgentemente un tavolo di concertazione con tutti i comuni toscani interessati per individuare linee di intervento, nel rispetto delle note difficoltà di bilancio delle amministrazioni locali, anche attraverso più equi criteri di ripartizione degli oneri legati alla fruizione, da parte dei turisti, del patrimonio artistico e culturale delle nostre città».
Sarà realizzato un nuovo parcheggio nella zona di Peretola per favorire l'interscambio tra i veicoli privati e i mezzi del trasporto pubblico, in primis il tram. È quanto ha deciso ieri la giunta comunale approvando, su proposta del vicesindaco Giuseppe Matulli, la delibera che contestualmente dà il via libera al progetto di fattibilità dell'opera e alla richiesta di finanziamento alla Regione Toscana. Duplice l'obiettivo del progetto: da un lato incentivare l'uso del trasporto pubblico per gli spostamenti verso il centro da parte, principalmente, dei pendolari che ogni giorno arrivano a Firenze dalla direttrice nord ovest (Autostrada Firenze-Mare, viadotto all'Indiano, viale XI Agosto); dall'altro servire da nodo di interscambio con la linea 2 della tramvia e, a seguito della prevista realizzazione di nuove fermate della linea Rifredi-Osmannoro-Campi Bisenzio con il servizio ferroviario metropolitano. Per il progetto si prevede un costo complessivo di 2 milioni e mezzo di euro di cui il 60% verrà chiesto alla Regione nell'ambito dei finanziamenti per lo sviluppo e il completamento di interventi previsti nei Piani urbani della mobilità in attuazione del Piano regionale della mobilità e della logistica, pari a un milione e mezzo di euro. Il resto, se il finanziamento regionale sarà assegnato, verrà coperto da risorse comunali. Il piano regionale prevede anche una precisa tempistica: il Comune dovrà dare inizio ai lavori entro 18 mesi dall'assegnazione dei fondi e concluderli entro 24 mesi dal loro avvio.

Redazione Nove da Firenze