Banca Toscana: condannata al reintegro di un ex dirigente


4/12/2008- Si è conclusa questa mattina la vertenza che ha visto opposti dinanzi al Tribunale di Firenze, sezione Lavoro, Banca Toscana e un Suo dirigente Andrea Pastacaldi.
La causa era stata promossa dal dirigente il quale assumeva l’illegittimità del proprio licenziamento intervenuto nell’ottobre 2006, in quanto irrogato dalla Banca senza motivo ovvero per ragioni discriminatorie legate, in particolare, all’età. Il Tribunale, nella persona del Giudice dottoressa Nicoletta Taiti, in accoglimento totale della domanda formulata Pastacaldi ha ordinato a Banca Toscana la reintegra di quest’ ultimo nel posto i lavoro con le mansioni precedentemente svolte, con condanna della banca stessa al pagamento di tutte le retribuzioni maturate con interessi e rivalutazione, oltre al pagamento delle spese legali. “Siamo soddisfatti dell’esito di questa sentenza - dichiara Roberto De Santis, Presidente dell’Associazione Progetto Quadri della Cisl di cui Pastacaldi è vicepresidente - ed in attesa di leggere con attenzione il dispositivo emesso del giudice del Tribunale di Firenze riteniamo che quanto deciso sia la conferma del fatto che figure professionali come i quadri e i dirigenti convenzionali debbano essere regolati all’interno di una contrattazione collettiva, comprese le modalità di licenziamento”.
Ampia soddisfazione hanno anche espresso i Legali del Pastacaldi, gli avvocati Maurizio Bellucci, Fabrizio Mastrangeli e Carlo Ambrogi i quali, riservando ogni commento all’esito del deposito delle motivazioni, hanno comunque sottolineato l’importanza della pronuncia nel contesto delle dinamiche che regolano i rapporti tra le grandi Aziende e i dirigenti non apicali e ancor più delle dinamiche relative all’ “espulsione” dal mondo del lavoro di lavoratori (a prescindere dall’inquadramento e dalle necessità) in ragione dell’età.

Redazione Nove da Firenze