Restaurato l'obelisco di Piazza dell’Unità d’Italia

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
10 ottobre 2008 15:31
Restaurato l'obelisco di Piazza dell’Unità d’Italia

A pochi giorni dalla presentazione dell’importante progetto di restauro delle statue del David ed Ercole e Caco di Piazza della Signoria, “restArte – Fondazione per i Beni Culturali” restituisce alla città un nuovo monumento. Si tratta dell’Obelisco ai Caduti delle tre Guerre d’Indipendenza che dal 1882 (da subito fu battezzata dai fiorentini ‘la voglia dell’obelisco’) si trova in Piazza dell’Unità d’Italia, fino ad allora Piazza Vecchia di S. Maria Novella . Il classico lenzuolo bianco è stato tolto dall’Assessore alla Cultura del comune di Firenze, Eugenio Giani: ‘L’amministrazione – cadetto l’assessore - da tempo aveva pianificato questo restauro ma non c’erano fondi.

Ringrazio la Fondazione restArte per averla realizzata attraverso la logica dei pannelli pubblicitari. Una soluzione funzionale e tollerabile per la città. Questo è un obelisco importante per ciò che simboleggia. In previsione dei festeggiamenti per i centocinquanta anni dall’insediamento del governo provvisorio risorgimentale e la cacciata dei Lorena dalla città’. L’esecuzione del restauro del monumento, opera di Giovanni Pini, è stato possibile grazie alle sponsorizzazioni che hanno potuto usufruire di spazi pubblicitari sui teli che coprivano il cantiere.

La modalità che restArte ha messo a punto per questo, come per altri progetti, è sempre quella di una operazione di marketing semplice ed efficace nel quale lo sponsor ottiene la pubblicizzazione della propria immagine, garantendo il completamento del restauro, e la comunità ne trae un vantaggio economico e patrimoniale, a costo zero per l’amministrazione. restArte sta progettando un piano per coinvolgere la città e il mondo dell’imprenditoria locale, nazionale ed internazionale in un progetto di ampio raggio per il restauro, la tutela e la valorizzazione dei principali monumenti di Firenze sempre nell’ottica della sua filosofia di azione, che vedrà la luce nel prossimo futuro.

Ed intanto è partita la campagna di adesione alla stessa, aperta a tutti quelli che amano Firenze: ‘Siamo lieti di poter restituire alla città e ai fiorentini – ha detto Gregorio Salimbeni, presidente della Fondazione – un suo monumento. Presto verranno altre cerimonie come questa, nella speranza che diventi una felice abitudine in una città che vive di immagine come questa. Non dipende solo da noi ma anche dalla risposta che la società civile continuerà a darci. L’attività della fondazione è in pieno fermento e le servirebbe uno spazio maggiore per accogliere i collaboratori che si sono resi disponibili.

Una sede storica sarebbe l’ideale’. Il restauro dell’Obelisco, alto circa 15 metri, è durato poco più di un anno ed è stato operato dalla Meridiana Restauri. Si era reso necessario per il deterioramento fisico e chimico dei materiali lapidei. L’operazione si è articolato in vari step: innanzitutto la spolveratura della superficie cui è seguito il trattamento con biocidi e l’asportazione dei residui secchi. Successivamente è avvenuta la fase di pulitura, lavaggio, consolidamento del materiale lapideo più la stuccatura e infine la protezione, sia della superficie sia degli elementi bronzei.

Una curiosità storica: prima dell’obelisco, al suo posto dal 1799 al 1814, in piena epoca napoleonica, vi era il palco della ghigliottina chiamata dai fiorentini ‘la vedova’.

Notizie correlate
Collegamenti
In evidenza