Piano paesaggistico regionale: oggi a Firenze un incontro per discutere delle prospettive

Redazione Nove da Firenze
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03 dicembre 2007 14:26
Piano paesaggistico regionale: oggi a Firenze un incontro per discutere delle prospettive

Firenze, 3 dicembre 2007 - Dopo il Piano di Indirizzo territoriale, la Regione Toscana sta lavorando alla sua integrazione e implementazione tramite un Piano Paesaggistico regionale, attuato d’intesa con il Ministero dei Beni e delle Attività culturali che richiede un forte contributo da parte degli enti locali. In questa importante prospettiva di svolta, che auspica il superamento dell’attuale regime vincolistico, si è tenuto questa mattina a Firenze un incontro a cui hanno partecipato, oltre alla Regione e al Ministero, rappresentanti di Anci, Uncem e Upi, per definire insieme un piano di lavoro condiviso.
Mauro Tarchi, Sindaco di San Giovanni Valdarno, ha portato il suo punto di vista come Responsabile Governo del Territorio di Anci Toscana.

“Dobbiamo smentire un’idea parzialmente falsa e offensiva della realtà, che indica gli amministratori quali soggetti inaffidabili, pronti a sperperare il patrimonio, favoriti in questo da un eccessivo livello di autonomia. E la Toscana viene ultimamente additata in maniera eccessiva per “offese” al paesaggio, quando ben altri sono i casi preoccupanti. Per questo attendiamo dalla Regione una risposta politica forte anche nei rapporti con lo Stato e nella scelta di definizione dei vincoli paesaggistici.” Secondo il Sindaco non bisogna inserire infatti nuovi elementi di gerarchia che servano solo a limitare senza aumentare i livelli di tutela.

“Per questo chiediamo di essere protagonisti e attori nella stesura del Piano Paesaggistico, perché le scelte sul territorio devono essere condivise con i comuni, e non imposte dall’alto, per riuscire ad avere successo. Dobbiamo rivendicare con forza – ha detto Tarchi - il grande lavoro di valorizzazione del patrimonio urbanistico e culturale portato avanti dai comuni in questi anni: il paesaggio toscano si deve ai comuni e su questo non si può discutere.”
“Noi per primi lamentiamo da tempo – ha detto il Direttore della Direzione Regionale per i Beni culturali e paesaggistici toscani, Mario Augusto Lolli Ghetti, intervenendo al dibattito – strumenti limitati e inadeguati, come ad esempio il tanto temuto “annullamento”, che faceva intervenire lo Stato quando il gioco era ormai stato fatto, comportando uno spreco di tempo e denaro inestimabile.

Il nuovo Codice dei Beni Culturali ha recepito queste istanze amplificando la stessa definizione di paesaggio e si è arrivati alla definizione di piani che comprendano la totalità del territorio e permettono di intervenire a monte. La nostra Regione si è attivata velocemente in questo senso venendo incontro a questi obiettivi, ed ora dobbiamo lavorare insieme, anche a favore di una programmazione più condivisa fra le diverse Soprintendenze.” Marco Gamberini, dirigente del settore indirizzi per il governo del territorio della Regione, ha illustrato le linee di azione regionali: “Con il P.I.T.

è stato fatto un notevole passo avanti rispetto al passato cercando di attivare un rapporto con le istituzioni territoriali tramite un percorso di partecipazione che ha messo a sistema e concertato un patrimonio di indicazioni, vincoli, saperi. Questo ha permesso un approfondimento che ha aggiunto valore al piano, permettendo di correggere gli errori del passato, insistendo sul miglioramento dell’ordinario, non solo delle eccellenze, come ad esempio le periferie delle nostre città.”
Per evidenziare le criticità dei vari territori nel P.I.T.

sono state previste 38 schede territoriali che, superando l’ottica analitica sostituisce la classificazione tipologica con una visione sistemica più globale. “Per quanto riguarda il paesaggio in particolare – ha detto Gamberini - ogni scheda contiene una descrizione degli elementi identitari e strutturali dei territori e indica gli elementi di valore presenti - che possono essere naturali, storico-culturali o estetico percettivi - per cui è necessario attuare tutela e valorizzazione. Ora si apre un lavoro pratico, concreto, in cui si deve dare riconoscibilità condivisa agli elementi contenuti nelle schede, aprendo il dibattito nei tavoli di concertazione.”
La Regione dichiara apertamente una volontà di porsi in termini di sussidiarietà in materia, secondo un principio di responsabilità ampiamente condiviso anche dal Presidente di Anci Toscana, Paolo Fontanelli.

“La nostra regione ha bisogno di tenere insieme tutela e sviluppo, e per farlo ha bisogno che siano riconosciute al sistema degli enti locali maggiore attenzione e sensibilità – ha detto il Sindaco di Pisa - perchè in questi anni, seppur con luci e ombre, sono i soggetti che hanno investito più di altri in termini di impegno e risorse, si pensi ad esempio al recupero dei nostri borghi, fronteggiando situazioni di abbandono e deterioramento. Grazie al clima che si respira nell’opinione pubblica, ci confrontiamo ogni giorno con una forte insofferenza dei cittadini alle regole, che diventa una miscela pericolosissima quando si scontra con il peso di processi burocratici che creano difficoltà notevoli ed evidenti.

Per questo – ha concluso - serve un quadro di responsabilità condivisa e non un ritorno a forme centralistiche che servono solo ad affermare per ulteriori vincoli: non ne abbiamo bisogno per tutelare e conservare in maniera efficace il nostro paesaggio.”

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