Via libera alla caccia allo storno


Firenze – La caccia allo storno sarà consentita fino al 31 dicembre 2007, con un limite massimo per ogni cacciatore di venti capi giornalieri e cento capi complessivi. Il prelievo, esclusivamente da appostamento, non è consentito nelle superfici boscate. E’ quanto prevede la legge sul prelievo venatorio in deroga, approvata ieri dal Consiglio regionale. Hanno votato contro i gruppi Verdi e Sinistra democratica. "Nel solco del provvedimento dell’anno scorso – ha dichiarato il presidente della commissione Agricoltura, Marco Remaschi (Pd) - la caccia allo storno viene disciplinata in un’ottica di rispetto e salvaguardia delle produzioni agricole di qualità della Toscana e nella considerazione che ci troviamo di fronte ad una specie in forte proliferazione e tutt’altro che a rischio".
Remaschi, dopo aver sottolineato i molti emendamenti introdotti nella proposta di legge originaria presentata da Piero Pizzi (FI), ha sottolineato la necessità che il legislatore nazionale inserisca la specie nell’elenco di quelle cacciabili. Soddisfatto anche Piero Pizzi, che però ha presentato un ulteriore emendamento, poi respinto, per utilizzare gli storni da allevamento come richiami.
Negativo il giudizio di Mario Lupi, capogruppo dei Verdi. "Siamo di fronte d una scorretta applicazione del regime di deroga – ha detto - che ha già portato molte Regioni a subire procedure di infrazione da parte dell’Unione europea, con costi a carico dei cittadini".
"Il passo fondamentale, per evitare di dover ricorrere ogni anno alla deroga – ha affermato Roberto Benedetti (An) - è l’inserimento dello storno tra le specie cacciabili". Una valutazione condivisa anche dall’assessore all’agricoltura Susanna Cenni, che ha assicurato l’impegno della Giunta in questo senso anche verso il Governo. "Occorre un quadro normativo certo - ha dichiarato – La legge non fa altro che prolungare di venti giorni quanto già deciso con una delibera di Giunta".
“E' una legge praticamente identica a quella che la Regione Liguria approvò un anno fa e che valse il deferimento dell'Italia alla Corte di Giustizia Europea – dichiara Massimo Vitturi, responsabile del settore caccia e fauna selvatica della LAV – ora si ripropone lo stesso copione. La Regione Toscana, con la scusa dei danni all'agricoltura, ha voluto fare un favore alle frange più estremiste del mondo venatorio, senza rendersi neppure conto delle gravissime conseguenze, anche di natura economica, che ricadranno su tutti i cittadini italiani!" La legge appena approvata, contiene numerosi profili di violazione delle norme europee e nazionali. Ad esempio prevede l'abbattimento di un numero di storni di ben 5 volte superiore a quello che la Commissione Europea giudicò “troppo elevato” per la Liguria e che valse l'incriminazione dell'Italia. Inoltre non prende neppure in considerazione il ricorso ad altre misure, alternative all'abbattimento, come imposto invece dalla direttiva europea e dalla legge italiana. Ma l'aspetto più scandaloso è che la legge, pur dichiarando di voler salvaguardare le produzioni agricole, non menziona mai i danni che sarebbero stati patiti dalle coltivazioni che si vorrebbero tutelare. La LAV ha già provveduto a coinvolgere il Governo nazionale chiedendo di depositare il ricorso per questione di legittimità costituzionale della legge toscana ammazza-storni, come già fatto l'anno scorso per la legge ligure. A breve l'associazione invierà anche una richiesta urgente di intervento del Commissario Europeo all'Ambiente. "E' inaccettabile che le regioni gestiscano la fauna selvatica al solo scopo di soddisfare gli appetiti dei cacciatori più estremisti – conclude Vitturi – la Toscana è solo l'ultima, in ordine di tempo, delle tante regioni italiane che, con la scusa dei danni prodotti all'agricoltura, approfittano delle deroghe, al solo scopo di favorire i cacciatori e consentire loro di abbattere animali protetti in tutta Europa.”

Redazione Nove da Firenze