Nencini riconfermato presidente del Consiglio regionale della Toscana. Starnini e Pollina vicepresidenti


Firenze – Il presidente uscente del Consiglio regionale della Toscana, Riccardo Nencini, è stato riconfermato alla presidenza dell’assemblea. Su 62 presenti e 62 votanti, sono stati 59 i voti per Nencini, mentre si sono registrati un voto per Alberto Monaci, attuale capogruppo del PD, e due schede bianche. Nencini è stato eletto quindi direttamente al primo scrutinio, che richiede la maggioranza dei tre quarti dell’assemblea. Nencini, esponente dello Sdi, guida il Consiglio regionale della Toscana dal 2000.
Durante le operazioni di voto, i lavori sono stati affidati al consigliere più anziano, Virgilio Luvisotti (Alleanza federalista), assistito dai due consiglieri più giovani, Diego Ciulli e Caterina Bini (entrambi PD), in veste di segretari. Il Consiglio regionale ha eletto alla vicepresidenza Alessandro Starnini (Pd), confermato, e Angelo Pollina (Fi). Su 62 presenti (2 gli assenti), 62 votanti: 32 le preferenze espresse per Starnini, 14 per Pollina; ha ottenuto 13 voti la consigliera Giuliana Loris Baudone (An); una scheda bianca, 2 schede nulle. Angelo Pollina subentra a Paolo Bartolozzi (Fi). La candidatura di Alessandro Starnini è stata espressa da tutta la maggioranza; il gruppo di Forza Italia ha avanzato la candidatura di Pollina; il gruppo di Alleanza Nazionale ha invece espresso la candidatura Baudone. Le consigliere Bruna Giovannini (Sd) e Giuliana Baudone (An) sono i due nuovi segretari questori del Consiglio regionale della Toscana. L’elezione a scrutinio segreto per appello nominale ha fatto registrare 29 voti per Giovannini e 19 voti per Baudone, 11 le schede bianche. Nella votazione per gli altri due consiglieri segretari sono invece risultati eletti Gianluca Parrini (Pd) con 36 voti e Giuseppe Del Carlo (Udc) con 15, 7 le schede bianche. Per questi ultimi si tratta di una conferma, come pure per Giuliana Baudone. Bruna Giovannini, invece, entra per la prima volta in Ufficio di presidenza. In apertura del dibattito il presidente di Forza Italia, Maurizio Dinelli, ha dichiarato di non voler presentare alcuna candidatura contrapposta a quella di Baudone, che era stata avanzata da Alleanza nazionale. “Lavoriamo da subito – ha affermato – per una ricomposizione, che è nell’interesse degli elettori del centro-destra”. “L’Ufficio di presidenza – ha aggiunto - è stato utilizzato per sistemare i rapporti nella maggioranza”. Maurizio Bianconi, capogruppo di An, ha replicato che, con la candidatura di Bandone, il gruppo “ha voluto ribadire la solidarietà della coalizione”. “Non accettiamo e non diamo lezioni – ha aggiunto – né in privato, né in questa aula”.
E’ stato Alberto Monaci, capogruppo del PD, a dare il via al dibattito in Aula, per l’elezione di Presidente e Ufficio di presidenza, dopo la scadenza dei trenta mesi prevista dallo Statuto. “A nome del Partito democratico – ha detto Monaci - vorrei ringraziare il Presidente uscente e tutto l’Ufficio di presidenza per il lavoro svolto finora. Riteniamo inoltre di riproporre il nome del presidente Nencini, sul quale auspichiamo convergano tutti i gruppi consiliari, di maggioranza e opposizione, fermo restando naturalmente la libertà di ogni forza politica”.
“Alleanza nazionale, insieme agli altri gruppi di opposizione, avrebbe voluto proporre essa stessa il nome del presidente Nencini – ha affermato il presidente di AN, Maurizio Bianconi - Per incomprensioni con la maggioranza, ciò non è stato possibile. Nencini è stato in questi anni un presidente di garanzia per tutti: auspichiamo che lo sia ancora di più in futuro, specie per il nostro gruppo, che rischia di non avere rappresentanti nell’Ufficio di presidenza”.
“Del presidente Nencini, abbiamo avuto modo di apprezzare in questi anni l’equilibrio, la correttezza, l’impegno – ha aggiunto Marco Carraresi, capogruppo dell’Udc – Ci sentiamo quindi di riconfermare il nostro voto favorevole, certi che un’ampia condivisione del suo nome contribuisca a rafforzare le garanzie ed il ruolo di questo Consiglio regionale”. Simili le parole di Jacopo Ferri (Alleanza federalista), che ha annunciato un voto favorevole “con la certezza che il presidente saprà proseguire il lavoro ottimamente svolto fino ad ora”.
“La condivisione del nome di Riccardo Nencini, non fa dimenticare a Forza Italia la situazione particolare nella quale ci troviamo – ha detto Maurizio Dinelli, capogruppo azzurro - La maggioranza in questo Consiglio supera oggi i due terzi, nonostante Statuto e legge elettorale lo impediscano. Si tratta di un vulnus gravissimo, inferto non tanto alla minoranza, quanto all’Aula. Ma volutamente, non contrapponiamo altre candidature a quella del presidente Nencini; lo facciamo guardando al futuro: affidiamo a lui quel ruolo di garanzia che i numeri ci impediscono in questa situazione di esercitare”.
Parole di apprezzamento per il presidente sono venute anche da Luciano Ghelli (presidente dei Comunisti italiani), che ha chiesto a Nencini di “essere garante di tutti i gruppi, di chi ha votato lo Statuto e di chi non lo ha votato, dei gruppi più numerosi come di quelli più piccoli”, ed ha sottolineato con preoccupazione che “ci sono in questo Consiglio tentazioni maggioritarie che vedono con sempre più fastidio il ruolo dei partiti minori”. Per Alessia Petraglia (SD), che ha confermato il voto per il presidente uscente, “Nencini ha svolto in questi anni un ruolo non facile di garanzia per tutti i consiglieri e tutte le forze politiche, per il rispetto delle regole e per l’applicazione del nuovo Statuto”; la consigliera inoltre ha dichiarato di apprezzare l’impegno del presidente per la democrazia paritaria, per l’apertura del palazzo ai cittadini, per l’affermazione di un ruolo nuovo dell’assemblea toscana anche nei confronti delle altre regioni italiane ed europee.
“Apprezzamento sincero e voto positivo” anche da parte di Mario Lupi, presidente dei Verdi, per il quale le dichiarazioni di voto della giornata odierna, “che non erano per nulla scontate, testimoniano dell’impegno e delle capacità del presidente uscente, che ha saputo essere super partes e lavorare con il rispetto di tutte le forze politiche”. Medesimo il giudizio da parte di Monica Sgherri (presidente di Rifondazione comunista). “Nella seduta di insediamento – ha ricordato - I nuovi eletti di Rifondazione comunista votarono a favore del presidente Nencini, con l’auspicio e la sicurezza che avrebbe ben svolto il suo ruolo. Oggi possiamo dire che la fiducia era ben riposta; riconfermiamo quindi il nostro voto”. E’ stato Pieraldo Ciucchi, capogruppo dello Sdi, la forza politica alla quale appartiene il presidente Nencini, a chiudere il dibattito. “Non possiamo non registrare con soddisfazione questo risultato – ha affermato – Il presidente Nencini in questi anni ha dato ampia dimostrazione di doti di equilibrio. Continuerà a rimanere distinto e distante dal proprio gruppo di appartenenza, per interpretare al meglio le sue funzioni di rappresentanza e di garanzia in questa assemblea”.
Il primo adempimento riguarda le leggi attuative dello Statuto, per dare sostanza a partecipazione, nuovo regolamento del Consiglio regionale; potenziamento delle funzioni di indirizzo politico dell’assemblea; verifica sull’efficacia delle decisioni assunte; autonomia del Consiglio regionale e legge sulle nomine. Sono alcuni dei punti che Riccardo Nencini, confermato presidente del Consiglio regionale, ha indicato in apertura del suo intervento. Fronti di azione propri dell’assemblea che “ha dinanzi un lavoro che l’aspetta e un programma per questo”. Il presidente ha sottolineato la necessità di un nuovo passo, che non disperda “L’autorevolezza di questa Istituzione anche nella dimensione internazionale” – e specificamente in sede Ue - ma che al tempo stesso consegua alcuni risultati, tra i quali “ rendere i lavori più snelli, far conoscere meglio ciò che questo Consiglio fa, ampliare le forme di partecipazione e dare un orizzonte ai parlamenti regionali”.
Nencini, nel suo primo intervento in aula dopo l’elezione, ha indicato la necessità di “portare a compimento il lavoro di questi anni”, di “dare e rispettare scadenze” che non sono solo quello del 2010 ma anche quelle della primavera del 2008. “Occorre attuare il mandato ricevuto con la mozione approvata nel giugno scorso: e quindi procedere alla riduzione degli eletti e dei membri del governo regionale; ridurre gli enti e ridefinire la loro struttura e il loro indirizzo”. Obiettivi che sottolinea Nencini sono da conseguire “d’accordo con i presidente Martini e la Giunta, in una situazione nella quale un certo equilibrio tra governo e parlamento c’è sempre stato, e il presidente della Giunta non ha mai fatto invasioni di campo”. Il presidente conferma poi l’impegno “nel contenimento dei costi nelle istituzioni”, alla luce di un bilancio “improntato alla sobrietà”, di cui ha fornito le cifre in aula: “Nel 2008 è previsto un calo di costi del 3,5 per cento rispetto al 2007; nel 2007 lo 0,9 per cento in meno rispetto al 2006, nel 2006 l’1,0 per cento in più rispetto al 2005”. Un dato che si conferma anche nei numeri degli avanzi di amministrazione: 3.302.296 euro nel 2003; 3.736.745 euro nel 2004; 3.532.924 euro nel 2005; 3.839.086 euro nel 2006 e circa 2.868.000 euro per il 2007. Numeri che si accompagnano all’azione per il contenimento delle articolazioni istituzionali interne: “pochi gruppi e poche commissioni”.
A fronte di ciò Nencini ha ricordato all’assemblea il Rapporto Nazionale sulla legislatura 2005, che ha segnalato il Consiglio regionale della Toscana per i migliori progetti esterni; la scelta di acquistare le sedi per i Palazzi istituzionali, “con un forte risparmio sugli affitti”. E anche il fatto che in Toscana “abbiamo le indennità più basse d’Italia, tanto che quando abbiamo proposto a livello nazionale di unificare quelle delle altre regioni alla nostra, questa proposta è stata rifiutata”.
Nencini, ha proseguito indicando complessivamente gli obiettivi da perseguire nel secondo scorcio di legislatura. Tra questi gli adempimenti statutari, una maggiore efficienza nell’organizzazione dei lavori del Consiglio, ma anche gli ampliamenti sul fronte della partecipazione, l’attenzione mirata nel campo dell’identità toscana e l’informazione ai cittadini “sulle cose fatte, e non sulle persone”. In particolare, Nencini ha chiarito che “occorre rafforzare il Corecom e il Difensore Civico, perché sono le due articolazioni che curano i diritti dei cittadini”; in questa stessa chiave, serve “dare più forza al protocollo sulla parità di genere, rivedere il Consiglio delle Autonomie e rafforzare le commissioni permanenti”. Il presidente del Consiglio ha invocato “ più spazio per i collegamenti con la società toscana”, indicando l’opportunità che “il Parlamento degli studenti sia eletto direttamente”.
L’ultima parte dell’intervento del presidente, è stata quindi dedicata alle ulteriori necessità per l’assemblea. “Per adempiere la nostra missione – ha detto Nencini – occorrono regole del gioco condivise e fissate coralmente, e una forte etica istituzionale”. Da qui l’esigenza di organi di controllo che siano governati dall’opposizione - “condivido la proposta della maggioranza in questo senso”, ha detto Nencini -, ma anche della “conferma di un corretto equilibrio tra Governo e Assemblea”, e di “un presidente del Consiglio e un Ufficio di presidenza super partes”.
Infine i ringraziamenti ad un’assemblea che gli ha espresso negli interventi dei suoi capigruppo apprezzamento e riconoscimento per il lavoro svolto. “Ho il privilegio di guidare questa assemblea, per il quale ringrazio tutto il Consiglio regionale, la maggioranza, quanti dell’opposizione hanno condiviso e quanti hanno fatto scelte diverse”.
"Le votazioni di oggi devono essere analizzate con attenzione. Ci sono numeri che dimostrano passaggi trasversali tra maggioranza e opposizione. Per questo mi riservo di intervenire su questi punti dopo un'attenta riflessione. Mi limito solo a ricordare ai rappresentanti in Regione della Cdl di raccogliere l'invito dei nostri elettori. Costoro, e sono sempre di più, ci chiedono la massima unità e di contrapporre le nostre idee e i nostri programmi alla sciagurata politica dell'Unione. Forza Italia continuerà a fare opposizione alla sinistra e alla Giunta Martini che è quella della tessera sanitaria i clandestini, dei manifesti con il neonato "omosessuale", del no alle infrastrutture del si a nuove imposte e tasse. Gli elettori chiedono agli esponenti della Casa delle Libertà di mantenere la coesione degli ultimi mesi".

Redazione Nove da Firenze