Sant’Anna di Stazzema: manifestazioni italo - tedesche per l’inaugurazione dell’Organo della Pace
42 lettere inedite della famiglia di Carlo e Nello Rosselli

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
20 luglio 2007 14:29
Sant’Anna di Stazzema: manifestazioni italo - tedesche  per l’inaugurazione dell’Organo della Pace<BR>42 lettere inedite della famiglia di Carlo e Nello Rosselli

Firenze, 20 luglio 2007 - Nella piccola chiesa di Sant’Anna di Stazzema, dal 29 luglio 2007, per la prima volta dopo 63 anni, tornano a suonare le note di un organo. Quello preesistente fu distrutto, a scariche di mitra, durante la strage nazista del 12 agosto 1944 e non fu più sostituito. Il dono del nuovo organo è il frutto della sensibilità e dell’impegno di due musicisti tedeschi di Essen, i coniugi Maren e Horst Westermann i quali, da un lustro, raccolgono fondi in Germania e in Italia organizzando concerti espressamente finalizzati a questo scopo.

In occasione del 70° anniversario dell'uccisione di Carlo e Nello Rosselli, avvenuta il 9 luglio 1937 a Bagnoles-de-l'Orne dalla Cagoule su mandato di Benito Mussolini, di suo genero Galeazzo Ciano e di alcuni ufficiali del SIM (Servizio Informazioni Militari), è disponibile da martedì prossimo in libreria il volume Una famiglia nella lotta.

Carlo, Nello, Amelia e Marion Rosselli: dalle carte dell'archivio dell'Istituto Storico della Resistenza in Toscana (ed. Polistampa, pp. 148, euro 14). L'autore, Paolo Bagnoli, docente della Bocconi e uno fra i maggiori studiosi del pensiero politico di Carlo Rosselli, ha raccolto numerosi documenti inediti presso l'Istituto Storico della Resistenza in Toscana, depositario delle carte della rivista «Giustizia e Libertà» (attiva tra il 1932 e il 1935) e di altri documenti donati dalla famiglia Rosselli.

Questo volume, con presentazione di Ivan Tognarini, prefazione di Zeffiro Ciuffoletti e una nota di Mirco Bianchi, rappresenta il contributo documentario più nuovo e originale sul movimento politico di Giustizia e Libertà, fondato nel 1929 a Parigi da Carlo Rosselli, e sulla vicenda familiare di quest'ultimo. Tra le 42 lettere pubblicate, fino a oggi tutte assolutamente inedite, molte non erano mai state studiate prima e alcune, come quelle di Nello alla moglie di Carlo, Marion, erano del tutto ignote.
Il libro è organizzato in tre sezioni: la prima approfondisce il tema dell'antifascismo rivoluzionario e della guerra civile spagnola, cui Carlo partecipò.

Sono pubblicate 7 lettere dattiloscritte che egli scrisse tra il settembre e il dicembre del '36. Tra queste spiccano le importanti missive inedite a Gioacchino Dolci che offrono ulteriori elementi di approfondimento della fase successiva della vita di GL e della ricerca di una nuova intesa fra le forze antifasciste, in seguito anche all'evoluzione della situazione internazionale e della politica di intervento militare del fascismo in Spagna e in Etiopia. Ma è la seconda sezione la più interessante, anche per il fatto che raccoglie materiale fino a oggi totalmente sconosciuto, come le lettere di Nello e di sua madre Amelia a Marion Cave Rosselli.

Sono da sottolineare la straordinaria sensibilità, la serena maturità, l'umanità e il valore morale e vitale di Nello, sempre pronto ad affrontare le difficoltà e i disagi esistenziali di una famiglia divisa dal destino e dalla crudeltà della politica, ma unita nel profondo dei sentimenti. Ma è soprattutto la forza di Amelia, dopo la morte dei figli Aldo (1916), Carlo e Nello (1937) che impedisce alla famiglia di crollare.
La sezione terza riguarda una serie di scritti di Marion che mostrano sì il suo turbamento esistenziale, ma anche la sua determinazione nel difendere l'eredità del sacrificio dei Rosselli per la causa della libertà.

"Italiani, è questo che vorrebbe Carlo Rosselli, se il pugnale fascista non gli avesse spezzata la voce in gola - scrive nel 1942, a 5 anni dalla morte del marito -. Buttare giù le forze di oppressione nel mondo, siano esse nostrane o estere, essere liberi cittadini di un libero stato. E dare a quest'opera il meglio di noi stessi tutto di noi, fino al sacrificio, se necessario, della vita. Predicare un esempio, essere sempre ciascuno di noi il primo a dare, a fare. Così fece sempre Carlo Rosselli..."

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