SA8000: numeri e prospettive della certificazione sociale in Toscana


FIRENZE- 3750 lavoratori toscani lavorano in imprese certificate con gli standard sociali e ambientali; a tutto il 2006 sono 161 le aziende presenti sul territorio certificate SA8000, mentre altre 350 circa hanno intrapreseo il percorso di attestazione dello standard etico. La Toscana rappresenta ben il 37% delle imprese SA8000 in Italia (437) e il 15% nel mondo (1112). Sono alcuni dei dati chiave contenuti nel Quaderno di Fabrica Ethica intitolato “Applicazione della SA8000 In Toscana. Analisi sui primi casi aziendali”, presentato oggi pomeriggio dall’assessore regionale all’innovazione e alle attività produttive Ambrogio Brenna insieme ad Anna Rita De Bellis della ong Ucodep, responsabile della ricerca e coordinatrice del progetto “Made in the World”.
“L’indagine rappresenta una fotografia interessante delle nostre imprese e risulta illuminante la lettura dei casi aziendali e le interviste ai relativi stakeholder, ha detto l’assessore Brenna. Tra gli aspetti più interessanti troviamo la prevalenza di contratto di lavoro subordinato, nel 89% dei casi, e uno scarso ricorso al lavoro atipico.”
Ambrogio Brenna ha poi ricordato le modalità di sostegno della Regione Toscana per le imprese che desiderano certificarsi. “Oltre agli aiuti per la sua acquisizione abbiamo previsto un abbattimento dell’IRAP dello 0,50 percento, maggiore punteggio nei bandi per la richiesta di contributi, promozione e maggiore visibilità del loro operato. Questo perché il governo regionale crede che, diffondendo la tutela dei diritti attraverso la responsabilità sociale, potrà contribuire ad un sistema economico che ponga al suo centro anche il rispetto della persona. Ed è proprio per questo motivo che, grazie al lavoro della Commissione Etica Regionale è stata approvata la Legge Regionale n.17 del 2006 ‘Disposizioni in materia di responsabilità sociale delle imprese’, una normativa che ha consentito al sistema delle imprese toscane un importante passo in avanti sia dal punto di vista della competitività che di un rinnovato rapporto con le istituzioni.”
Dall’inchiesta di Fabrica Ethica emerge che le imprese si certificano per “una maggiore soddisfazione e motivazione dei lavoratori”, per “la tutela del marchio e della reputazione aziendale”, “perché si ritiene che il poter garantire l’eticità della produzione possa accrescerne il valore”, per “migliorare i sistemi di gestione interna” e “la diffusione e circolazione delle informazioni”.
I risultati della ricerca ribaltano anche alcuni luoghi comuni. Per gli imprenditori che si certificano scopriamo infatti che il portatore d’interesse più importante per l’azienda è il lavoratore (82%) seguito dai fornitori (67%) e solo al terzo posto si posizionano i clienti (62%), subito prima della pubblica amministrazione (56%).
Dal punto di vista dimensionale sono 4 le imprese certificate con un fatturato inferiore ai 500.000 euro l’anno e sempre 4 quelle con un giro d’affari superiore ai 50 milioni annui. Nel mezzo troviamo 16 imprese tra i 500.000 e i 5.000.000 di euro e 17 tra i 5.000.001 e i 50 milioni di euro. Solo 19 aziende hanno dichiarato di avere già il bilancio sociale o di essere in procinto di realizzarlo.

La certificazione SA8000 in pillole
Lo standard SA8000 (Social Accountability 8000) è il primo e ad oggi unico standard diffuso a livello internazionale sulla responsabilità sociale di impresa. Esso è stato elaborato e pubblicato ufficialmente il 15 ottobre 1997 dal CEPAA, ente di accreditamento del Consiglio per le Priorità Economiche, ed è stato poi aggiornato nel 2001 dal SAI (Social Accountability International). Nello specifico la norma SA8000 riguarda nove aree, il cui contenuto è qui proposto in maniera sintetica:
1) Divieto di usufruire, o favorire l’utilizzo di lavoro infantile: in alcune zone di forte povertà dove il lavoro minorile può essere un’importante risorsa per il sostentamento familiare, il divieto può essere rimosso ma l’azienda è tenuta allora a dimostrare che le mansioni affidate ai bambini non ostacolano il loro equilibrio psico-fisico e non ne compromettono la frequenza scolastica.
2) L’azienda non deve usufruire o favorire l’utilizzo di lavoro forzato, né deve essere richiesto al personale di depositare somme o documenti di identità all’inizio del proprio impiego presso l’azienda.
3) Salute e sicurezza: l’azienda deve garantire un luogo di lavoro sicuro e salubre, deve adottare le misure idonee a prevenire incidenti e danni alla salute, rendendo minime le cause di pericolo.
4) Libertà di associazione e diritto alla contrattazione collettiva: l’azienda deve rispettare il diritto del personale di aderire al sindacato, di iscriversi ad esso e deve altresì garantire che i rappresentanti sindacali non siano soggetti a discriminazione. Nei paesi in cui il diritto sindacale è limitato per legge, l’azienda deve favorire lo sviluppo di strumenti paralleli.
5) Divieto di ogni forma di discriminazione attuata nelle politiche del personale in relazione a età, sesso, razza, ceto, origine nazionale, religione, invalidità, orientamento sessuale, appartenenza sindacale o affiliazione politica.
6) Pratiche disciplinari: sono bandite le punizioni corporali, ogni forma di coercizione mentale o fisica, nonché gli abusi verbali.
7) Orario di lavoro: l’azienda deve conformarsi ai limiti imposti per legge, deve concedere almeno un giorno di riposo e riconoscere al lavoro straordinario, che deve essere volontario, richiesto in circostanze particolari e non eccedere mai le 12 ore settimanali, una tariffa oraria superiore a quella normale.
8) Remunerazione: l’azienda deve corrispondere ai propri dipendenti un salario regolare e conforme ai minimi retribuiti legali, garantendo che le trattenute sul salario non siano conseguenza di sanzioni disciplinari.
9) Sistema di gestione: la certificazione SA8000 impone l’introduzione di un sistema di gestione che, tra le altre cose, deve: definire i responsabili aventi il compito di tutelare il rispetto dei requisiti dalla norma SA8000; verificare periodicamente le conformità.
Le aziende che hanno partecipato alla ricerca: Antelope Tanning, Astrid Energy Enterprises, Ataf, Atam, Banchi Maison, Bianchi e Nardi, Biscottificio Belli, BMB, Cat, Chimica Edile, Ciclat San Marco, Clap, Coop Italia, Cooperativa CO.ME.A, Cooperativa Sociale San Lorenzo, Cooperativa Sociale San Marco, Cosorzio Centopercento italiano, CPT Compagnia Pisana Trasporti, Del Tongo Industrie, E.B.RE., Euro consulting, F.lli Borghetti, Biscottificio Scapigliati, Gigliodoro Pelletterie, Koiné, F.lli Lazzi, La Proposta Cooprarativa Sociale, MetaMarketing Service, Mix Consulting Network, Monnalisa, Nicolai Diamant, Nuova Solmine, Rosss, S.a.p.a.f., Sad, Salvarat e Agrochimica Toscana, Sintesis, Sita, Società Aeroporto toscano, Società italiana di ristorazione, Solbat, Steve Jones, Thecla, Train, Trenitalia.

Redazione Nove da Firenze