Sanità: Roggiolani alle Scotte di Siena
An: a Careggi cinque mesi per una risonanza magnetica

Redazione Nove da Firenze
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12 gennaio 2007 15:05
Sanità: Roggiolani alle Scotte di Siena<BR>An: a Careggi cinque mesi per una risonanza magnetica

Firenze, 12 Gennaio 2007- Un incontro con il direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Siena Carlo Rinaldo Tomassini e poi la visita all’Unità operativa di immunoterapia oncologica diretta dal professor Michele Maio. Questo il programma dellla mattina che il presidente della Commissione sanità Fabio Roggiolani (Verdi) ha trascorso a Siena, all’ospedale Le Scotte. Roggiolani si è recato a Siena per verificare in prima persona le condizioni di lavoro dell’Unità operativa di immunoterapia onocologica, istituita nel 2003, a cui afferiscono moltissimi pazienti che vengono trattati con terapie estremamente innovative.

Il reparto si trova infatti ad operare quotidianamente in situazioni di grave disagio per gli spazi inadeguati, visto che è in attesa di avere disponibilità di locali appositamente progettati per le sue esigenze operative, che sono in ristrutturazione dal 2004. L’unità senese è all’avanguarda a livello internazionale, poiché qui si fa ricerca applicata su terapie che hanno l’obiettivo di far riacquistare l’autodifesa del sistema immunitario a pazienti oncologici. Dopo aver verificato le difficoltà dovute alla mancanza di spazi adeguati, il presidente della Commissione sanità ha preso atto dell’impegno, assunto da Tomassini, di risolvere il problema della consegna dei nuovi locali entro il prossimo maggio.

Ma, come ha spiegato alla fine della visita Roggiolani, c’è anche un’altra questione che riguarda da vicino il futuro del reparto e cioè la sua autonomia funzionale, che deve essere assolutamente garantita. Nell’unità infatti si svolgono analisi specifiche e innovative, che devono essere inviate in vari laboratori del mondo, e c’è dunque necessità di muoversi in autonomia. “Non si tratta certo di coltivare il proprio orticello – ha dichiarato Roggiolani – bensì di esigenze dovute alla particolarità della terapia”.

Il professor Maio è arrivato in Toscana tre anni fa per dar vita a un progetto altamente qualificato e intende rimanere se ci sono le condizioni per farlo. “Io voglio ribadire – ha detto ancora il presidente della Commissione sanità – che la Toscana è orgogliosa del lavoro di Maio. Vogliamo che Maio lo porti avanti e che gli siano messi a disposizione tutti i mezzi necessari per farlo, altrimenti si rischia di gettare via un’esperienza che sta dando risultati incoraggianti”.
«La giunta regionale chiarisca la vicenda della Tac messa ko da “uso improprio” all’ospedale di Pontedera».

E’ quanto chiedono alla Regione tramite interrogazione il Presidente di Alleanza Nazionale in Regione Maurizio Bianconi e il Consigliere regionale Marco Cellai (membro della IV Commissione – Sanità) insieme al Vicepresidente del gruppo Roberto Benedetti e ai Consiglieri Andrea Agresti e Giuliana Baudone. «Verrebbe da plaudire – commentano Bianconi e Cellai – ai fantasisti che hanno coniato la nuova espressione, lasciando trapelare tramite indiscrezioni, e di questo li ringraziamo, che al Lotti qualcuno ha messo fuori uso il macchinario.

Ma i dati preoccupanti sono altri, ovvero che non è la prima volta che la Tac del Lotti è fuori servizio e che i pazienti sono dunque costretti a migrare verso l’ospedale di Pisa, con i conseguenti disagi dovuti all’inserimento nelle liste di attesa». Da qui, la richiesta di sapere se la Giunta regionale è a conoscenza della situazione verificatasi nell’ospedale di Pontedera e se risulta vero che la macchina della Tomografia assiale computerizzata sia stata utilizzata in maniera impropria: «E a questo punto vorremmo sapere come», puntualizzano gli esponenti di An.

Infine, secondo quanto scritto nell’interrogazione, se «la Giunta non intenda prendere provvedimenti urgenti e, se del caso, quali, al fine di mantenere un servizio sanitario efficace ed efficiente a tutela reale della salute del cittadino, con eventuale riferimento a un eventuale conferma di quanto detto».
«La sanità toscana mette ancora a dura prova i cittadini con i tempi di attesa registrati all’ospedale di Careggi, dove oggi per fare una risonanza magnetica si arriva ad attendere ben cinque mesi».

E’ quanto denunciano alla giunta tramite interrogazione il Presidente di Alleanza Nazionale in Regione Maurizio Bianconi e il Consigliere regionale Marco Cellai (membro della IV Commissione – Sanità) insieme al Vicepresidente del gruppo Roberto Benedetti e ai Consiglieri Andrea Agresti e Giuliana Baudone. L’episodio è stato denunciato oggi dalla stampa fiorentina. «Coloro che devono sottoporsi a questo tipo di analisi, di norma devono farlo quanto prima per non compromettere il quadro clinico.

E il costo di tale esame presso le strutture private è largamente oneroso», spiegano Bianconi e Cellai. Gli esponenti di Alleanza Nazionale chiedono delucidazioni su quanto la giunta regionale sappia delle reali condizioni di Careggi per quanto riguarda i tempi di attesa per la risonanza magnetica, esame che solitamente va eseguito al più presto. «Una volta emersi disservizi clamorosi come questo – concludono i consiglieri – la Regione deve prendere provvedimenti urgenti al fine di mantenere un servizio sanitario efficiente, un passo che ora va fatto nei riguardi di Careggi, vista anche l’importanza della struttura, affinché non si ripetano vicende così gravi».

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