L'Associazione per i diritti degli utenti e consumatori denuncia Findomestic per presunta pubblicità ingannevole all'Autorità Antitrust

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
13 aprile 2006 14:04
L'Associazione per i diritti degli utenti e consumatori denuncia Findomestic per presunta pubblicità ingannevole all'Autorità Antitrust

Firenze, 13 aprile 2006- Le aziende puntano a far percepire i loro prodotti come affari imperdibili tramite la pubblicita', compiendo molti salti mortali lessicali. La troppa fantasia spesso rende i messaggi non chiari per i consumatori e questa si chiama pubblicità ingannevole.
E' il caso del finanziamento offerto dalla Findomestic lanciato con lo slogan INTERESSI via? La giustificazione al nome commerciale di una normalissima operazione di credito al consumo -rimborsabile in 48/60/72/84 rate- è il fatto che il finanziamento e' stato suddiviso in due: gli interessi graverebbero solo sulla prima metà, come confermato dal call center della società.

Il messaggio conseguente, e' ... Questo significa che per ben meta' delle rate paghi il puro rimborso capitale e non un solo centesimo di piu'!, come e' scritto sulla brochure e sul sito della Findomestic.
E poi, in uno degli esempi riportati:
Se richiedi un importo di 4.000 Euro potrai rimborsarlo in 48 mesi con 24 rate da 118 Euro (Tan 13,17% e Taeg 14%) e con 24 rate da 83,33 euro senza interessi (Tan 0% e Taeg 0%).
La promessa e': ti presto 4 mila euro, su 2 mila mi paghi un interesse annuo del 13,17% (Tan), sugli altri 2 mila nessun interesse.

0%: una pacchia per chi legge un simile messaggio, portato a pensare che, pagando il 13% su una meta' dei soldi ricevuti e nulla sull'altra, il costo medio sara' del 6,5/7%. E invece no.
Se cosi' fosse le prime 24 rate -al tasso del 13,17%- dovrebbero essere di soli 107,6 euro, ma sono di 118. Gli oltre 10 euro in piu' pagati mensilmente per i primi due anni rappresentano gli interessi sulla seconda parte del finanziamento. E quello che doveva essere un "affare" diventa un'ordinaria operazione di credito al consumo, su cui nutriamo molti dubbi in fatto di chiarezza del messaggio promozionale.

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