Nasce a Firenze l'Associazione Ospedali Pediatrici Italiani

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
03 marzo 2006 17:03
Nasce a Firenze l'Associazione Ospedali Pediatrici Italiani

Firenze - Ancora oggi in Italia quasi il 30% dei bambini nell’età compresa da 0 a 14 anni viene ricoverato nei reparti per adulti. Se poi si considera gli adolescenti fra i 15 e i 17 anni, soltanto il 12,2% di loro viene ricoverato in aree pediatriche, mentre il restante 87,8% finisce nei reparti per gli adulti. Sono i dati (fonte: Rapporto sulle caratteristiche dell’ospedalizzazione pediatrica del Ministero della Salute 2004) che fanno comprendere l’urgenza di riservare ai bambini e agli adolescenti spazi di ricovero adatti alla loro età.

Nonostante il Piano Sanitario Nazionale 2003-2005 indichi l’area pediatrica come "l’ambiente in cui il Servizio Sanitario Nazionale si prende cura della salute dell’infanzia con caratteristiche peculiari per il neonato, il bambino e l’adolescente" in molte situazioni ospedaliere, soprattutto nei casi chirurgici, il minore trova ricovero in mezzo agli adulti. Questo nonostante la Convenzione Internazionale di New York e la Carta Europea dei bambini degenti in Ospedale (Risoluzione del Parlamento Europeo del 1986).

Da qui l’urgenza, avvertita dalle nove Istituzioni Ospedaliere che hanno aderito all’AOPI ONLUS, la cui presidenza del primo triennio è stata affidata al direttore generale del Meyer Paolo Morello, di diffondere e valorizzare la Carta dei Diritti del bambino in Ospedale, affinchè diventi patrimonio comune e condiviso da tutto il Servizio Sanitario Nazionale.

Un appello lanciato durante la presentazione dell’AOPI ONLUS, avvenuta nella prestigiosa cornice di Palazzo Vecchio a Firenze, con i saluti del delegato dell’assessore comunale alla Sanità Pubblica. Una scelta non casuale, il primo cittadino di Firenze è presidente dell’Anci, l’Associazione del Comuni Italiani.

La Carta dei Diritti del Bambino in Ospedale non è un semplice elenco di enunciati teorici, ma è l’ossatura dei diritti di cui il bambino e gli adolescenti sono depositari che, laddove vengono applicati, consentono al Servizio Sanitario Nazionale di rispondere in modo preciso e attento alle esigenze dei minori e delle loro famiglie.

Nei quattordici principi che la costituiscono, la Carta dei Diritti dei bambini in Ospedale prevede infatti l’individuazione e la creazione di strutture e servizi adatti ai neonati, ai bambini e agli adolescenti come il rooming in (la presenza del neonato in camera con la mamma), la permanenza dei genitori accanto ai bambini, il ricovero in spazi dedicati all’età pediatrica, l’esistenza di spazi gioco, la possibilità di frequentare la scuola in ospedale e la formazione specifica del persone oltre alla presenza di figure di supporto.

Da qui l’attualità e l’estrema importanza della Carta dei Diritti del Bambino in Ospedale elaborata nel 2003 – lo ricordiamo – dalle prime realtà pediatriche (Meyer di Firenze, Gaslini di Genoba, Burlo Garofalo di Trieste, OIRM S. Anna di Torino, Bambin Gesù di Roma, Salesi di Ancona e Santobono di Napoli) che aderirono alla Conferenza Permanente. Alle Aziende e agli IRCCS che per prime hanno avvertito questa esigenza, nella “neonata” Associazione degli Ospedali Pediatrici Italiani (AOPI) ONLUS sono entrati a far parte l’Ospedale di Padova e gli Spedali Civili di Brescia con i loro Dipartimenti di Pediatria.



La Carta trae origine dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite, laddove afferma che l’infanzia ha diritto a un aiuto particolare riconoscendo il ruolo peculiare e centrale della famiglia per l’armonico sviluppo e per il benessere del bambino.

Per primi gli Ospedali Pediatrici che ora fanno parte dell’AOPI ONLUS si sono impegnati a rispettare i quattordici diritti e a garantirli a tutti i minori che fruiscono delle prestazioni sanitarie erogate, senza alcuna distinzione e a prescindere da ogni considerazione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di ogni opinione politica o altra del bambino o dei suoi genitori o rappresentanti legali, dalla loro origine nazionale, etnica o sociale, dalla loro situazione finanziaria, dalla loro incapacità, dalla loro nascita o da ogni altra circostanza.

Gli Ospedali firmatari della Carta, con il loro personale, assicurano il rispetto dei diritti contenuti nella Carta, mediante uno specifico processo di accreditamento che prevede la verifica del rispetto degli standard. Negli anni i quattordici diritti sono diventati punti di riferimento per gli operatori e gli utenti.

Da questa esperienza, gli Ospedali Pediatrici Italiani riuniti nell’AOPI ONLUS ora con forza chiedono che la Carta dei Diritti del Bambino in Ospedale abbiano la più vasta applicazione, così da evitare che ancora tanti bambini in Italia debbano essere ricoverati in reparti non adatti alla loro età, senza il conforto della mamma e del papà e senza quegli spazi ludici e scolastici che permettano la sua crescita fisica e intellettuale anche negli ambienti ospedalieri.

Le prossime iniziative verteranno sulla condivisione del Prontuario Terapeutico Ospedaliero (farmaci a misura di bambino) e sulla predisposizione di Protocolli Terapeutici per la lotta al dolore.

La Conferenza permanente degli Ospedali Pediatrici

E’ nel marzo del 2003 che in Italia nasce la Conferenza Permanente degli Ospedali Pediatrici, un network di sette Ospedali che scelgono di operare in base a principi di "non competizione", condivisione delle conoscenze e delle migliori pratiche per promuovere lo sviluppo scientifico gestionale delle strutture dedicate all’area materno infantile e all’età evolutiva.

Fra le priorità attuate dalla Conferenza Permanente ci sono lo sviluppo del triage per l’accoglienza dei pazienti in età pediatrica in condizioni di urgenza, la Carta dei Diritti del Bambino in Ospedale, la definizione degli indicatori e standard per l’appropriatezza dei ricoveri, l’adesione alla rete dell’OMS degli Ospedali che sviluppano progetti di Promozione della salute rivolti ai bambini e agli adolescenti. Gli Ospedali Pediatrici riuniti nella Conferenza Permanente maturano la consapevolezza di dare a questa esperienza uno status giuridico proprio.

Nasce l’idea della ONLUS.

L’Associazione Ospedali Pediatrici Italiani ONLUS

Da circa un anno, alla Conferenza Permanente è subentrata la costituzione dell’Associazione ONLUS che riunisce le 7 Istituzioni Ospedaliere Italiane e 2 Dipartimenti di Pediatria, il cui consiglio di amministrazione è composto dai nove rappresentanti legali dei singoli ospedali. A presiederlo, nel primo triennio, è Paolo Morello Marchese il direttore generale dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze.

Come è avvenuta nella precedente esperienza della Conferenza Permanente la presidenza sarà affidata a turno.
L’Associazione, che si basa sulla libera volontaria aggregazione e opera senza fine di lucro, si pone come obiettivi quelli di coordinare iniziative, sia in ambito nazionale che internazionale, per promuovere lo sviluppo culturale, scientifico e gestionale delle strutture assistenziali ad alta specialità dedicate all’area materno-infantile e all’età evolutiva. In particolare l’AOPI intende costituire una rete entro cui perseguire le eccellenze nel campo dell’assistenza, della ricerca e della formazione, affinchè diventino patrimonio comune.

L’AOPI intende avviare attività di promozione di iniziative di approfondimento e confronto su tematiche assistenziali, di ricerca e gestionali, individuando tematiche di collaborazione e cooperazione. Infine obiettivo della ONLUS è la creazione di linee guida su tematiche organizzative e assistenziali finalizzate all’approccio globale delle cure.
E come prima iniziativa l’AOPI ha scelto la valorizzazione della Carta dei Diritti del Bambino in Ospedale, affinchè l’esperienza della Conferenza Permanente ora strutturata nell’AOPI ONLUS diventi un valore aggiunto per tutto il Servizio Sanitario Nazionale.

La prossima iniziativa verterà sulla condivisione del Prontuario Terapeutico Ospedaliero e sulla predisposizione di Protocolli Terapeutici per la lotta al dolore.

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