Inaugurazione della stagione 2005-2006 del Teatro Comunale Antella il 6 ottobre (ore 21)

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
03 ottobre 2005 19:16
Inaugurazione della stagione 2005-2006 del Teatro Comunale Antella il 6 ottobre (ore 21)

Inaugura la stagione del Teatro di Antella un imperdibile appuntamento che vede la storica compagnia Tiezzi-Lombardi alle prese con quella che Dario Del Corno definisce "la più bella commedia di tutti i tempi": Gli Uccelli di Aristofane.
Due ateniesi lasciano la loro città tediosa, divorata dalla passione e sull’orlo del crollo definitivo per andare in cerca di un luogo senza seccature dove trascorrere il resto della vita. Nel mondo degli uccelli i due ateniesi cercano e trovano un grande sogno utopico, una patria dolce e materna, senza leggi né violenza.

L’utopia di Aristofane è nostalgica e tutta rivolta a un vagheggiamento del passato, quando Atene poteva davvero essere considerata una ‘città ideale’. Attraverso una comicità surreale e lirica, fantastica e liberatoria, Gli Uccelli è un’opera colma di spirito di contestazione. Nonostante la sua ideologia aristocratica e conservatrice, Aristofane risulta qui ‘più moderno di ogni moderno’, nel rivendicare la necessità della gioia e della concretezza, dei piaceri del corpo. E’ il grande sogno della creazione di una società libera e felice, dove gli uomini, riconquistato il rapporto con la natura, possano vivere nel migliore dei mondi possibili.

Intrisa di comicità e sarcasmo, questa commedia dissacra tutti i miti di allora come di oggi; e mentre ridiamo di cuore pensiamo alla verità dei suoi significati. Ma cos’è e dove si trova il regno di Utopia? E’ forse il palcoscenico dove è possibile, nello stesso momento, la realtà e il sogno? Assistiamo così, nello spettacolo, alla presa di possesso, da parte di Pistetero ed Evelpide, di quello spazio (scenico) nel quale, nel corso dei secoli, si sono raccontate le vicende e le speranze e i mutamenti del cuore degli uomini; dove si è rappresentato e discusso il cambiamento, la ribellione, l’utopia di mondi migliori, l’idea stessa di libertà.

In questo Teatro del Mondo tutti gli stili teatrali concorrono alla rappresentazione: è il teatro con i suoi infiniti umori e linguaggi a rappresentarsi.



E come tutti i grandi capolavori, Gli Uccelli ha ispirato poeti e drammaturghi tra i più diversi. Di questi, Federico Tiezzi è interessato in particolare a Bertolt Brecht e a Pier Paolo Pasolini. Al primo Gli Uccelli potrebbe aver ispirato la stessa idea di ‘dramma didattico” e dimostrativo. Il secondo ne è stato evidentemente guidato per il film Uccellacci e uccellini. Ma la lettura di Tiezzi non intende fermarsi a questi due filtri novecenteschi, puntando anche all’idea di ‘città ideale’ che percorre, come un’esigenza ricorrente nei secoli, il Rinascimento toscano come i grandi filosofi (da Kant a Hegel) fino agli utopisti dell’Ottocento che tanto pesarono nella formazione di Karl Marx.

Collegamenti
In evidenza