CANGO: MK il 15 giugno (ore 21.30) in via S. Maria 25 a Firenze

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
13 giugno 2005 15:28
CANGO: MK il 15 giugno (ore 21.30) in via S. Maria 25 a Firenze


di Michele Di Stefano

Divano occidentale è una 'seduta coreografica' derivata del progetto sostanzasonora, dal quale mutua la scansione alfabetica delle scene e l’uso del corpo come funzione di un meccanismo che produce immagini casuali, o meglio le ospita e le contiene, rinviando continuamente a un discorso impossibile. Un’indagine sulla cronologia di quei ‘momenti giusti’ che trasformano l’albergo delle immagini in una possibile rappresentazione, alla quale i corpi aderiscono o voltano le spalle.


La materia è sostanza riverberante, significanza pura, continuo rinvio. Il corpo permanenza nel tempo. Il pubblico l’oggetto del discorso. Ma dietro tutto c’è la lista; essa ha la stessa calma con la quale viene perpetrato il lavorio nella struttura. E la struttura è al confine di qualcosa, è un lavorio di arginamento e controllo ai bordi della rappresentazione.
Diwan è una parola araba che indica un consesso, ma anche un canzoniere.
Una successione alfabetica di parole costruisce l’ipotetica struttura per l'apparire di immagini e personaggi.

Un numero imprecisato di persone entra ed esce dallo spazio della rappresentazione accettando di passare attraverso quelle immagini che le parole (=didascalie) sottolineano. In realtà questi corpi sono occupati da tutt’altro, qualcosa di inclassificabile, che esula dalla loro trasformazione in figure; essi abitano tempi differenti, scivolano da un tempo all'altro. Il divano è incidentale, le immagini sono incidentali, così come le didascalie (che infatti seguono l'ordine più arbitrario ed elementare).

L'apparente produzione di senso è un continuo rinvio che permette al soggetto di rimanere altrove durante l'esposizione. E nessuno sembra aver rapporto con nessuno.
Nel lavorio per tenere sospesa una tensione irriconoscibile contro tutti i segnali di riconoscibilità che la macchina spettacolare dispone, si sviluppa il problema dei corpi che rimane un problema, sul quale "scartocciare" il ritmo. Quando la danza appare è sempre nel vuoto, evacuazione dal meccanismo.

Il progetto 'autodidatta' di MK prevede un lavoro permanente di ricerca corporea a partire da esperienze eterogenee, più legate alla musica che alla coreografia in senso tradizionale.

I primi lavori hanno costituito un ciclo di indagine sul formato breve e sulle potenzialità coreografiche del duo (Aconcagua, Quartier Mu, E-ink). Gli spettacoli successivi hanno visto una crescita, in termini di apporti personali in scena e dei formati. Mk ultra, definito 'un atto ritmico', indaga lo spaesamento nel rapporto tra gli spazi interni del corpo e le traiettorie di movimento, Zero Moses l'intensità arbitraria di continui smarrimenti (ogni performance prevede la presenza di un "intruso" che organizza il proprio percorso all’interno dello spettacolo in tempo reale) e Addominale bianco, spettacolo 'ottuso e senza disegno' si sviluppa nell'attimo, senza memoria né storia.

Segue Birdwatching, progetto a tappe modulato nell'arco di 2 anni a partire dal 2003, a cui si affianca il recente progetto Sostanza sonora, lavoro di ricerca tra suono, immagine e fisicità avviato con la formazione italo francese ESC nel 2004. Nel 2000 Michele Di Stefano riceve il premio "Danza&Danza" per la coreografia contemporanea. E' uno dei 5 coreografi a cui è dedicato il libro sulla nuova coreografia europea Corpo Sottile (Ubulibri 2003) progetto sostanza sonora 04-05 produzione MK, ESC Electro-acoustic synthesis crew, Santarcangelo dei Teatri, Zone Attive, in collaborazione con l’Arboreto di Mondaino, Ass.

cult. Mosaico e Xing.

CANGO - ETI
Un vero e proprio progetto nazionale INEDITO e INNOVATIVO, a firma ETI-Ente Teatrale Italiano e CANGO Cantieri Goldonetta Firenze in collaborazione con Arcus spa (Arte Cultura Spettacolo), si sta delineando attraverso una sequenza ragionata di eventi che vogliono confermare la vocazione ormai consolidata di CANGO, un cantiere aperto a tutti gli ambiti artistici, un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale. E’ su questa base condivisa che sta prendendo forma un’importante collaborazione progettuale tra ETI e CANGO, con lo scopo di declinare un percorso di presenze scelte e curate per senso e formati.


Il progetto, che si avvia in questo mese di giugno con alcune partecipazioni significative, troverà la sua forma completa e compiuta nella rassegna che si svilupperà tra settembre e dicembre: danza, teatro, arte visiva e performing art sono i linguaggi indagati dagli artisti che godranno di lunghe RESIDENZE negli spazi di CANGO, allo scopo di creare un forum continuo sulla circolazione delle idee grazie anche a convegni, incontri e installazioni. Il progetto ETI-CANGO non è dunque un momento sporadico, ma lo sforzo mirato di dar vita a un percorso duraturo che possa alimentare la natura di CANGO quale casa degli artisti e di ogni forma d’arte.

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