Settima della cultura scientifica: caccia al tesoro alla scoperta delle fontane della città
Il Numero e le sue Forme. Storie di poliedri da Platone a Poinsot passando per Luca Pacioli


Firenze – Due giorni (sabato e domenica) dedicati all'acqua, perché si sprechi il meno possibile. E anche un giorno per giocare alla caccia al tesoro alla scoperta delle fontane della città. Così l'assessorato alla cultura ha deciso, come ogni anno, di prendere parte alla XV settimana della cultura scientifica promossa dal Ministero dell'istruzione e dalla Regione. All'organizzazione ha contribuito Publiacqua che insieme al Comune ha previsto per sabato 19 una visita guidata su prenotazione all'impianto di potabilizazzione dell'Anconella in via Villamagna. Il personale della Società di gestione del servizio idrico integrato sarà presente anche domenica 20 durante la caccia al tesoro per spiegare il corretto uso dell'acqua affinché se ne risparmi il più possibile Al gioco a premi si partecipa ritirando il libo-gioco in piazza della Signoria presso l'ingresso di via de' Gondi domenica 20 marzo dalle 10 alle 16. La scheda con le risposte deve essere riconsegnata entro le 17,30, ora n cui si svolgerà l'estrazione dei premi nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio. I premi in palio sono offerti dal negozio "Natura e..." e consistono in una fontana ad arco da tavole, in una stazione meteorologica e in bastone della pioggia. Inoltre l'assessorato allo sport e al tempo libero metterà a disposizione per i primi dieci estratti 6 ingressi gratuiti alla piscina Costoli . La settimana della cultura scientifica è nata nel 1991 per volontà del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Dal 1994 la Regione offre supporto alla programmazione delle numerose iniziative messe in cantiere dai moltissimi soggetti che aderiscono alla settimana. Nel calendario regionale ci sono oltre 200 iniziative organizzate in varie tipologie come le attività teatrali, le conferenze, le mostre, i laboratori didattici e visite guidate. Per informazioni e prenotazioni ci si può rivolgere dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 allo 055 2625955.

Dopo l’Automobile di Leonardo, Machina Mundi e Pedalando nel tempo, l’Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze ospita una nuova iniziativa di straordinario fascino intellettuale, una mostra dedicata al mondo dei poliedri e a quanti, filosofi, scienziati, artisti, hanno indagato sulle “divine proporzioni” che regolano le figure geometriche e sull’ordine matematico che sembra governare la struttura dell’universo.
Inaugurata oggi nel contesto della XV Settimana della Cultura Scientifica, Il Numero e le sue Forme. Storie di poliedri da Platone a Poinsot passando per Luca Pacioli è un’esposizione ideata e curata da Romano e Francesca Folicaldi, presentata un anno fa a Fermo (Ascoli Piceno). L’allestimento fiorentino è promosso dall’Istituto e Museo di Storia della Scienza (piazza dei Giudici 1). Il catalogo è pubblicato da Nardini Editore (pagine 96, € 8).
La mostra propone un viaggio avvincente tra le forme dei numeri, lungo un percorso che si snoda dalla codificazione di Euclide (III secolo a.C.) alle soglie della geometria non euclidea (XIX secolo). Sono esposti numerosi modelli di figure geometriche, vere e proprie trasposizioni in legno di concetti della geometria a tre dimensioni: dai cinque solidi regolari inscrivibili nella sfera (piramide, cubo, ottaedro, icosaedro, dodecaedro) che Platone considerava come forme strutturali del cosmo, alle figure più complesse elaborate dal Cinquecento in poi: il mazzocchio, i solidi stellati di Keplero (1571 – 1630) e di Louis Poinsot (1777 - 1859).
L’esposizione è arricchita da una suggestiva rappresentazione cosmologica del Mysterium Cosmographicum di Keplero, da immagini e testi esplicativi e da alcuni preziosi volumi della Biblioteca dell’Istituto e Museo di Storia della Scienza, tra cui La divina proporzione di Luca Pacioli (Sansepolcro, 1445 - 1517).
Il Numero e le sue Forme contiene peraltro espliciti riferimenti al mondo dell’arte, ovvero alla “segreta prospettiva” che nel Rinascimento rivoluzionò il modo di dipingere e di progettare e che ebbe tra i massimi teorici e interpreti Piero della Francesca e Paolo Uccello, Leonardo da Vinci e Albrecht Dürer.
Il legame tra la geometria dei poliedri e la codificazione della prospettiva lineare rende la mostra particolarmente adatta ad accompagnare la presentazione di un nuovo progetto dell’Istituto e Museo di Storia della Scienza. Si tratta della Bibliotheca Perspectivae, una biblioteca digitale tematica sulla prospettiva rinascimentale, che mira a soddisfare le esigenze di un settore storiografico a lungo considerato come appendice della storia dell’arte o come ‘corollario’ di storia della scienza, ma oggi sempre più caratterizzato da una precisa autonomia disciplinare.

Redazione Nove da Firenze