Il Giorno della Memoria di Claudio Martini


Oggi, giovedì 27 gennaio, Giorno della Memoria, sono a Cracovia, insieme ad oltre mille studenti toscani, in visita al quartiere ebraico. Ieri invece eravamo ad Auschwitz. È un luogo dove le parole rischiano di essere inadeguate. Contano gli occhi per vedere e il silenzio per meditare. È un’esperienza segnante, ma utile per capire fino a dove può arrivare la violenza dell’uomo, e per poter giudicare in prima persona e rifiutare l’odio e il razzismo, non solo quello nazista ma da qualunque parte provenga. Sono orgoglioso della risposta delle scuole toscane alla quarta edizione del Treno della Memoria. Quest’anno le domande sono state talmente tante che abbiamo dovuto allestire due convogli per ospitare tutti gli studenti che lo avevano richiesto. È un segno che dimostra come la memoria sia un sentimento ovunque presente in Toscana, soprattutto nei giovani. Il Treno della Memoria è un’occasione per capire quanto siano importanti i diritti che talvolta diamo per scontati. E per ricordare quanto è stato alto il prezzo pagato per conquistarli. Insieme agli studenti toscani c’erano anche tre testimoni diretti di quell’orrore: le sorelle Tatiana e Andra Bucci, che avevano sei e quattro anni quando furono deportate ad Auschwitz, e Vera Michelin Salomon, che fu detenuta in Germania durante la guerra. Nessuno, meglio di loro, può far capire ai giovani che, come ha scritto Elias Canetti, “il vero valore del ricordo sta in questo: capire che nulla è mai passato”.

Redazione Nove da Firenze