Ancora su Firenzeinsieme e le contestazioni della settimana scorsa

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
20 dicembre 2004 19:51
Ancora su Firenzeinsieme e le contestazioni della settimana scorsa

Ancora sull'assemblea di via del Mezzetta del 14 scorso, riceviamo e volentieri pubblichiamo dal capogruppo DS al quartiere 2 che interviene a titolo personale, come privato cittadino presente:

"Il 14 scorso, mi sono trovato a vedere lo svolgersi di una contestazione attorno all’iniziativa del comune Firenzeinsieme. L’assemblea pubblica in via del Mezzetta come si sa è stata interrotta da una parte del pubblico in sala.
Volevo proprio ascoltare le domande del pubblico e farne un paio io.

Volevo quindi sentire le risposte dell'assessore Biagi. Insomma quella sera mi sentivo cittadino come non mi succedeva da quasi nove mesi ossia da quando iniziammo a preparare la campagna elettorale.
Vorrei precisare le dinamiche manifestatesi: l’inizio della assemblea è stato pacato e senza problemi veri fino a quando l’assessore Biagi ha preso la parola. Allora su cori di “bravo-bravo” il gruppo che li scandiva ha impedito all’assessore di farsi udire. Onestamente sulle prime intonazioni si è avvertito anche uno spirito ironico più che una rabbia irragionevole.

Tanto che molti e per primi gli assessori presenti hanno avuto degli spontanei sorrisi. Veniva effettivamente da ridere un po’ per quella contestazione creata attorno alla battuta “bravo!”. Sinceramente anch’io ho riso.
Il gruppo di contestatori evidentemente organizzato ha però mostrato irritazione: l’ironia andava bene finchè era solo loro: nel momento in cui veniva raccolta anche dagli assessori e dal resto del pubblico allora non andava più bene.
Non era più strumentale alla rottura e così han quasi subito fatto capire che in effetti non erano dei veri umoristi, infatti invece di poter riprendere l’assemblea pubblica han fatto volare le accuse alla persona (“venduto!”) e al metodo : “qui prendete per il c… non serve a nulla questa assemblea” e anologhe.

E’ stato il momento dell’incoerenza:
il gruppo organizzato di contestatori affermava essere inutile l’incontro e lo star lì ma non se ne andava e invadeva con ogni loro fonia la comunicazione fra i presenti; non lasciava parlare parte dell’assemblea presente scavalcando gli interventi e affermando al contempo che non era vera democrazia..
Venivano poste domande a Biagi ma gli si impediva anche solo di cominciare la risposta. E ciò molte volte. Così il resto del pubblico non poteva ricevere neppure una idea delle possibili risposte.

Anche qui le domande venivano trattate come una proprietà personale e non come è ovvio che siano in una assemblea pubblica: un patrimonio comune.
Ironia, diritto di parola, domande, tutto è tornato ad essere privatizzato dai singoli contestatori: non male per chi si dichiara contro il metodo delle privatizzazioni. E la discussione pubblica dove era? Forse rifugiata nei piccoli crocchi e capannelli che han cercato ripiego nel ridurre a pochi centimetri la distanza fra chi voleva il dialogo (magari ruvido) e chi glielo voleva impedire con voce grossa? Se è così quei capannelli dimostrano al contempo che l’aggredito principale è stato il pubblico che voleva parlare e ascoltare ma anche la buona caparbietà di chi invece di andarsene, arrivato con la pioggia e il freddo in una serata di dicembre non molla e resta per recuperare almeno dei frammenti di confronto.
Mi è spiaciuto: non credo ci sia mai stato un vero rischio di squadrismo fisico ma psicologico sì, con una pressione a tratti volgare oltre che aggressiva.

Potevamo avere un confronto duro e schietto, alla toscana; ci siamo trovati a non sentire, non parlare, non comunicare. Come le tre scimmiette della vignetta, collocate in altre desiderate latitudini, ma purtoppo fuori, il tempo non era cambiato..
Iacopo Ghelli, Capogruppo DS"

Un appello a tutte le forze politiche perché siano unite nel condannare l'aggressione al centro Quarter e perché non abbassino la guardia sulle implicazioni di episodi come quello avvenuto giovedì sera.

E' questo l'invito lanciato dal presidente della commissione cultura Dario Nardella ai colleghi del consiglio comunale nel corso del suo intervento oggi nel Salone dei Duecento. "Non dobbiamo abbassare la guardia sulle possibili implicazioni di un episodio come quello di giovedì sera che non può essere condannato come semplice fatto isolato - ha dichiarato Nardella -. Siamo in attesa degli accertamenti, che ci auguriamo magistratura e forze dell'ordine concludano nel più breve tempo possibile.

Il compito della politica ovviamente è diverso: ovvero quello di capire le motivazioni di questi atti e isolare qualunque episodio che possa, anche indirettamente, alimentare un clima che non esito a definire di intimidazione". "La condanna per atti come quello avvenuto giovedì, che ha colpito un centro culturale e quindi un luogo di libertà e di creatività della città, non è mai abbastanza dura: per questo propongo che tutte le forze politiche indistintamente studino iniziative concrete per cancellare situazioni potenzialmente pericolose.

La strada della partecipazione sperimentata dall'Amministrazione comunale per il programma - ha concluso Nardella - è già una dimostrazione di come aprire le istituzioni alle realtà cittadine, anche critiche, in un contesto chiaro di rispetto delle regole".
«Per combattere veramente la violenza non bisogna nascondersi dietro alla verità». E' quanto ha dichiarato il consigliere di Alleanza Nazionale Giovanni Donzelli a proposito delle dichiarazioni di alcuni esponenti di Rifondazione «sull'aggressione, giovedì sera, al centro "Quarter" in viale Giannotti».

«Tanti distinguo, tante spiegazioni sociologiche fanno solo del male al confronto democratico e civile - ha aggiunto Donzelli - in casi come questo c'è solo un atteggiamento: la condanna netta di questi atti di violenza e di chi li compie. Anche se sono firmati con la falce e martello». «Il centro popolare autogestito, almeno a leggere i giornali non ha condannato questa aggressione - ha ricordato il consigliere di Alleanza Nazionale - un fatto molto grave: con gli appartenenti al Cpa la sinistra istituzionale marcia spesso e volentieri in corteo».

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