Il russo White Cabin, al Jack and Joe Theatre di Cerbaia, il 21 e 22 dicembre


I vincitori del Fringe First award and Total Theatre award di Edimburgo 2003 e del Golden Mask di San Pietroburgo 2003 ancora al Jack and Joe Theatre, in esclusiva per la toscana.

Sempre al Jack and Joe Theatre, nell’aprile scorso, le due repliche di White Cabin avevano registrato il tutto esaurito, un trionfo destinato a ripetersi viste le prenotazioni già in corso per le date del 21 e 22 dicembre 2004. Gli Akhe arrivano a Cerbaia da Roma, dove hanno tenuto tre serate frequentatissime all’Auditorium Parco della Musica, il noto teatro costruito da Renzo Piano, dove è in corso il Festival Russo.
White Cabin è’ un’esclusiva toscana del Teatro diretto da Adriano Miliani che, insieme a Mirella Lampertico, programma un cartellone con spettacoli ‘fuori dal comune’ che, richiama un pubblico variegato, esigente, curioso, attento, numeroso.

White Cabin porta in teatro la magia tipica della Russia e della sua avanguardia; un bellissimo sfaccettato pezzo d’arte, come ha commentato Allgemeine Zeitung, uno spettacolo frastornante, scuro e immensamente gratificante, come ha scritto The Gardian. Nel loro spettacolo c’è il sapere della cultura Russa. Dunque l’arte figurativa, che viene espressa nella scenografia e nel suo cambiare frenetico senza concedere la possibilità di pensarne il significato. Condita dalla presenza di oggetti fantastici che non stanno mai nel luogo deputato; piuttosto ballano e volano, regalando spessore al senso estetico di ciascuno spettatore deciso a lasciarsi andare al puro divertimento; talvolta da incubo, altre snervante, ed ancora comico, comunque sempre surreale. Ma le icone russe degli Akhe si svelano anche attraverso la loro conoscenza del cinema muto e della fotografia, ricordiamo che molti di loro sono cineasti e pittori. Non esiste invece la parola, anche se questo teatro d’avanguardia è pregno della letteratura che ha fatto grande la Russia. White Cabin libera allo stesso tempo sensazioni, impressioni, intuizioni e sentimenti, ma quelli veri profondi, scandagliati in un’ambientazione bizzarra, comica e tragica. Gli attori ed autori Maksim Isaev, Pavel Semcenko e Yana Tumina, presentano una serie di episodi immaginari che raccontano le quotidianetà sature di un senso poetico esponendo il pubblico al senso della vita, in una messa in scena malinconica e spiritata.

Redazione Nove da Firenze