Processo per la strage di Certosa Farneta (Lu) domani a La Spezia


Presso il Tribunale Militare di La Spezia domani, mercoledì 28 aprile, parte il secondo processo per le stragi nazi-fasciste in Toscana del periodo 1943-1945. Alle ore 9.00, si terrà l’udienza preliminare per gli eccidi conseguenti al rastrellamento avvenuto nella Certosa di Farneta (Lu) il 1 settembre 1944. A rappresentare la Regione Toscana, costituitasi parte civile, sarà presente il vice-presidente del Consiglio regionale Enrico Cecchetti. Rispetto al procedimento per Sant’Anna di Stazzema, avviato sempre dal procuratore militare Marco De Paolis ed adesso in corso di dibattimento, per i fatti della Certosa di Farneta, che condussero all’esecuzione di circa 60 civili inermi, tra cui un vescovo e numerosi frati portati via dal convento, questa volta c’è un imputato con responsabilità di comando. Si tratta del tenente della 16° SS Panzergrenadier-Division, Langer Hermann (nato in Germania nel 1919), che quella notte guidò la pattuglia di soldati tedeschi dentro la Certosa. Lì prelevarono circa 100 persone, tra religiosi e civili, e il giorno successivo li fecero incamminare verso la strada che conduce in Versilia. Cominciò, così, un’odissea del terrore protrattasi fino al 10 settembre, con le esecuzioni (soprattutto dei più anziani, perché gli abili furono inviati nei campi di lavoro in Germania) in tre distinte località: Orbicciano, Pioppeti ed il torrente Frigido. “I fatti della Certosa di Farneta – ha dichiarato Enrico Cecchetti- sono un esempio del radicamento e del legame tra la comunità religiosa ed il territorio e la sua gente. La solidarietà e l’aiuto forniti dai frati certosini, fin dall’inizio del 1944, ad ebrei, sfollati, ex-fascisti disertori sono un momento alto di quella ‘Resistenza civile’ al cui approfondimento storico, nell’ambito del 60° anniversario della Resistenza e della Liberazione, come Consiglio regionale toscano stiamo dedicando la massima attenzione. Inoltre, il procedimento di La Spezia è un’ulteriore riconferma del principio che i reati contro l’umanità non cadono mai in prescrizione”.

Redazione Nove da Firenze