Banchi, coach della Mabo Livorno: "Bisogna rimediare a certe fragilità"


LIVORNO - Il più bel regalo di Natale che la Mabo Livorno poteva ed anzi avrebbe voluto fare ai suoi tifosi era una bella vittoria contro la Pompea Napoli. Quest’anno, però, Babbo Natale non è passato dal Pala Macchia. E questo fatto non è andato giù a nessuno, tanto meno a coach Banchi. Dalla sua faccia era possibile capire che questo non sarà per lui un Natale troppo felice. Nel dopopartita l’amarezza era molta, tanto che inizialmente non sapeva cosa dire. Dopo pochi attimi, però, ha attaccato con l’analisi del match: "Al di là del possibile tiro della vittoria scagliato da Brown, credo che sarebbe stato meglio giocare su Bell, magari permettendogli di cercare un fallo". Effettivamente nessuno dei presenti al Pala Macchia, ieri, ha capito il perché del tiro di Brown. Comunque anche se l’ultimo tiro se lo fosse preso Bell, era da considerarsi un gesto di disperazione che poteva pur fallire. In poche parole la sconfitta contro Napoli non è stata conseguenza di quell’errore, ed anche il giorno dopo la sfortunata partita Banchi non ha tardato a rimarcarlo: "L’errore al tiro di Brown non è comunque sintesi di una partita dove in realtà non siamo riusciti a tenere a bada Napoli nei momenti critici". Il coach livornese ha poi esaminato l’atteggiamento passivo dei suoi ragazzi. Ecco cos’ha detto: "Nonostante la reazione finale bisogna lavorare per rimediare a quella fragilità che ha permesso ai nostri avversari, dal terzo quarto in poi, di rifarsi sotto. Abbiamo cercato di porre un solo terminale offensivo, Bell, e questo non va bene". Secondo l’analisi di Banchi, quindi, Livorno ha concesso troppo a Napoli. Secondo qualcuno, però, anche gli arbitri c’hanno messo del loro. Il coach livornese ha però minimizzato: "In certe occasioni i nostri lunghi sono stati penalizzati dal gioco aggressivo di Napoli. Sul mio tecnico francamente non ricordo bene da cosa è stato scaturito. Per quanto riguarda il tecnico alla panchina avversaria non so proprio cosa sia successo, forse hanno voluto compensare. Resta il fatto che l’operato degli arbitri, secondo me, non ha influito sul risultato". Archiviato il caso direttori di gara, le antenne si sono rivolte su un dato molto preoccupante, e cioè sullo scout alla voce tiro da tre, pari a 6 su 26. Banchi l’ha vista così: "Questo dato è frutto dell’ottima difesa di Napoli. Noi siamo una squadra che tira molto da fuori. Non possiamo limitare una cosa che fa parte della nostra identità". Oltre ai problemi in attacco, ieri, non sono mancate grosse lacune in fase difensiva. A tal proposito è venuto spontaneo chiedere a Banchi perché ha tenuto a lungo Parente in panchina, mentre Allen, tenuto a zero punti nel primo quarto dal capitano, in campo faceva volare Napoli. Ecco il perché: "Ho richiamato Daniele in panchina perché in attacco stentava, quindi ho voluto mettere in campo Porta. Antonio ha messo subito una bomba da tre purtroppo, in seguito, ha sbagliato per due volte di fila, ma non va condannato per questo". Questa è stata l’ultima risposta di Banchi che ha lasciato il posto al coach della Pompea, Andrea Mazzon, il quale ha brevemente commentato la partita dei suoi ragazzi: "Per quanto riguarda Livorno, credo che abbia giocato una buona partita. Da parte nostra devo dire che abbiamo avuto un inizio pigro, soprattutto nel reparto lunghi. In difesa abbiamo concesso troppo spazio a Garri che è riuscito a giocare tranquillamente". Quando Napoli si è svegliata è avvenuta la svolta. Il cambio di rotta della Pompea, Mazzon, l’ha visto così: "La chiave di volta è stata la difesa di Allen e i giochi a due di Davison e Cittadini". Dal terzo quarto in poi la difesa partenopea ha effettivamente concesso poco a Livorno, ma anche l’attacco non ha demeritato. In chiusura di conferenza stampa, Mazzon, ha dichiarato: "In attacco abbiamo perso un po’ troppi palloni, ma quando giochi fuori casa e contro una buona difesa come quella di Livorno, ci può stare. Comunque mi è piaciuto molto l’attacco sul pick and roll". (Nicola Verzoni)

Redazione Nove da Firenze