Lapierre, Marciano e Angela: ecco i vincitori del “Boccaccio”

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
09 settembre 2003 20:49
Lapierre, Marciano e Angela: ecco i vincitori del “Boccaccio”

CERTALDO – L’impegno sociale e la scienza, il cinema e la televisione alla base della scelta operata dalla Giuria della XXII edizione del premio letterario “Giovanni Boccaccio”: insomma, un ‘Boccaccio’ multidisciplinare, che affronterà temi diversi e significativi, oltre a trasformarsi, almeno per questa edizione, in un vero e proprio “Mecenate” dei nostri tempi. Questo 2003 lascia infatti spazio anche a un giovanissimo poeta in erba, insignito del Premio che fino allo scorso anno era riservato agli studenti universitari laureatisi con tesi inerenti Giovanni Boccaccio.
Per la sezione Boccaccio Europa il riconoscimento sarà consegnato allo scrittore francese Dominique Lapierre, autore di molti best sellers fra i quali “Mezzanotte e cinque a Bhopal”, “Parigi brucia?” e soprattutto La città della gioia, soggetto dell’omonimo film di Roland Joffè girato nel 1992.

Tradotto in trenta lingue, il libro racconta la disperazione e le speranze dei poveri di Calcutta. Dopo una iniziale donazione della metà dei diritti di autore al centro “Udayan”, che da 33 anni ospita i bambini lebbrosi indiani, Lapierre decise di donare allo stesso centro 1 euro per ogni copia del suo romanzo autobiografico “Un dollaro, mille soli”. “Ho scelto l’India per un motivo semplice – spiega Lapierre - Oggi il cinema non ci fa meravigliare più di nulla. Però certi paesi, come l'India, mi sorprendono ancora, ogni volta che ci vado".

Lo scrittore ha fatto proprio il proverbio indiano “Tutto ciò che non viene donato va perduto”: la frase è stata scelta anche dalla fondazione fiorentina che porta il nome di Lapierre e che si adopera per far conoscere l’importanza dell’adozione a distanza per aiutare i bambini lebbrosi di Calcutta. Infine, Lapierre ha fondato in Francia l’associazione “Action pour les enfants lépreux de Calcutta” che si occupa di dispensari, scuole e centri per la lotta alla lebbra fondati in ogni parte dell’India.
Il Premio Italia, invece, vedrà sul palco Francesca Marciano, romana, regista, attrice, sceneggiatrice.

Attrice in “Pasqualino Settebellezze” (1975), esordisce alla regia con Stefania Casini, “Lontano da dove” (1983), presentato al Festival di Venezia. Come sceneggiatrice può vantare il lavoro in film come , “Turné” (1990 di Gabriele Salvatores), “Maledetto il giorno che t'ho incontrato” (1991 – scritto a 4 mani con Carlo Verdone, le è valso il Premio David di Donatello perla migliore sceneggiatura), “Perdiamoci di vista” (1994, sempre di Verdone), “Ritorno a casa Gori” (1996, di Alessandro Benvenuti).

Al premio letterario “Giovanni Boccaccio” la Marciano arriva come autrice del romanzo Casa rossa, storia di una famiglia pugliese nel periodo fra il fascismo e gli ‘anni di piombo’. “Mi interessava ‘ancorare’ quei misfatti di cui sembrano colpevoli le donne protagoniste del romanzo – spiega l’autrice - a due momenti centrali della nostra storia, così che la storia di una famiglia, le omissioni, le bugie e le falsificazioni, riflettessero come in uno specchio anche le omissioni e le presunte verità dell’Italia in due momenti cruciali della sua storia”.


Il premio giornalistico intitolato a Indro Montanelli in questo suo terzo anno di vita offre il riconoscimento al signore indiscusso della televisione scientifica italiana: Piero Angela. Nel corso della sua lunga carriera Angela ha ideato e realizzato centinaia di programmi e documentari per la Tv, tra cui “Dimensione Uomo”, “Nel buio degli anni luce”, “Indagine sulla parapsicologia”, “Nel cosmo alla ricerca della vita”. Ha poi realizzato tre grandi serie televisive all'insegna del viaggio: all'interno del corpo umano con “La macchina meravigliosa”, nel passato con “Il pianeta dei dinosauri” e nello spazio con “Viaggio nel cosmo”.

Il suo prodotto più celebre è senz'altro “Quark”, la fortunata rubrica scientifica creata nel 1980. A Certaldo Piero Angela sarà premiato per il suo ultimo libro Premi e punizioni, alla ricerca della felicità, in cui dedica alcune pagine alla sua idea di televisione e suggerisce come arrestare la fuga verso il basso dei programmi e, allo stesso tempo, trovare spazio per la cultura e la scienza. “Innanzitutto dobbiamo capire quale sia lo spazio televisivo della cultura – spiega Angela - Distinguere cioè la cultura non solo dall’informazione e dall’intrattenimento, ma anche dai modi tradizionali di trasmissione e di discussione dei temi culturali”.


Infine, ma non in ordine di importanza, è Federico Berlincioni, classe 1987, il vincitore del premio riservato, fino allo scorso anno, agli studenti laureatisi su Boccaccio. Questa novità è stata fortemente voluta dalla Giuria, composta dal Prof. Francesco Mazzoni, Dott. Matteo Collura, Prof. Luigi Testaferrata, Prof. Leone Piccioni, Dott. Bruno Vespa e presieduta dal Sen. Sergio Zavoli. La motivazione di tale scelta sta tutta nella bravura di questo giovanissimo poeta, le cui opere sono riuscite a ‘stravolgere’ le regole ormai più che ventennali del Premio.

Nato a Firenze il 6 settembre del 1987, Berlincioni può già vantare al suo attivo vari premi, nonché un maestro del calibro di Mario Luzi che lo segue con interesse costante. Premio sezione ‘Giovani’ al concorso “Giovanni Gronchi” di Pontedera, Premio Poesia “Città di Sesto”, riconoscimento d’onore al “Premio Firenze 2000”: questi alcuni dei segni di stima che il ragazzo può vantare, ai quali si andrà ad aggiungere, dal 13 settembre 2003, anche il “Premio letterario Giovanni Boccaccio”.
Da quest’anno, inoltre, il premio Letterario Boccaccio, operando un’altra grande trasformazione al suo interno, decide di aprirsi al pubblico.

Mentre per la premiazione del sabato sera sarà consentito l’accesso solo su invito, l’incontro del mattino con i premiati sarà aperto alla cittadinanza e a tutti coloro che vorranno rivolgere agli autori le proprie domande. L’appuntamento per questo incontro con la letteratura è per la mattina di sabato 13 settembre, alle 11, nella prestigiosa cornice del medioevale Palazzo Pretorio di Certaldo Alta.

In evidenza