Nuove ipotesi sulle origini della Famiglia de' Medici
Domani la presentazione in un convegno internazionale in Palazzo Vecchio


La famiglia de' Medici potrebbe avere origini molto più chiare ed antiche di quelle sino ad ora conosciute e soprattutto non provenire inizialmente dal Mugello e da una relativa oscurità. Queste le ipotesi dell'inedito studio del professor Giancarlo Bova che sarà presentato ufficialmente domani, mercoledì 19 giugno alle 17.30 nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, alla presenza del sindaco Leonardo Domenici, durante un convegno internazionale promosso e curato dal Giovan Battista de' Medici, principe di Ottajano e duca di Sarno. Al convegno parteciperanno fra gli altri il sovrintendente del polo museale fiorentino Antonio Paolucci, il direttore generale degli Archivi salvatore Italia, Luigi Borgia della Sovrintendenza archivistica della Toscana, l'assessore alla valorizzazione delle tradizioni fiorentine Eugenio Giani e il presidente dell'Associazione Amici degli archivi Giulio Raimondi, già direttore dell'Archivio di Stato di Napoli e Soprintendente archivistico per la Campania. Le suggestive ipotesi al centro dell'iniziativa sono il frutto delle ricerche promosse dal principe de' Medici, professore universitario della facoltà di ingegneria di Napoli e deputato della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro, ma soprattutto discendente diretto e attuale capo della Casa Medici. Il lavoro invece è stato condotto dal paleografo Giancarlo Bova, che ha scavato nell'immenso patrimonio del fondo pergamenaceo dell'Archivio Diocesano di Capua, ricco di pergamene relative agli anni 1000 - 1300, nonché nell'Archivio del Museo Campano e nell'Archivio di Stato di Caserta, dove ha ritrovato documenti relativi a persone con cognome de' Medici e indicazioni di proprietà e di località ad essi riconducibili. Il dato più interessante che emerge da questo studio è la straordinaria analogia con la famiglia de' Medici in Toscana sia nei nomi sia nei mestieri; il che, se queste scoperte hanno un senso, comproverebbe l'antica origine della stessa famiglia che già negli anni 1000/1200 risultava aristocratica e potente. Una famiglia già importante economicamente e culturalmente la cui antica stirpe, in quegli anni, si trovava anche a Capua, che negli anni dal 1000 al 1300 era il crocevia di numerose civiltà, sia durante il periodo normanno sia durante quello svevo. E' perciò naturale che in quei luoghi vi sia un'enorme ricchezza di documenti, atti, testimonianze scritte che raccontano il passaggio di molte stirpi. Le pergamene ritrovate a Capua indicano, comunque, che i rappresentanti della famiglia de' Medici, pur essendo distribuiti un po' su tutta la penisola e anche in Sicilia, trarrebbero le proprie origini da un ceppo della popolazione dei Medi rifugiatasi in Italia. Secondo il professor Bova, infatti, il cognome Medici deriverebbe proprio da questi ceppi insediatisi nella nostra penisola e maestri nell'arte della medicina, tipica delle popolazioni di provenienza medio orientale. Un ulteriore collegamento con la dinastia toscana, scoperto dal professor Bova, è il fatto che, nel 1200, alcuni rappresentanti della famiglia de' Medici a Capua esercitassero la stessa arte, l'arte di Calimala, che poi esercitarono inizialmente i Medici trasferendosi a Firenze, magari passando prima dal Mugello. Tante ipotesi, dunque, ma un fatto certo: queste ricerche rimetteranno in discussione alcune nozioni storiche che sembravano acquisite ed apriranno nuovi spiragli per storici e studiosi.

Redazione Nove da Firenze