Esercizi storici, l'assessore Bruzzesi: una risorsa di base per il cliente/turista


Il ruolo dei pubblici esercizi nel sistema locale di offerta turistica (SLOT) è stato al centro dell’intervento dell’assessore al turismo Stefano Bruzzesi che ha aperto il convegno nazionale organizzato dalla Fipe-Confcommercio alla Certosa di Firenze, che intende porre in particolare l’accento sulle esperienze enogastronomiche. ‘’I pubblici esercizi rappresentano una risorsa di base che il cliente-turista non solo può, ma deve utilizzare per il soddisfacimento di alcuni dei propri bisogni essenziali. Di questo fatto, tuttavia, non sempre si è avuta piena consapevolezza nella impostazione delle politiche turistiche, e solo nel dibattito attivato intorno alla Legge Quadro in corso di approvazione, i pubblici esercizi (ristoranti, bar, luoghi di ritrovo, ecc…) hanno cominciato a veder riconosciuta la loro valenza turistica ed il loro pari grado di dignità, rispetto ad altre componenti dell’offerta’’, ha detto l’assessore. L’evoluzione che si è registrata negli ultimi anni, per Bruzzesi ‘’ha determinato due tipi di impatto diversi sulla ristorazione, aumentando la sua valenza come momento caratterizzante di tutte le tipologie di turismo, che ha portato all’attivazione di percorsi che identificano nella enogastronomia un domanda specifica di turismo, con la creazione di itinerari gastronomici ormai presenti in tutte le regioni’’. ‘’Come componente del soggiorno, la ristorazione, nel corso degli anni, è passata dall’essere una componente obbligata, a componente necessaria e di qualità e – ha aggiunto - come tale, è divenuta momento essenziale del sistema locale dell’offerta turistica, con una grande valenza sul piano del marketing territoriale perché contribuisce alla stessa identificazione di un’area e ne rappresenta quasi sempre la principale componente tipica’’. ‘’Ora anche le grandi catene alberghiere stanno riscoprendo i valori delle tradizioni enogastronomiche locali e stanno aprendo, proprio in virtù di questa scelta, al pubblico esterno i loro ristoranti. In sintesi, si può affermare che la ristorazione è un momento sempre più essenziale dell’offerta turistica e che ne rappresenta un tipicità ed una condizione di qualità, contribuendo a valorizzare, fra l’altro, i prodotti del territorio. In altre parole, la ristorazione tipica è una risposta alla globalizzazione in atto e contribuisce alla identificazione e valorizzazione di ogni specifico territorio’’. Tutte queste considerazioni sono particolarmente riferibili al caso di Firenze ed in generale alla Toscana, e le tendenze in atto, ‘’possono essere individuate proprio in un maggior orientamento verso la qualità, che ha portato, oltre che ad una maggior incidenza degli esercizi di categoria più elevata (le 4 e 5 stelle alberghiere sono aumentate di circa il 9% in termini di presenza anche nell’anno duemila), anche ad un incremento della permanenza media, passata, nel giro di qualche anno da 1,8 giorni di permanenza, ai due giorni e mezzo attuali’’, ha proseguito Bruzzesi. E a proposito di qualità e del rapporto con i pubblici esercizi, Firenze può presentare un’altra esperienza innovativa di grande significato come quella dei courtesy point, nati, appunto dalla collaborazione fra esercizi pubblici ed amministrazione comunale. ‘’Tale esperienza, caratterizzata al momento dal coinvolgimento di un centinaio di operatori, fra quelli già attivi e quelli che hanno richiesto di aderire alla iniziativa, vede un ruolo attivo dei pubblici esercizi, che offrono al cliente - oltre ai propri prodotti specifici - anche un momento di relax ed alcuni servizi di accoglienza, in primo luogo di informazione e di toilette, anche con la predisposizione di un apposito kit costituito da cartine topografiche, da notizie sulle manifestazioni ecc… E questa iniziativa, deve inoltre essere inquadrata nell’ambito di un più ampio progetto – ha concluso l’assessore al turismo - che esalta le tipicità del turismo locale e che si fonda appunto, su una concezione di qualità dell’accoglienza, su un progetto che tende a valorizzare i numerosi musei di grande qualità presenti e poco visitati, e sulla predisposizione di pacchetti di offerta ad hoc per turisti di qualità e con alta capacità di spesa’’. ‘’Una scelta che implica anche un elevamento delle condizioni di qualità della offerta di medio e basso livello e si pensa abbia un effetto di trascinamento per tutta l’economia locale, che, attraverso il made in Tuscany, presenta forte interconnessioni. con la componente turistica, che ne è parte essenziale’’.

Redazione Nove da Firenze